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Il dito nell’occhio: emergenza cinghiali

Bruno Modugno e l'emergenza cinghiali
Bruno Modugno cacciatore cinghiali
Bruno Modugno durante una battuta di caccia

Questa volta il dito voglio infilarlo nell’occhio di tutti quelli che, di fronte all’emergenza cinghiali, sanno indicare un solo responsabile: il cattivo cacciatore, che negli anni’50 importò dai Balcani e immise nei nostri boschi, a scopo venatorio e di ripopolamento, alcuni esemplari di cinghiali danubiani, grossi di taglia, molto più prolifici dei nostri.

Quindi ce l’ho con i colleghi giornalisti e conduttori televisivi poco informati e seguaci del pensiero unico, dei veterinari che pur di apparire in TV sono disposti a vestire di scienza le più clamorose cazzate. Lo abbiamo appena visto a Uno Mattina dove il nostro Direttore era stato invitato per esporre al pubblico cosa significhi e quanto sia utile all’ambiente e alla fauna selvatica la presenza di 18 mila cacciatori l’anno. Il veterinario che aveva il compito di spiegare i comportamenti deviati dei nostri amici cani e dei maiali rinselvaticiti nei parchi siciliani ha interrotto l’intervento di Cusimano e si è lanciato in una filippica contro i cattivi cacciatori e in difesa del leone asiatico che nessuno caccia! Ma, quel che è peggio, Il conduttore complice, pagato da tutti noi, l’ha lasciato fare.

Ce l’ho con ambientalisti e animalisti che continuano a dar la colpa di tutto ai cacciatori, anche del caldo, degli incendi e dell’inquinamento da piombo, tranne quei pochi illuminati come Wilderness, Federparchi oltre a qualche frangia umanistica di Legambiente, che riconoscono alla buona caccia una funzione riequilibratrice della dinamica delle specie. Ma torniamo all’emergenza cinghiali. È vero, dopo la guerra c’era il deserto. I cinghiali, in quelle poche zone tirreniche e in Calabria dove c’erano sempre stati, erano stati decimati dalla fame della gente, non dai cacciatori. Ecco il perché dei ripopolamenti degli anni ’50. Ma poi l’ambiente, come si sa, plasma le specie: nelle nostre fitte macchie avevano più facile gioco i grugni affusolati dei sopravvisuti cinghiali nostrani, sicché dopo 50 anni non è rimasta traccia dei giganteschi balcanici. Sì, è vero, il nostro cinghiale oggi è un po’ più grosso e fa più figli. Ma non è quella la causa delle disavventure nelle quali sono incorse alcune persone aggredite e ferite dai cinghiali e degli incidenti stradali mortali provocati dai branchi che scorrazzano di notte lungo le strade statali.

Una causa? Una delle tante, ma forse la più inedita: Il periodo di pasciona causato dall’innalzamento della temperatura che ha aumentato le capacità alimentari (ghiande, castagne e altri frutti del bosco) e quindi raddoppiato i parti nell’anno. L’abbandono delle colture e l’aumento delle zone boscate dove sono apparsi altri ospiti vecchi e nuovi come cervi, caprioli, daini e mufloni che, se non controllati da una caccia attenta e selettiva, possono provocare danno non solo al lavoro dell’uomo e pregiudizio alla sicurezza stradale, ma limitare lo sviluppo dei boschi. E più di tutti, i cervi. Che sono stati immessi in tutta Italia dai Forestali di Tarvisio. Anni fa, un intero branco che scorrazzava per i vigneti del Brunello, è stato sterminato per i disastri che combinava. Lì non si trattava di vile granturco, ma di un vino da 40 euro (prezzo base) a bottiglia! Mi stupisco che quella volta non se la siano presa con i cacciatori. Forse perché l’episodio è stato tenuto segreto perché avrebbe creato qualche problema a giornalisti felloni, veterinari vanitosi, animalisti pietosi. Un’altra causa? I parchi, detti anche “la madre del cinghiale”. Lì vivono indisturbati (tranne in quelle aree protette dove è prevista la caccia di selezione). Lì si riproducono e si rifugiano dopo le notturne incursioni nelle colture agricole. Ecco perché vanno in giro a branchi sulle strade nazionali provocando incidenti spesso mortali.

E chi vive dentro un parco? Se li ritrova in casa come aggressivi coabitanti. Io abito a Roma al confine tra il Parco di Veio e il Parco dell’Insugherata. I cinghiali escono nel giardino condominiale e pascolano nei prati dell’Acqua Traversa. Mica di notte, addirittura in pieno giorno bloccando il traffico per via della gente che si ferma all’improvviso per far fotografie col telefonino.

I cacciatori? Che c’entrano? Vi giuro che ce la mettono tutta per risolvere il problema, anche a caccia chiusa, nei parchi e laddove le provincie autorizzano gli abbattimenti selettivi soprattutto a spese delle femmine e delle classi giovani. Ora per la prima volta ho sentito al telegiornale una parola di buonsenso. Il responsabile delle politiche ambientali chiede la collaborazione dei cacciatori per risolvere l’emergenza cinghiali Ma lo sai che ti dico? Ora, dopo tanti anni di accuse e persecuzioni, farei uno sciopero di un paio di anni. Arrangiatevi!

Bruno Modugno

Convegno inaugurale all’HIT Show dedicato agli italiani e alle armi

HIT Show

HIT ShowL’edizione 2016 dell’HIT Show di Vicenza è cominciata ufficialmente oggi e uno dei momenti inaugurali è stato il convegno che si è svolto questa mattina, intitolato “Gli italiani e le armi. Cultura, tradizione, diritto e informazione”. Il dibattito è stato curato da Fiera di Vicenza e dall’ANPAM (Nazionale Produttori Armi e Munizioni Sportive e Civili). Dopo i saluti istituzionali di Matteo Marzotto, numero uno di Fiera di Vicenza Spa, e Stefano Fiocchi, presidente dell’ANPAM, sono intervenuti diversi relatori. Si tratta di Paolo De Nardis, ordinario di Sociologia Generale all’Università La Sapienza di Roma, Francesco Volpe (ordinario di Diritto Amministrativo a Padova), Nico D’Ascola (senatore e ordinario di Diritto Penale a Reggio Calabria), il senatore Luciano Rossi e Claudio Lo Curto (avvocato generale della Procura della Repubblica di Sassari).

A moderare il tutto ci ha pensato Simone Spetia, conduttore di Radio 24. L’argomento è molto sentito per quel che riguarda l’HIT Show come ben testimoniato dalla presenza del Comitato Direttiva 477. Il dibattito si è svolto dalle 9:30 alle 11, ma non meno interessanti sono stati i momenti successivi alla sua conclusione. Si è deciso infatti di sfruttare l’inizio della Fiera per assegnare i premi di laurea che sono stati istituiti dall’ANPAM e dalla Fiera di Vicenza, intitolati alla memoria del dottor Vito Genco.

Si sta parlando di quattro premi riservati alle tesi di laurea relative a un argomento ben preciso, vale a dire le armi, gli esplosivi e le munizioni per il mercato civile. L’associazione e la spa hanno ammesso alla selezione finale studenti laureati in corsi magistrali delle facoltà di Ingegneria, Economia, Chimica e Giurisprudenza. Le quattro tesi riconosciute come migliori garantiranno agli autori una borsa di studio da 2mila euro, senza dimenticare l’importante possibilità di svolgere un tirocinio formativo in una delle aziende che sono associate all’ANPAM.

Il compito di giudicare lo ha ricevuto una commissione composta da docenti di alcune università italiane e da rappresentanti esperti delle aziende associate (il risultato finale sarà insindacabile). Ogni premio riguarderà una materia (ogni materia corrisponde alle facoltà che sono state appena elencate) e nel caso di lavori realizzati da più autori, l’importo del premio verrà suddiviso in parti uguali. Si è dunque cominciato con grande entusiasmo e con riconoscimenti prestigiosi, ovviamente anche gli altri due giorni dell’HIT Show vicentino promettono molto e appassionati ed esperti non avranno che l’imbarazzo della scelta. Non resta dunque che attendere lo svolgimento della fiera e aggiornare i suoi principali contenuti.

Per il tiro a volo primo appuntamento internazionale negli Emirati Arabi

tiro a voloLa Federazione Italiana Tiro a Volo ha annunciato l’inizio ufficiale della stagione internazionale per quel che riguarda le proprie discipline. A essere interessati sono gli atleti del Double Trap, alle prese con un importante appuntamento negli Emirati Arabi Uniti: da oggi, sabato 13 febbraio 2016, fino a venerdì prossimo (19 febbraio), i tiratori saranno in trasferta ad Al Ain, quarta città della nazione asiatica, per un allenamento intensivo e mirato, utile per migliorare la preparazione delle gare di quest’anno. Ovviamente si tratta anche del primo passo di avvicinamento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro di agosto. I tiratori partiti sono Antonio Barillà e Alessandro Chianese della Marina Militare, oltre a Daniele di Spigno (Fiamme Oro), Davide Gasparini (Esercito Italiano) e Marco Innocenti.

Le pedane scelte, invece, sono quelle dell’impianto dell’Al Ain Equestrian Shooting & Golf Club, con gli impegni in agenda previsti già per la giornata di domani, domenica 14 febbraio. Come è stato spiegato dal direttore tecnico, Mirco Cenci, si è concluso in maniera positiva e incoraggiante il primo stage volto a valutare le condizioni tecniche e fisiche dei tiratori: il professor Fabio Partigiani, preparatore atletico delle squadre nazionali, ha riscontrato un ottimo feedback per quel che riguarda i cinque che sono ora negli Emirati Arabi per il raduno internazionale.

Il passaggio successivo allo stage è proprio la preparazione all’estero per affinare la tecnica. Secondo Cenci, il clima di Al Ain è completamente diverso rispetto a quello delle città italiane in questo periodo invernale, di conseguenza i tiratori del Double Trap potranno beneficiare di temperature miti e favorevoli agli allenamenti. Lo sceicco Juma Al Maktoum della famiglia reale di Dubai ospiterà la squadra italiana e si allenerà con la stessa, una circostanza che ha colpito favorevolmente il direttore tecnico.

Cenci avrà a disposizione sei giorni molto serrati e concentrati, i quali daranno delle informazioni dettagliate sullo stato di forma degli atleti: il banco di prova sarà quello del Gran Premio Internazionale di Doha (in Qatar) dal 19 al 23 febbraio prossimi. Il CT lo considera una occasione molto preziosa per il test inaugurale di una stagione che si preannuncia dura e a dir poco impegnativa, sempre tenendo conto del traguardo estivo dei Giochi Olimpici brasiliani, evento in cui bisognerà essere al top della forma. Cenci ha assicurato che l’occasione asiatica sarà sfruttata nel migliore dei modi, come anche tutte le opportunità dei prossimi mesi, scelte sempre dalla Federazione per ottenere il massimo (si attendono ancora i dettagli degli appuntamenti successivi).

In North Carolina si potranno cacciare gli alci a 15 anni dal loro ritorno

North CarolinaDopo ben quindici anni l’alce è tornato a popolare il territorio della North Carolina, per la precisione la parte occidentale dello stato americano: questi animali sono stati cacciati in passato fino a far rischiare l’estinzione, ora però la locale Wildlife Resources Commission ha votato all’unanimità la nuova stagione di caccia che riguarderà proprio gli alci, senza specificare comunque quale sarà l’anno preciso in cui far partire l’attività (il 2016 non dovrebbe essere quello di partenza). Si ipotizza al momento il periodo compreso tra i prossimi 1° ottobre e 1° novembre: nel frattempo si è votato anche per cancellare il cervide dalla lista di specie di particolare interesse.

Prima della reintroduzione degli alci nel 2001 nel Great Smoky Mountains National Park, questi animali sparirono dalle montagne per ben due secoli. Con il voto di ieri, la North Carolina diventa il terzo stato federale in cui questa caccia è considerata legale, insieme al Kentucky e al Tennessee. Il numero stimato di alci dovrebbe aggirarsi tra 150 e 200, un totale di gran lunga inferiore se confrontato con quello del Tennessee, in cui ne sono stati contati circa 400.

I cacciatori statali dovranno necessariamente ottenere un permesso per partecipare alla stagione venatoria, il quale verrà assegnato tramite un sistema di lotteria. Se si guarda alla North Carolina di vent’anni fa, gli alci non erano presenti, poi nel 2001 ne sono stati introdotti 52 e da quel momento si sono abituati a vivere nella Haywood County. Qualche settimana fa ne sono stati abbattuti tre in seguito al danneggiamento provocato dagli animali alle proprietà e ai raccolti, uno dei motivi che ha portato a riconsiderare la possibilità della caccia.

La Commissione non ha affrontato solamente la questione degli alci. In effetti, un altro voto ha riguardato gli alligatori e l’opportunità o meno di una stagione venatoria lungo la costa della North Carolina: in questo caso hanno prevalso i voti negativi, dunque non se ne farà nulla. Al contrario, lo staff sta cercando di capire se abbattere un numero limitato di alligatori che rappresentano un grave pericolo e fastidio.

Tornando a parlare degli alci, si può intuire cosa accadrà prendendo come riferimento l’esempio del Kentucky. I permessi sono considerati validi dal 1° gennaio fino al 30 aprile e bisogna provvedere all’acquisto degli “Elk Quota”, operazione possibile solamente online: il costo di ogni applicazione è di dieci dollari, ma esistono anche delle quote pensate appositamente per i cacciatori dai 15 anni in giù, senza dimenticare che l’applicazione va acquistata per intero e non parzialmente.

Tibet GTX Hi di Lowa vince il premio come miglior scarpa da caccia

Miglior scarpa da caccia

Miglior scarpa da cacciaLa trentottesima edizione dello Shot Show di Las Vegas è stata l’occasione per premiare la miglior calzatura da caccia. Il giornale Gray’s Sporting Journal ha infatti incoronato Tibet GTX Hi, scarpa prodotta e commercializzata da Lowa, in questa speciale categoria. La fiera americana è dedicata ogni anno alle armi da fuoco e alla caccia (esiste dal 1979, quando la prima edizione fu organizzata a Saint Louis: la sede di Las Vegas, per la precisione la Sands Expo che ospita l’evento dal 2010, ha visto consegnare il riconoscimento a Peter Sachs, il quale è il responsabile della filiale statunitense di Lowa. Di che calzatura si tratta nello specifico?

Il materiale utilizzato per realizzare Tibet GTX Hi è la pelle nubuk cerata, dall’aspetto vellutato, morbida soffice e traspirante: viene prodotta con il procedimento dell’affilatura, con il pellame leggermente rasato, smerigliato e quindi spazzolato in modo delicato. La fodera della migliore calzatura da caccia, invece, è in Gore-Tex, un tessuto che si caratterizza per l’ottima traspirabilità, senza dimenticare la resistenza, la massima protezione e il comfort.

Per quel che riguarda la suola, poi, Lowa ha deciso di puntare su quella Vibram Masai (risuolabile), in grado di offrire una tenuta perfetta, estremamente duratura e dall’ottima presa sul terreno asciutto. Il peso complessivo è di 1900 grammi, mentre il colore proposto è seppia-nero. Le misure messe a disposizione vanno dal 39 al 48 (6-13 secondo le misure del Regno Unito). Tra le caratteristiche migliori figura senza dubbio l’aderenza eccellente su qualsiasi tipo di terreno, una opportunità che è resa possibile dal profilo auto-detergente di questo scarpone da montagna.

Inoltre, Lowa ha dotato la calzatura di tacchetti grezzi che servono a migliorare la frenata e il momento dello stacco. La parte frontale del tacco presenta un taglio posteriore, una peculiarità che ha a che fare con il grip nella discesa dal monte. In aggiunta, non bisogna dimenticare la Climbing Zone alla punta della suola, la soluzione ideale per i passaggi rocciosi più complicati da affrontare.

Lowa Sportschuhe Gmbh (questo il nome completo dell’azienda premiata) è una società produttrice di scarpe da trekking, sci e alpinismo fondata nel 1923 e che ha sede a Jetzendorf, in Germania (per la precisione in Alta Baviera). Gli uffici di vendita sono sparsi in molti paesi del mondo, in particolare negli Stati Uniti: Lowa ha trovato nel mercato americano un’ottima base per partnership proficue, dunque si può comprendere meglio il motivo che ha favorito la premiazione avvenuta a Las Vegas.

A Vibo Valentia si è parlato dei problemi degli ATC e della caccia in Calabria

caccia in collina Toscana
Cacciatori dopo una battuta di caccia al fagiano tra le colline toscane al rientro verso il campo base soddisfatti per il ricco carniere.

caccia in CalabriaIl Coordinamento regionale degli Ambiti Territoriali di Caccia calabresi si è riunito due giorni fa, mercoledì 10 febbraio 2016, a Vibo Valentia per parlare dei problemi che riguardano la gestione venatoria nella regione meridionale. A darne comunicazione è stata Federcaccia Calabria, la quale ha anche spiegato cosa è emerso nel corso dell’incontro. Il quadro è stato definito allarmante, visto che le criticità non sono ancora state risolte nonostante l’impegno degli ATC e le segnalazioni numerose. In particolare, questo Coordinamento e le associazioni venatorie della Calabria ha sottolineato le varie difficoltà, non ultime quelle economiche, amministrative e giuridiche, a cui bisogna far fronte ogni giorno. Le proposte che sono state avanzate, come si legge nel comunicato di Federcaccia, sono il frutto di valutazioni e analisi condivise.

La stessa denuncia è stata fatta in altre riunioni presso gli enti del settore, senza dimenticare gli incontri pubblici e le note che sono state inviate alla Regione Calabria e alle varie province nel periodo temporale in cui sono state competenti per quel che riguarda la caccia. Nei mesi scorsi, tra l’altro, sembrava tutto pronto per una modifica sostanziale e fondamentale della legge regionale in materia, una consapevolezza maturata al termine di un incontro presso la Presidenza della Giunta.

Gli Ambiti Territoriali di Caccia si erano dimostrati ben disposti a tal proposito e le associazioni avevano spiegato di voler fornire il loro contributo per la costruzione di percorsi virtuosi tramite proposte concrete. Le promesse sono rimaste soltanto delle ipotesi, anzi si sono diffuse voci di tenore contrario: la Regione sarebbe intenzionata addirittura a commissariare gli ATC, cercando di far passare il messaggio che la responsabilità della situazione allarmante e delle inadempienze in ambito venatorio vanno ascritte proprio ad essi.

Questi atteggiamenti vanno comunque verificati, se venissero accertati rappresenterebbero, sempre secondo Federcaccia Calabria, una invadenza ingiustificata della politica regionale. Ultimamente, invece, il Coordinamento ha inviato una nota congiunta al presidente della Giunta Regionale, al Capo del Gabinetto e al Dirigente del Settore Caccia e Pesca della Calabria, in modo da evidenziare tutte queste considerazioni, anche se non è stato ottenuto alcun tipo di riscontro a fronte di difficoltà permanenti.

La gestione viene ancora garantita con la massima competenza possibile, come si può leggere al termine del comunicato, e in maniera trasparente ed equilibrata, nel tentativo di colmare le lacune anche nel periodo di caccia. La stagione venatoria si è conclusa e si ritiene indispensabile a questo tempo avviare ogni iniziativa che è necessaria per permettere agli ATC di svolgere la loro attività autonomamente.

Caccia al cinghiale dall’altana

Un video dedicato alla caccia al cinghiale in battuta con posta dall’altana. Il cacciatore attende il passaggio del cinghiale spinto dai segugi, la posta sembra veramente ottima e i cinghiali arrivano proprio nel pulito regalando bei tiri al cacciatore.

Life Mirco Lupo: nasce il Comitato consultivo aperto

Life mirco lupo appennino tosco emiliano

Life mirco lupo appennino tosco emilianoIl Wolf Apennine Center del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, nell’ambito del progetto LIFE MIRCO LUPO intende avviare un percorso decisionale condiviso con le autorità locali, i tecnici del settore e più in generale tutti coloro che rappresentano gruppi d’interesse. Il Comitato Consultivo deve arrivare ad approvare un piano “condiviso” per la “gestione del lupo” in generale e per il problema dell’ibridazione lupo-cane in particolare.
“Per costituire il comitato consultivo – spiega Willy Reggioni, responsabile del WAC e del progetto LIFE MIRCO LUPO – abbiamo già realizzato un primo incontro a Sassalbo il 18 dicembre scorso al quale hanno partecipato circa 30 persone. Durante questo primo incontro abbiamo “ascoltato” le istanze dei gruppi di interesse presenti ed abbiamo concordato un percorso che prevede un secondo momento di confronto da realizzare nel prossimo mese di marzo. In quell’occasione intendiamo dare le prime risposte a quesiti che ci sono stati posti e iniziare a condividere una bozza del piano d’azione. Ciò che ci sembra importante è allargare la partecipazione al comitato consultivo per questo il Parco Nazionale disposto una manifestazione d’interesse a cui ci aspettiamo una grande adesione”.

L’obiettivo del comitato consultivo previsto dal progetto LIFE MIRCO LUPO è creare una sede di confronto a livello locale per discutere ed elaborare un piano d’azione concreto teso a individuare i mezzi e gli strumenti, condivisi tra i diversi gruppi di interesse, per la gestione degli ibridi cane/lupo, prendendo in considerazioni le condizioni socio-economiche locali.

Considerando che il fenomeno dell’ibridazione è fortemente interconnesso con quello del randagismo canino è necessario che a questo tavolo istituzionale siano chiamati a partecipare tutti gli attori competenti (Regioni, Comuni, Parchi regionali associati al WAC del Parco Nazionale, ASL) e i rappresentanti dei differenti gruppi d’interesse (cacciatori, allevatori, ambientalisti e animalisti) che sono coinvolti nella gestione di questo fenomeno. Il comitato avrà ruolo consultivo e potrà condividere i contenuti della campagna educativa. Ai membri saranno presentate le attività previste da progetto e con essi saranno concordati, entro le misure adeguate, le modalità di svolgimento delle stesse, nel pieno rispetto dei diversi interessi.

La manifestazione di interesse a partecipare ai lavori del comitato è reperibile sul sito del Parco Nazionale e a breve sul sito del progetto www.lifemircolupo.it. La domanda di partecipazione, correttamente compilata in tutte le sue parti, deve essere consegnata entro le ore 12.00 del giorno 22 febbraio 2016 secondo le seguenti modalità: consegnata a mano presso l’Ufficio Protocollo di questo Ente Parco nazionale dell’Appennino tosco – emiliano con Sede Legale in via Comunale 23 Sassalbo di Fivizzano (MS), oppure inviata via fax al numero 0585/948060, oppure inviata via mail a [email protected]

Caccia e Ambiente: Giornata mondiale delle zone umide 2016

Pantani - Zone Umide
Pantani – Zone Umide

Caccia e Ambiente. Il 2 febbraio si è celebrata la Giornata mondiale delle zone umide istituita nel 2003 in occasione dell’Anno Mondiale dell’Acqua indetto dalle Nazioni Unite. La data scelta è quella della sottoscrizione della Convenzione di Ramsar, avvenuta il 2 febbraio 1971 nell’omonima città iraniana, che ha sancito la tutela, a livello mondiale, di questi habitat.

Oggetto della Convenzione sono la gran varietà di zone umide, fra le quali: aree acquitrinose, paludi, torbiere oppure zone naturali o artificiali d’acqua, permanenti o transitorie, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, comprese le zone di acqua marina.

Sono inoltre comprese le zone rivierasche, fluviali o marine, adiacenti alle zone umide, le isole nonché le distese di acqua marina nel caso in cui la profondità, quando c’è bassa marea, non superi i sei metri oppure nel caso che le stesse siano entro i confini delle zone umide e siano d’importanza per le popolazioni di uccelli acquatici del sito.

Le aree umide svolgono un’importante funzione ecologica per la regolazione del regime delle acque e come habitat per la flora e per la fauna; sono gli ecosistemi con la più alta biodiversità sulla Terra. Esiste uno stretto rapporto tra zone umide e qualità della vita. Per esempio gli ultimi siti inseriti nella Convenzione di Ramsar sono nello Zimbabwe e sono di particolare importanza per la tutela idrica e biologica di quel paese. Infatti, durante il Global Risk del World Economic Forum 2016, la crisi idrica è stata indicata come uno dei primi tre fattori di rischio planetario.

Come cacciatori la tutela dell’acqua in generale e delle zone umide in particolare ci deve trovare particolarmente presenti e interessati. Senza questi ambienti e relativa fauna molti appassionati, forme e tradizioni venatorie non potrebbero più esistere.

Particolare importanza nella continua perdita di terreni agricoli e habitat naturali hanno i ripristini ambientali per attività venatoria. Anche se il fine ultimo è il prelievo, di fatto la creazione di migliaia di micro siti costituiti dagli appostamenti fissi, dalle aziende faunistiche e non ultimo dai vari ATC, sono un baluardo alla standardizzazione e omologazione agricola e al consumo di suolo ad uso civile ed industriale di vastissime aree rendendo possibile la presenza di specie animali e vegetali altrimenti destinate ad un inarrestabile declino.

Fondamentale la gestione poi delle zone umide naturali poiché necessitano di continue manutenzioni e cure al fine di evitare sia fenomeni naturali come l’eutrofizzazione, la siccità o il deterioramento vegetazionale, che innaturali come l’inquinamento, il prelievo irrazionale delle risorse idriche e le continue ingiustificate bonifiche.

Non ultimo poi merita attenzione lo sviluppo sempre di nuove e meno impattanti tecniche come l’uso di pallini no tox invece del piombo o l’obbligo di mantenere il livello idrico e l’ambiente per tutta stagione. E’ fondamentale la presa di coscienza dei cacciatori sull’utilità di questi habitat al fine di tutelarli e controllarli sistematicamente.

( 12 febbraio 2016 )

LDDC

FITAV e i giovani, due iniziative in Lombardia e in Umbria per i tiratori del futuro

FITAV e i giovaniSono ben due le iniziative legate ai giovani che hanno visto come protagonista la FITAV nelle ultime ore. La settima edizione dell’open day promosso dall’Associazione Sportiva TAV CAS Concaverde di Lonato del Garda (provincia di Brescia) ha registrato un successo importante, mentre a Bastardo (provincia di Perugia) l’Istituto Comprensivo Giano dell’Umbria ha ospitato un nuovo incontro relativo al progetto “Linea Verde” della federazione. Procediamo con ordine. In Lombardia una trentina di neofiti hanno partecipato all’open day citato sopra, con un grande entusiasmo in gara e durante le lezioni in aula che lascia ben sperare.

Tutti gli istruttori dell’associazione lonatese erano presenti, in particolare Silvio Grande ha spiegato ai giovanissimi tutti i dettagli del programma formativo che è rivolto ai ragazzi e al settore giovanile in generale: ne è nato quindi un dibattito molto interessante e partecipato. Il momento della pedana doveva essere uno di quelli principali e la cosa è stata resa possibile dalla professionalità messa in mostra dagli istruttori del Cas Concaverde con Walter Miotto, Roberto Armani, Marco e Giampiero Faustinelli.

La FITAV ha voluto sottolineare, tra le altre cose, le prime adesioni di alcuni ragazzi e ragazze, pronti a frequentare la scuola di tiro di Lonato del Garda, ma se ne attendono ancora altre. Per quel che riguarda l’istituto umbro, poi, si tratta di una delle tappe del progetto giovanile federale, il quale ha proprio l’obiettivo di far conoscere più a fondo questa disciplina nelle scuole medie superiori. A Bastardo si sono svolte due lezioni e la partecipazione ha fatto registrare la presenza di un centinaio di studenti emozionati e curiosi. Ai ragazzi è stata raccontata l’intera storia del tiro a volo e l’attrezzo sportivo, un approccio diretto e di sicuro effetto.

In questo caso Ferdinando Rossi, rappresentante della Marina Militare e tiratore della nazionale azzurra nella specialità di Double Trap, è stato la classica “ciliegina sulla torta”, in quanto ha fatto da testimonial nell’istituto e ha spiegato l’esperienza agonistica che ha finora caratterizzato la sua carriera. Come ha spiegato lo stesso Rossi, parlare con gli studenti è stata senza dubbio una occasione emozionante, tenuto conto del fatto che è stata ripercorsa dall’inizio la genesi del suo approccio al tiro a volo: l’obiettivo è stato quello di trasmettere il più possibile la sua passione e le sensazioni, nella speranza che tra i banchi ci siano i grandi tiratori del futuro. Il campione di Double Trap ha concluso l’intervento auspicando che molti giovani colgano l’invito dell’iniziativa e provino di persona la disciplina per capire con cosa si ha a che fare.

Hit Show 2016: passione e sport si uniscono ancora una volta in Fiera di Vicenza

HIT SHOW 2016 - FIERA VICENZA
Swarovski optik_hit show 2016
Una visitatrice mentre testa uno stupendo binocolo Swarovski Optik esposto a Hit Show.

Dopo il successo dello scorso anno, Fiera di Vicenza è pronta ad ospitare la nuova edizione di HIT SHOW, appuntamento dell’anno a livello internazionale, dedicato al mondo della caccia, del tiro sportivo e della formazione professionale di settore. Organizzata da Fiera di Vicenza in partnership con ANPAM (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni) in collaborazione con ASSOARMIERI e CONARMI, la Manifestazione propone tre giorni di approfondimento sulle novità riguardanti armi, munizioni, attrezzature e accessori sportivi che appassionati ed operatori possono scoprire all’interno di un’area di oltre 35.000 mq.

Protagonisti di HIT SHOW, i top brand internazionali e le eccellenze della produzione Made in Italy ospitati nelle tre grandi aree tematiche in cui è suddivisa la Fiera: Hunting, Individual Protection e Target Sports.

I visitatori hanno la possibilità di vivere in prima persona le proprie passioni grazie all’Area Demo, uno spazio esperienziale allestito nel Padiglione 6, il cui obiettivo è testare – nel poligono mobile allestito all’interno del Padiglione – i nuovi prodotti ed esercitarsi con armi da softair e ad aria compressa, sotto la guida di professionisti e campioni sportivi. L’esperienza si estenderà anche alla prova d’armi lunghe a canna liscia presso il Campo di Tiro di Montebello Vicentino; l’Area è stata potenziata – rispetto alla scorsa edizione – grazie anche al supporto delle aziende espositrici: seminari e workshop animano giornalmente l’Area Convegni, mentre allo shopping è dedicata un’intera sezione.

Torna anche l’attesissimo Dog Show, l’esposizione canina nazionale di razze da caccia o da compagnia, per emozionare adulti e bambini. La Manifestazione canina, giunta ormai alla sua terza edizione, è organizzata in collaborazione con i Circolo Cinofilo Vicentino e vanta la presenza di più di 1000 esemplari. Grande ritorno anche per la 4^ edizione del Trofeo HIT Show, organizzato da Fiera di Vicenza in collaborazione con FITAV (Federazione Italiana Tiro a Volo) presso diversi poligoni veneti, a cui prendono sempre parte un gran numero di tiratori e appassionati.

Hit Show 2016 - Fiera di Vicenza
HIT SHOW 2016 di Fiera Vicenza

L’edizione 2015 ha confermato il grande successo di HIT SHOW arrivando a totalizzare 30.000 visitatori provenienti da tutto il mondo – il 29% in più rispetto al 2014 – confermandosi ancora una volta appuntamento di riferimento per il mercato europeo. Fiera di Vicenza, infatti, favorisce l’incontro tra espositori ed addetti del settore permettendo lo sviluppo di nuovi network commerciali con un occhio attento ai player innovativi in questo ambito.

La Manifestazione ha un assetto sempre più internazionale grazie al numero crescente di espositori esteri, ben 48 nell’edizione del 2015 rispetto ai 20 del 2014, provenienti da 23 Paesi tra cui Romania, Ungheria e Pakistan. Questo dato porta anche all’aumento dell’offerta merceologica, come è accaduto in particolare nei nuovi settori Individual Protection e Target Sports.

HIT Show è quindi il contesto ideale dove informarsi sull’uso corretto delle armi e delle munizioni e nel contempo scoprire tutte le novità nel campo dell’arte venatoria!

Per tenersi aggiornati sulle attività e sul calendario della Manifestazione è possibile visitare il sito www.hit-show.com. 

About Fiera di Vicenza

Fiera di Vicenza è leader in Italia nell’organizzazione di Eventi fieristici e tra i player più dinamici a livello globale. E’ considerata top player nel mondo per il settore orafo-gioielliero grazie alla Manifestazione VICENZAORO, brand esportato alle più prestigiose fiere internazionali: Hong Kong, Las Vegas, San Paolo, Mumbai e Dubai. L’expertise e il know-how d’eccellenza della Società riguardano anche gli Eventi dell’area Lifestyle&Innovation, riferiti a diversi comparti: comfort e stile di casa, hunting, target sports e individual protection, pesca, sport all’aria aperta, mostre-Atelier dedicate alla manualità creativa, innovazione tecnologica nel settore medico-farmaceutico, motori e bicicletta, turismo universale. Oltre che come Business Hub, Fiera di Vicenza agisce come Cultural Hub, favorendo la cultura imprenditoriale Made in Italy, la circolazione di idee e informazioni per la crescita del sistema economico, con un’attenzione particolare agli aspetti della responsabilità sociale d’impresa. Nel nuovo Centro Congressi, spazio multifunzionale e tecnologicamente avanzato, accoglie grandi congressi, workshop, seminari ed eventi formativi di livello nazionale e internazionale. Con un team di 88 dipendenti, nel 2014 Fiera di Vicenza ha organizzato direttamente 16 Manifestazioni internazionali e nazionali nelle aree Jewellery e Lifestyle&Innovation. La Società ha anche allestito oltre 100 tra convegni, assemblee, meeting e seminari, alcuni di profilo internazionale.