Il governatore del Friuli incontrerà i cacciatori in vista della stagione 2016-2017

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Friuli

FriuliLe sezioni regionali del Friuli Venezia Giulia della Federazione Italiana della Caccia e di Ekoclub hanno organizzato per il prossimo 5 settembre un importante incontro che vedrà coinvolti i cacciatori locali e il governatore della Regione, Debora Serracchiani. L’appuntamento è previsto per le 18:30 presso l’Auditorium “Ippa” di Pozzuolo del Friuli, in provincia di Udine: di cosa si parlerà esattamente? Visto che la stagione 2016-2017 è alle porte, si è deciso di puntare su un titolo molto accattivante per il dibattito, cioè “La caccia e le contraddizioni irrisolte”.

I punti all’ordine del giorno saranno diversi. Si parlerà dell’ipotesi di adeguare la Legge Regionale numero 6 del 2008 (“Gestione ed esercizio dell’attività venatoria nella Regione Friuli-Venezia Giulia”), della riforma della programmazione e progettazione faunistico-venatoria regionale, dei possibili cambiamenti della potestà legislativa del Friuli in materia di caccia e ambiente alla luce del referendum di riforma della Costituzione.

Tra i relatori figurano Rolando Della Vedova, presidente di Ekoclub Friuli, Paolo Viezzi, numero uno di Federcaccia Friuli, e altri presidenti dei distretti venatori locali. Il moderatore sarà invece il dottor Alberto Terasso. Al dibattito conclusivo si potrà partecipare inviando una mail all’indirizzo federcaccia.fvg@gmail.com. Gli interventi dovranno dunque essere prenotati, ma si darà comunque spazio prioritario ai presidenti regionali delle associazioni venatorie riconosciute, ai presidenti provinciali e a quelli dei distretti venatori.

L’ANUU denuncia i continui danneggiamenti dei capanni di caccia

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Danneggiamenti dei capanni di cacciaL’ANUUMigratoristi ha pubblicato un comunicato ufficiale per denunciare con forza i danneggiamenti di cui sono stati fatti oggetto in questi ultimi giorni dei magnifici capanni di caccia. Come spiegato dall’associazione, si tratta di vere e proprie “opere d’arte”, con piante curate e modellate costantemente e un terreno simile a un prato da golf. Secondo la nota, gli autori sono “scellerati e falsi amanti dell’ambiente”, pronti a calpestare il lavoro paziente di operai, pensionati, agricoltori e molti ragazzi.

I danneggiamenti, dunque, non possono che essere bollati come “azioni criminose”, messe in atto da “uomini che credono di proteggere la natura”. L’ANUU è anche convinta che se tutti si comportassero come queste persone si dovrebbero distruggere molte altre opere, non solo i capanni di caccia che sono ben integrati nell’ambiente. Il comunicato prosegue sottolineando come i criminali “considerino la natura più importante della natura umana e delle sue passioni”. L’associazione conclude poi trovando delle analogie non poco sinistre con il pensiero dei regimi totalitari del XX secolo.

Il TAR di Bologna conferma il divieto di uso del cellulare durante la caccia

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Cellulare durante la caccia

Cellulare durante la cacciaIl Tribunale di Amministrativo Regionale di Bologna farà senza dubbio infuriare i cacciatori. La questione dell’utilizzo del telefono cellulare durante l’attività venatoria ha caratterizzato le cronache di queste ultime settimane, ora c’è un aggiornamento importante. I giudici del TAR hanno infatti rigettato il ricorso che la sezione di Ravenna della Federazione Italiana della Caccia aveva presentato contro il divieto.

In poche parole, il calendario venatorio 2016-2017 dell’Emilia Romagna vieta l’impiego del cellulare durante la caccia, a meno che il telefono non serva per motivi di primaria importanza e in particolare per tutelare la salute personale. La previsione di questo calendario ha fatto storcere immediatamente il naso, ma la sentenza del Tribunale ha dato ragione all’Emilia Romagna.

Secondo questa pronuncia, infatti, il divieto è pienamente legittimo. Inoltre, non viene considerato un limite al diritto di comunicazione, anzi i giudici si sono allineati alle motivazioni del calendario venatorio, in quanto il cellulare è vietato soltanto durante la caccia e non per riferire, ad esempio, a un familiare oppure a un amico un ritardo.

Olimpiadi di Rio, trionfo Beretta con 10 medaglie conquistate

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BerettaDieci medaglie olimpiche, un bottino davvero ragguardevole. Beretta è riuscita a conquistare tanti podi nel corso dei Giochi di Rio de Janeiro che si sono appena conclusi grazie agli atleti che hanno rappresentato il marchio di Gardone Val Trompia, un ottimo risultato che farebbe invidia a qualsiasi nazione. Si tratta di ben quattro ori (gli stessi conquistati, per fare un paragone, da un paese grande importante come il Canada), quattro argenti e due bronzi.

Se la Beretta fosse inserita nel medagliere finale sarebbe addirittura al diciannovesimo posto, una posizione migliore rispetto a Stati come l’Argentina, la Svezia e la Danimarca. La stessa azienda ha conquistato tutto ciò grazie a un perfetto lavoro di professionisti, i quali hanno collaborato gomito a gomito con gli atleti e gli allenatori. Di chi stiamo parlando nello specifico?

Le medaglie d’oro sono state vinte da Diana Bacosi (Skeet Donne), Gabriele Rossetti (Skeet Uomini), l’australiana Catherine Skinner (Trap Donne) e il croato Josip Glasnovic (Trap Uomini). Ci sono poi gli argenti di Giovanni Pellielo (Trap Uomini), Marco Innocenti (Double Trap Uomini), Chiara Cainero (Skeet Donne) e la neozelandese Natalie Rooney (Trap Donne). Si può concludere il bilancio con i bronzi dell’americana Kimberly Rhode (Skeet Donne) e di Ahmed Al Rashidi, tiratore degli Emirati Arabi Uniti che ha gareggiato senza bandiera nello Skeet maschile.

Si può dunque capire come ci sia stato un vero e proprio dominio, con interi podi conquistati grazie ai fucili e tanti tiratori italiani che hanno ben rappresentato il nostro paese. Ugo Gussalli Beretta, presidente onorario del gruppo, ha voluto sottolineare la grandezza delle emozioni vissute a Rio, dichiarandosi felice del fatto che la FITAV abbia dato il contributo più importante al medagliere del Team Italia. Il medagliere di tutti i tempi della Beretta ha raggiunto in questo modo quota 47 (18 ori, 15 argenti e 14 bronzi).

Apertura straordinaria degli uffici della Questura di Perugia per le licenze di caccia

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Questura di PerugiaL’apertura della stagione venatoria 2016-2017 è imminente in tutta Italia e ogni novità va letta e approfondita con attenzione. Una delle più importanti riguarda l’Umbria, per la precisione la città di Perugia. Come reso noto, infatti, dalla Questura locale, fra tre giorni, sabato 27 agosto 2016, ci sarà l’apertura straordinaria degli uffici della Polizia Amministrativa e dell’Ufficio Caccia.

I cacciatori avranno la possibilità di recarsi in queste strutture dalle 9 alle 13 per ritirare le licenze per il porto di fucile uso caccia che sono in fase di rinnovo. Inoltre, ci sarà l’opportunità di chiedere qualsiasi informazioni agli incaricati, in particolare sulle istanze che sono state presentate ai funzionari dell’ufficio.

L’obiettivo di queste aperture straordinarie e della collaborazione fattiva delle forze dell’ordine è quello di ridurre al minimo le attese allo sportello, visto che troppo spesso la burocrazia l’ha fatta da padrona. Le richieste di rinnovo nel Perugino dovrebbero dunque essere più agevoli.

Il 17 agosto è iniziata la caccia a caprioli, cervi e mufloni in provincia di Bergamo

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caccia a caprioli, cervi e mufloniLa caccia nel Bergamasco è sempre stata caratterizzata da un avvio verso la metà del mese di agosto, con riferimento particolare alla caccia agli estatini. Come reso noto dalla sezione locale della Federcaccia, però, i tempi sono cambiati e lo scorso 17 agosto non c’è stata alcuna apertura venatoria, mentre è iniziata ufficialmente la stagione 2016-2017 con la caccia di selezione ai grandi ungulati presenti nel territorio.

Il prelievo riguarda gli esemplari maschi di capriolo, i subadulti del cervo e i maschi di muflone. Per il camoscio, invece, si dovrà aspettare il prossimo 11 settembre. L’avvio è scaglionato e tra le altre date in calendario figura il 16 ottobre (femmine di cervo). Gli ungulati che si potranno abbattere nei diversi comprensori alpini di caccia della provincia sono 635: entrando più nel dettaglio del piano, si tratta di 467 caprioli, 126 cervi e 33 mufloni.

Il tasso di prelievo, invece, va da un minimo del 5% a un massimo del 15,57%. Rispetto allo scorso anno c’è stato un aumento in termini numerici, visto che nel 2015 gli ungulati cacciabili erano 576 (+10%): il primo prelievo di questo tipo nella zona risale al 1977 e in quasi quattro decenni la popolazione degli animali in questione è aumentata progressivamente.

Anticipata l’apertura della caccia alla cornacchia grigia e nera a Brescia

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caccia alla cornacchia grigia e neraNel corso della giornata di ieri, lunedì 22 agosto 2016, è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia un importante decreto varato una settimana fa. Si tratta del testo numero 8142, recante “Anticipo dell’apertura della caccia per le specie Cornacchia Grigia e Nera”. In poche parole, come è facilmente intuibile dal titolo, c’è l’autorizzazione alla partenza anticipata della caccia da appostamento fisso e temporaneo per le due specie di volatile, più precisamente in provincia di Brescia e dal 1° al 17 settembre prossimi.

Nelle oltre due settimane di periodo concesso, l’attività venatoria verrà limitata ai giorni di giovedì e domenica. Per quel che riguarda gli orari, poi, si comincerà un’ora prima dell’alba fino alle 13.

Tra le altre previsioni di rilievo c’è inoltre l’anticipo della chiusura della caccia alle due cornacchie, visto che il prelievo in questione terminerà il 14 gennaio 2017. Contro questo provvedimento si potrà presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia entro 60 giorni dalla data di piena conoscenza dello stesso.

I cacciatori valdostani spenderanno 55 euro in più per la gestione del Comitato

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Cacciatori valdostaniNon sono buone le notizie che riguardano circa 1400 cacciatori della Valle d’Aosta. Come riferito da La Stampa, è questo il numero di persone che saranno costrette a pagare 55 euro in più quest’anno. Che cosa ha giustificato un rincaro del genere? La regione può contare su una legge nuova di zecca che è stata approvata dal Consiglio Valle. Il testo normativo ha previsto che la stessa Valle d’Aosta si impegni a girare al Comitato Caccia solamente il 40% dei proventi ottenuti dalla tassa di concessione: finora la percentuale era stata doppia (l’80% dunque) e questo cambiamento non può non avere effetti sulle doppiette.

Il restante 40% viene ora trattenuto dalla stessa regione settentrionale per garantire il risarcimento dei danni provocati alle colture agricole dalla fauna selvatica. I cacciatori valdostani saranno dunque obbligati a coprire i finanziamenti che mancano.

Proprio nelle ultime ore la Giunta Regionale ha stabilito gli importi minimi e massimi di quella che viene già definita una “tassa”. Proprio all’inizio di questo mese di agosto si era parlato della Valle d’Aosta dopo la proposta provocatoria di Legambiente e della Fondazione Pro Natura, secondo cui i cacciatori dovrebbero pagare di tasca propria per i capi abbattuti.

Abbattuto un cinghiale di ben 208 chili in provincia di Fermo

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cinghiale di ben 208 chili

cinghiale di ben 208 chiliOltre due quintali. Ha destato grande sorpresa la pesatura del cinghiale abbattuto da Patrizio Tulli nelle campagne marchigiane di Montegiorgio, località in provincia di Fermo. Come riferito dal Resto del Carlino, si sta parlando di uno dei cacciatori che hanno ricevuto l’autorizzazione dalla Provincia per la caccia agli ungulati nelle zone vicine a campi agricoli e case, in modo da porre un freno ai danni alle colture.

In questa parte delle Marche ci sono troppi cinghiali e il prelievo venatorio è la soluzione adottata per risolvere il problema. Tulli si è appostato in un campo di mais e ha atteso l’arrivo degli animali selvatici. Poco dopo il tramonto i cinghiali sono spuntati dal bosco e hanno iniziato a cercare del cibo, poi il cacciatore montegiorgese ha sparato ed è riuscito ad abbattere l’esemplare più grande del branco. Il peso complessivo era pari a ben 208 chilogrammi, un numero che fa impressione e che fa intuire quali danni sarebbero stati provocati agli agricoltori, senza dimenticare le conseguenze per la sicurezza delle persone.

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