Federcaccia Perugia: “No ad ampliamenti insensati delle aziende faunistico-venatorie”

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Federcaccia PerugiaLa sezione provinciale di Perugia della Federazione Italiana della Caccia ha diffuso una nota ufficiale per discutere di quello che sta accadendo in relazione alle aziende faunistico-venatorie. In particolare, l’associazione ha voluto porre l’accento sul rilascio degli ampliamenti di queste realtà da parte dell’amministrazione regionale umbra. Come ricordato da FIDC Perugia, le istituzioni sono state sollecitate più volte per intavolare una discussione e coinvolgere tutte le parti interessate.

Quanto accaduto negli ultimi tempi in merito al rinnovo, al rilascio e all’ampliamento delle concessioni delle aziende è stato definito “quantomeno inopportuno”. Alcuni istituti privati sono stati ampliati poco prima dell’inizio della stagione venatoria in un territorio in cui erano già in corso i ripopolamenti degli Ambiti Territoriali di Caccia.

In aggiunta, i soggetti interessati, in primis le amministrazioni locali e le comunità, non sarebbero stati neanche coinvolti in modo doveroso. Federcaccia Perugia dà molta importanza alle aziende faunistico-venatorie, a patto che siano gestite in modo corretto. Dunque, servirebbe una discussione seria e approfondita per farle tornare a svolgere il compito assegnato dalla legge nazionale e con una presenza funzionale alla gestione della fauna stanziale.

Cacciatori e agricoltori uniti per abbattere le nutrie vicino Pordenone

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Nutrie - Myocastor coypus

Nutrie vicino PordenoneIl mondo venatorio e quello agricolo decidono spesso di unire le loro forze per raggiungere un obiettivo comune. Un caso emblematico è quello di Zoppola, comune friulano in provincia di Pordenone, in cui i cacciatori hanno invitato gli agricoltori a segnalare i danneggiamenti provocati dalle nutrie. Come riferito dal Messaggero Veneto, è stato affisso un volantino per velocizzare gli interventi, visto che dopo l’interessamento della Provincia, i tempi sono aumentati.

La riserva di caccia del posto è in contatto con la Guardia Forestale del Friuli Venezia Giulia e anche in questo caso si attende un contributo per risolvere una volta per tutte il problema. In effetti, oltre all’interessamento del mondo venatorio le prese di posizione sono mancate. Questa parte del Friuli è piena di corsi d’acqua, dunque le nutrie riescono a proliferare facilmente, anche se la situazione attuale viene definita la peggiore di sempre.

Gli agricoltori si augurano che le operazioni di abbattimento partano presto: inizialmente dovrebbe essere coinvolta soltanto la Forestale, poi ci sarà una seconda fase che andrà a coinvolgere anche i cacciatori. Non è escluso un intervento congiunto con un altro comune vicino, quello di Fiume Veneto (sempre nel Pordenonese), interessato da un’emergenza simile.

Esposto di Berlato contro Federcaccia Venezia per procurato allarme

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Caccia in Sardegna

Esposto di BerlatoSergio Berlato, presidente della Terza Commissione Permanente del Consiglio Regionale del Veneto, ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia per chiedere di procedere contro alcuni dirigenti venatori che nei giorni scorsi hanno rilasciato “incaute e false affermazioni riportate dalla stampa locale”. Berlato si riferisce ai dirigenti della Federazione Italiana della Caccia, in particolare Luciano Babbo, presidente provinciale della sezione veneziana.

Nello specifico, non sono piaciute le dichiarazioni che hanno fatto riferimento a possibili disordini a partire dal 1° ottobre in occasione dell’entrata in vigore della nuova legge sul “nomadismo” venatorio. Un altro titolo che ha convinto Berlato a presentare l’esposto è il seguente: “Federcaccia ha lanciato l’allarme con Luciano Babbo: secondo i nostri legali i cacciatori potranno essere sanzionati fino a 1800 euro da ogni pubblico ufficiale, sia la polizia provinciale o le guardie venatorie perché per noi resta in vigore la legge 157, quella precedente“.

Questi dirigenti non hanno riconosciuto il nuovo calendario, soprattutto la previsione di tre giorni di caccia su un totale di cinque per quel che riguarda la selvaggina. Berlato ha ipotizzato un reato punito dal Codice Penale, cioè il procurato allarme presso l’autorità, ma anche l’istigazione alla disobbedienza a leggi di ordine pubblico. Tra il presidente e Babbo ci sono stati altri screzi in passato e sempre per le dichiarazioni rilasciate alla stampa.

Ininfluente la sentenza del TAR, in Abruzzo si andrà a caccia a ottobre con un nuovo calendario

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In Abruzzo si andrà a caccia a ottobreL’attesa sentenza di ieri del Tribunale Amministrativo Regionale dell’Aquila in merito al calendario venatorio 2016-2017 dell’Abruzzo sarà praticamente inutile e ininfluente. Come riferito, infatti, dall’Eco dell’Alto Molise-Vastese, qualunque sia la decisione dei giudici ci sono altre certezze per i cacciatori. La riunione in camera di consiglio è terminata e la decisione doveva essere resa nota ieri sera o al massimo questa mattina.

La Regione Abruzzo ha deciso comunque di correre ai ripari, preparando in tempi record un nuovo calendario venatorio che andrà a sostituire quello impugnato dopo il ricorso del WWF. Come reso noto dall’assessore Dino Pepe, il calendario verrà sfruttato in caso di sospensione confermata da parte del TAR, altrimenti è ipotizzabile che il vecchio calendario rimanga in vigore.

In ogni caso, i cacciatori abruzzesi dovranno attendere la giornata di sabato 1° ottobre 2016 per iniziare l’attività venatoria come avvenuto nel resto d’Italia: l’attesa di due settimane è stata snervante e non priva di polemiche, il mondo venatorio spera ora di non avere a che fare con altre situazioni così ingarbugliate. La bocciatura da parte del Prefetto in merito alle ordinanze comunali per l’abbattimento dei cinghiali è stata invece confermata ufficialmente

Parlamento Europeo: “La caccia muove un’economia da 16 miliardi di euro”

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Parlamento EuropeoNel corso della giornata di ieri, martedì 27 settembre 2016, si è tenuta al Parlamento Europeo di Bruxelles la conferenza dal titolo “Il valore economico della caccia nell’UE”. L’organizzazione è stata curata da Renata Briano, vicepresidente dell’Intergruppo Biodiversità, Caccia e Ruralità e sulla sua pagina Facebook si possono leggere le conclusioni di questo evento. Hanno partecipato parlamentari, rappresentanti dell’industria di settore e delegati delle associazioni comunitarie in rappresentanza di 7 milioni di cacciatori.

Si è capito che la caccia sostenibile riesce a muovere un’economia continentale da ben 16 miliardi di euro. Si tratta della cifra che viene spesa ogni anno dai cacciatori per assicurarsi licenze, affitti, cani, viaggi ed equipaggiamento. Il contributo in questione, però, riguarda anche la tutela della natura e del territorio, grazie alla lotta al bracconaggio e al sostegno allo sviluppo rurale.

Si è parlato, inoltre, della ricerca scientifica che viene condotta sulla fauna selvatica, della ristorazione e della cucina legata alla selvaggina: sono tutti elementi che generano posti di lavoro, dunque si può ben capire la dimensione di questa economia. La caccia, però, non può essere solamente misurata in termini monetari, ma soprattutto come servizio eco-sistemico in grado di sostenere le comunità rurali, mettendo a disposizione un’alternativa seria allo sviluppo sostenibile.

Caccia: Reggio Calabria, apertura caccia al cinghiale, si discute sulle zone assegnate

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Caccia al Cinghiale
Caccia al Cinghiale

Caccia al Cinghiale a Reggio Calabria. Il comitato dei rappresentanti delle squadre di cinghiali regolarmente iscritte all’ATC RC1, riunitosi in seguito alle decisioni assunte dalla Regione Calabria e dall’ATC in merito allo svolgimento delle battute di caccia al cinghiale per la stagione venatoria 2016/2017, intende evidenziare come tali scelte stiano creando non poca confusione e tensione tra i cacciatori delle varie squadre già iscritte e quelle che dovrebbero nascere in questa annata venatoria.

Nella nota si legge: “Riteniamo assurdo modificare le zone di battuta al cinghiale, da decenni assegnate alle varie squadre, a pochi giorni dall’apertura della caccia prevista dal calendario venatorio per Sabato primo Ottobre. Da qualche giorno infatti l’ATC sta rivedendo le zone assegnate alle squadre in funzione di una zonizzazione redatta dalla Regione Calabria che riteniamo inappropriata, illogica e che non tiene conto delle necessità venatorie e di sicurezza di ogni singolo cacciatore.
Questa zonizzazione in molti casi oltre a far venir meno le condizioni di sicurezza durante le battute di caccia, sta generando smarrimento in tutti i cacciatori e all’ATC stesso, nonché dissapori e un clima ostile tra le varie squadre, e che niente hanno a che fare con quelli che sono i valori della caccia, che deve essere un momento di unione e serenità.
In conclusione vista la tempistica e quanto sopra esposto chiediamo che per l’imminente stagione venatoria rimangano inalterate le zone assegnate alle varie squadre rispetto all’anno precedente. A tutela di noi cacciatori abbiamo ritenuto necessario nominare un legale qualora i nostri appelli, rivolti al solo fine di migliorare la situazione, non vengano ascoltati.
Sicuri della Vostra disponibilità ad ascoltarci e a voler migliorare l’intero mondo venatorio, con la speranza che in futuro ci sia maggiore informazione tra Regione-ATC-Squadre rimaniamo in attesa di un celere riscontro”.
La richiesta è stata inoltrata dal Comitato al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, al Dipartimento n. 8 Agricoltura E Risorse Agroalimentari della Regione Calabria, al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto e al Presidente dell’ATC RC1, Concetto Laganà.
( 28 settembre 2016 )
 Fonte: NtaCalabria

Digiscoping: SWAROVSKI OPTIK completa la gamma di adattatori personalizzati con il nuovo TLS APO da 43 mm

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APO_swarovski_optikDigiscoping – Strumenti indispensabili per tutti i digiscoper, gli adattatori sono oggi disponibili per tutti i tipi di fotocamera. Prima è stata la volta degli adattatori per fotocamere SLR, poi di quelli per system camera e dopo ancora di quelli per i diversi modelli di iPhone®*. Adesso anche le fotocamere a pieno formato hanno il loro adattatore: il nuovo TLS APO da 43 mm, che va a completare la gamma degli adattatori personalizzati per il digiscoping di SWAROVSKI OPTIK. L’ultimo arrivato in casa SWAROVSKI OPTIK sarà acquistabile presso i rivenditori specializzati e online sul sito www.swarovskioptik.com a partire dalla primavera 2017.

Migliorare costantemente ciò che è già buono”: seguendo questo motto, SWAROVSKI OPTIK ha ampliato e completato la gamma di adattatori per il digiscoping, trasformando in realtà i desideri degli appassionati del genere. Il TLS APO da 43 mm permette a chi possiede fotocamere a pieno formato di godere dei vantaggi del digiscoping senza effetti di vignettatura. Adesso osservazione e fotografia procedono di pari passo. Rispetto ai teleobiettivi, l’intero sistema per il digiscoping offre grandi vantaggi, grazie al peso ridotto e alla facilità di utilizzo e, oltre ad essere robusto, garantisce la massima impermeabilità proprio come i cannocchiali da osservazione. Le ampie lunghezze focali (>1.000 mm) vi permettono inoltre di coprire distanze sempre più vaste in fase di digiscoping.TLS_APO_digiscoping_swarovski_optik

In termini di design e montaggio, il TLS APO da 43 mm si allinea perfettamente ai modelli precedenti: il TLS APO da 30 mm (per fotocamere APS-C/DX-SLR e il TLS APO da 23 mm (per system camera Micro 4/3). Gli ormai noti anelli adattatori T2 per Canon, Nikon e Sony possono essere utilizzati anche con il TLS APO da 43 mm e possono essere ordinati congiuntamente ad esso da SWAROVSKI OPTIK.   Il TLS APO da 43 mm permette a chi possiede fotocamere a pieno formato di avere uno strumento personalizzato che consente loro di godere degli stessi vantaggi offerti dal TLS. APO da 30 mm e dal TLS APO da 23 mm agli utilizzatori di altre fotocamere, tra cui tempi di esposizione ridotti e massima nitidezza d’immagine.

SWAROVSKI OPTIK è dunque lieta di poter offrire una gamma completa di adattatori per il digiscoping

Il TLS APO da 43 mm sarà acquistabile su richiesta a partire dalla primavera 2017 presso selezionati rivenditori specializzati e online sul sito www.swarovskioptik.com. *iPhone è un marchio registrato di Apple Inc.

Il mondo appartiene a chi sa percepire il bello. Assapora il momento! SEE THE UNSEEN. © WWW.SWAROVSKIOPTIK.COM

SWAROVSKI OPTIK è un’azienda che fa parte del gruppo Swarovski e ha il suo quartier generale ad Absam, in Tirolo. L’azienda austriaca fondata nel 1949 si è specializzata nello sviluppo e nella produzione di strumenti ottici di altissima precisione, posizionandosi ai massimi livelli nel segmento più elevato di questo mercato. I binocoli, i cannocchiali da osservazione, i cannocchiali da puntamento e gli strumenti optoelettronici sono prodotti ambiti dagli utenti più esigenti. Il successo della nostra azienda si fonda sulla capacità innovativa, sulla qualità e sulla valorizzazione dei prodotti, nonché sul design straordinario tanto sul piano funzionale quanto estetico. La valorizzazione della natura è una componente essenziale della filosofia aziendale e trova la massima espressione in un costante impegno nell’ambito di progetti di tutela della natura e in una produzione a basso impatto ambientale. Nel 2015, il fatturato ha raggiunto i 132 milioni di euro (2014: 119 milioni di euro) con una percentuale di esportazioni del 91%. L’azienda ha circa 800 dipendenti.

Caccia: Toscana, accordo per mobilità venatoria con Umbria e Lazio

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Cacciatori con cani
Cacciatori con cani

Caccia in Toscana. Arrivano le regole per i cacciatori ‘pendolari’ o ‘in trasferta’, quelli che risiedono in una regione ma cacciano solitamente in un’altra confinante: regole di interscambio reciproco tra Toscana, Umbria e Lazio che riguardano la stagione venatoria in corso. La giunta toscana ha approvato i due accordi, che sono parte di una stessa delibera presentata dall’assessore Marco Remaschi. La Toscana è suddivisa in ambiti di caccia ed esiste una norma che prevede l’iscrizione anche a chi non è residente nella regione: il tetto è del 4 per cento dei cacciatori ammissibili per ciascun ambito che diventa il 5 per cento, con accesso giornaliero in mobilità, per la caccia migratoria o la battuta al cinghiale.

L’INTESA TRA UMBRIA E TOSCANA. Nell’accordo stretto con l’Umbria i cacciatori provenienti dalle due regioni e che intendono richiedere la residenza venatoria in una diversa da quella dove hanno la residenza anagrafica avranno la priorità su quelli che richiedono l’iscrizione agli ambiti come ulteriore ATC.

In Toscana in particolare avranno la priorità i primi settecento cacciatori umbri che presenteranno domanda e saranno riservati almeno mille posti per le prenotazioni giornaliere. Settecento saranno anche i cacciatori toscani a cui sarà concessa la priorità nell’iscriversi ad un ambito umbro. Per la caccia al cinghiale i cacciatori delle due regioni, iscritti nella precedente stagione venatoria in squadre locali, saranno riconfermati per la durata del presente accordo, previa iscrizione all’Atc di competenza.

LE REGOLE PER LAZIO E TOSCANA. Anche ai cacciatori laziali (o ai toscani che decideranno di cacciare nel Lazio) si applicano regole simili. Ciascuno avrà così la priorità rispetto ad altri cacciatori non residenti, senza (in questo caso) alcun tetto massimo sulle domande. Per i posti giornalieri disponibili per la mobilità venatoria saranno garantiti almeno mille posti ai toscani in Lazio e ai laziali in Toscana, da usufruire dal 1 ottobre 2016 fino al termine del 31 gennaio 2017 per la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento o per la caccia agli ungulati, fino ad un massimo di diciotto giornate per cacciatore. Per la caccia al cinghiale in battuta, le squadre provenienti dalle due regioni saranno accolte nella misura e con le modalità previste dai rispettivi regolamenti regionali. Per i cacciatori ‘pendolari’ di Lazio e Umbria, come anche per i toscani che si sposteranno nelle due regioni limitrofe, rimane invariata anche la parte economica: dovranno pagare 35 euro, la stessa quota del 2015 senza alcun aumento.
( 28 settembre 2016 )
Regione Toscana

Federcaccia Piemonte contesta gli accorpamenti degli ATC decisi dalla regione

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Accorpamenti degli ATCLe scelte della Regione Piemonte in merito all’accorpamento degli Ambiti Territoriali di Caccia e dei Comprensori Alpini non hanno convinto. In particolare, la sezione regionale della Federazione Italiana della Caccia ha commentato negativamente le affermazioni dell’assessore Giorgio Ferrero, secondo cui questa operazione apporterà benefici economici alla collettività. L’associazione la pensa in maniera del tutto opposta, gli accorpamenti renderanno tutto più oneroso, facendo diventare costosi e difficili gli spostamenti dei membri dei comitati di gestione.

Quanto appena approvato, sempre secondo Federcaccia Piemonte, indebolirà il mondo venatorio, agevolando soltanto le associazioni “politicamente amiche”. Tra le altre dichiarazioni di Ferrero che sono state esaminate c’è quella relativa al fatto che esistono esponenti del mondo venatorio che fanno parte dei comitati dal lontano 1995: Federcaccia non ha smentito la circostanza, sottolineando però come questo sia un problema che riguarda tutta la società italiana.

L’associazione si è attivata con i propri legali per tutelare gli interessi del mondo venatorio nelle sedi opportune. Non è escluso un ricorso e sarebbe il quinto in appena due anni, da quando “Assessore e giunta hanno creduto possibile amministrare l’attività venatoria in regione prestando ascolto alle sole richieste di animalisti e ambientalisti“.

ATC Siena: “Numeri ridicoli nel piano di prelievo del daino”

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Piano di prelievo del dainoIl piano per il prelievo dei daini approntato dalla Regione Toscana non è affatto piaciuto all’Ambito Territoriale di Caccia di Siena. L’ATC lo ha fatto sapere tramite un comunicato. Dopo aver ricordato che il prelievo è possibile anche nelle aree non vocate e che la Legge Obiettivo sugli ungulati punta a ridurre a numeri sostenibili per l’agricoltura le popolazioni di cinghiali, cervi, caprioli e daini, era stato predisposto dall’Ambito un piano di abbattimento di circa 1500 esemplari.

Il documento era stato inviato alla Regione per essere approvato, ma il parere dell’ISPRA aveva imposto un taglio del totale di capi fino a 900 unità e con assegnazioni di quantitativi definiti “ridicoli”. I 927 daini da abbattere non sono però considerati sufficienti dall’ATC senese. Il problema è rappresentato proprio dall’ISPRA, giudicato un ente “distaccato dalla realtà locale” e che continua a decurtare i piani regionali.

Lo stesso Ambito ha però deciso di non rimanere a guardare. In effetti, è stata denunciata con forza quella che è una situazione paradossale e non più sostenibile: alle associazioni agricole, alle associazioni venatorie e ai consorzi di tutela dei vini è stato chiesto di mobilitarsi a fianco dei cacciatori per ottenere una gestione reale delle popolazioni di selvatici.