sabato 5 settembre 2015
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Bruno Modugno e l'emergenza cinghiali
Bruno Modugno cacciatore cinghiali
Bruno Modugno durante una battuta di caccia

Questa volta il dito voglio infilarlo nell’occhio di tutti quelli che, di fronte all’emergenza cinghiali, sanno indicare un solo responsabile: il cattivo cacciatore, che negli anni’50 importò dai Balcani e immise nei nostri boschi, a scopo venatorio e di ripopolamento, alcuni esemplari di cinghiali danubiani, grossi di taglia, molto più prolifici dei nostri.

Quindi ce l’ho con i colleghi giornalisti e conduttori televisivi poco informati e seguaci del pensiero unico, dei veterinari che pur di apparire in TV sono disposti a vestire di scienza le più clamorose cazzate. Lo abbiamo appena visto a Uno Mattina dove il nostro Direttore era stato invitato per esporre al pubblico cosa significhi e quanto sia utile all’ambiente e alla fauna selvatica la presenza di 18 mila cacciatori l’anno. Il veterinario che aveva il compito di spiegare i comportamenti deviati dei nostri amici cani e dei maiali rinselvaticiti nei parchi siciliani ha interrotto l’intervento di Cusimano e si è lanciato in una filippica contro i cattivi cacciatori e in difesa del leone asiatico che nessuno caccia! Ma, quel che è peggio, Il conduttore complice, pagato da tutti noi, l’ha lasciato fare.

Ce l’ho con ambientalisti e animalisti che continuano a dar la colpa di tutto ai cacciatori, anche del caldo, degli incendi e dell’inquinamento da piombo, tranne quei pochi illuminati come Wilderness, Federparchi oltre a qualche frangia umanistica di Legambiente, che riconoscono alla buona caccia una funzione riequilibratrice della dinamica delle specie. Ma torniamo all’emergenza cinghiali. È vero, dopo la guerra c’era il deserto. I cinghiali, in quelle poche zone tirreniche e in Calabria dove c’erano sempre stati, erano stati decimati dalla fame della gente, non dai cacciatori. Ecco il perché dei ripopolamenti degli anni ’50. Ma poi l’ambiente, come si sa, plasma le specie: nelle nostre fitte macchie avevano più facile gioco i grugni affusolati dei sopravvisuti cinghiali nostrani, sicché dopo 50 anni non è rimasta traccia dei giganteschi balcanici. Sì, è vero, il nostro cinghiale oggi è un po’ più grosso e fa più figli. Ma non è quella la causa delle disavventure nelle quali sono incorse alcune persone aggredite e ferite dai cinghiali e degli incidenti stradali mortali provocati dai branchi che scorrazzano di notte lungo le strade statali.

Una causa? Una delle tante, ma forse la più inedita: Il periodo di pasciona causato dall’innalzamento della temperatura che ha aumentato le capacità alimentari (ghiande, castagne e altri frutti del bosco) e quindi raddoppiato i parti nell’anno. L’abbandono delle colture e l’aumento delle zone boscate dove sono apparsi altri ospiti vecchi e nuovi come cervi, caprioli, daini e mufloni che, se non controllati da una caccia attenta e selettiva, possono provocare danno non solo al lavoro dell’uomo e pregiudizio alla sicurezza stradale, ma limitare lo sviluppo dei boschi. E più di tutti, i cervi. Che sono stati immessi in tutta Italia dai Forestali di Tarvisio. Anni fa, un intero branco che scorrazzava per i vigneti del Brunello, è stato sterminato per i disastri che combinava. Lì non si trattava di vile granturco, ma di un vino da 40 euro (prezzo base) a bottiglia! Mi stupisco che quella volta non se la siano presa con i cacciatori. Forse perché l’episodio è stato tenuto segreto perché avrebbe creato qualche problema a giornalisti felloni, veterinari vanitosi, animalisti pietosi. Un’altra causa? I parchi, detti anche “la madre del cinghiale”. Lì vivono indisturbati (tranne in quelle aree protette dove è prevista la caccia di selezione). Lì si riproducono e si rifugiano dopo le notturne incursioni nelle colture agricole. Ecco perché vanno in giro a branchi sulle strade nazionali provocando incidenti spesso mortali.

E chi vive dentro un parco? Se li ritrova in casa come aggressivi coabitanti. Io abito a Roma al confine tra il Parco di Veio e il Parco dell’Insugherata. I cinghiali escono nel giardino condominiale e pascolano nei prati dell’Acqua Traversa. Mica di notte, addirittura in pieno giorno bloccando il traffico per via della gente che si ferma all’improvviso per far fotografie col telefonino.

I cacciatori? Che c’entrano? Vi giuro che ce la mettono tutta per risolvere il problema, anche a caccia chiusa, nei parchi e laddove le provincie autorizzano gli abbattimenti selettivi soprattutto a spese delle femmine e delle classi giovani. Ora per la prima volta ho sentito al telegiornale una parola di buonsenso. Il responsabile delle politiche ambientali chiede la collaborazione dei cacciatori per risolvere l’emergenza cinghiali Ma lo sai che ti dico? Ora, dopo tanti anni di accuse e persecuzioni, farei uno sciopero di un paio di anni. Arrangiatevi!

Bruno Modugno

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Binocoli da caccia leica sports optic
Binocolo Leica
Il nuovissimo binocolo con telemetro Leica Geovid 8×56 HD-B

Con i nuovi binocoli con telemetro Geovid 8×56 HD-B e 8×56 HD-R, Leica Camera AG, Wetzlar, ha alzato ancora una volta l’asticella delle prestazioni della sua serie di successo Geovid.

Questi nuovi modelli al top di gamma vantano una straordinaria luminosità grazie al diametro delle lenti obiettivo da 56 mm e alla trasmissione di luce al 90%. I prismi con brevetto Perger-Porro offrono una totale eliminazione dei riflessi interni e il massimo contrasto, oltre ad una eccezionale tridimensionalità dell’immagine, completamente diversa da quella riscontrabile in qualsiasi altro binocolo. I modelli Geovid 56 sono incredibilmente compatti e superano di poco le dimensioni dello stesso binocolo con lenti da 42 mm. I nuovi modelli combinano l’innovativa funzione balistica ABC® con la collaudata affidabilità della telemetria Leica che ha reso i suoi strumenti per la misurazione della distanza i più apprezzati al mondo.

“Abbiamo sviluppato i nuovi modelli Leica Geovid 8×56 HD-B e 8×56 HD-R con i cacciatori, per i cacciatori”.

binocoli leica geovid hd
Il binocolo da caccia Leica Geovid 8×56 è disponibile nei modelli HD-B e HD-R.

Spiega Marcus Zeidler, responsabile per la gestione del prodotto presso Leica Sport Optics. ‘Il nostro fine è sempre stato quello di produrre binocoli che potessero vantare la massima luminosità ottica unita ad uno strumento preciso per la misurazione della distanza, offrendo ai nostri clienti più esigenti uno strumento al massimo livello. Nonostante la tecnologia ottica senza compromessi, questi due modelli sono particolarmente compatti, offrendo un progetto ottimizzato dal lato ergonomico per il massimo comfort di visione unito ad una finitura impeccabile’

Il Leica Geovid 8×56 è disponibile nei modelli HD-B e HD-R, entrambi in grado di misurare distanze lineari fino a 1825 metri in 3 decimi di secondo; dispongono della funzione balistica EHR- distanza corretta con l’angolo di sito. L’algoritmo messo a punto da Leica tiene conto non solo della distanza lineare, ma considera anche temperatura e pressione atmosferica. Come risultato, i binocoli Geovid HD-B e HD-R offrono precisione imbattibile e massima versatilità per tutte le esigenze di caccia.

binocolo geovid leica 8x56 HDR
Il nuovissimo binocolo con telemetro Leica Geovid 8×56 HD-R
binocolo da caccia leica geovid 8x56 HD-B
Il nuovisimo binocolo Leica Geovid nella versione 8×56 HD-R

La versione HD-B vanta il  pluripremiato sistema balistico ABC® (Advanced Ballistic Compensation). Grazie all’integrazione di una scheda di memoria SD, gli utenti possono caricare sul Geovid i propri dati balistici. Il programma balistico di alta precisione consente una determinazione accurata della correzione del punto di impatto. Il cacciatore può scegliere fra tre tipi di misurazione balistica, ottenendo i risultati nel formato più consono alle proprie esigenze. E’ possibile avere la distanza corretta con l’angolo di sito (EHR), l’alzo in  centimetri e il numero di clic da dare alla torretta. In tutte le opzioni di calcolo sono considerati i parametri di temperatura, pressione atmosferica e angolo di sito. I dati sono visualizzati sul display a LED integrato, che si regola automaticamente a seconda delle condizioni di luce esterna.

Il leggerissimo corpo in magnesio pressofuso è racchiuso in un involucro gommato ad assorbimento d’impatto che protegge il binocolo dagli urti accidentali. La distribuzione del peso è studiata per dare una sensazione di leggerezza sulla mano e la forma ergonomica contribuiscono ad una presa eccezionale e rendono possibile l’uso del binocolo per lunghi periodi senza affaticamento.

Il trattamento Leica AquaDura® sulle lenti esterne fa in modo che lo sporco e l’acqua scivolino via in maniere molto facile migliorando le caratteristiche di visione soprattutto con la pioggia. Il trattamento antisporco consente  di avere sempre  prestazioni ottimali, perfino in condizioni meteo avverse e in ambienti con altissimo grado di umidità. Un ulteriore vantaggio di questo speciale trattamento è che le lenti si possono pulire in maniera più facile e veloce.

Binocoli da caccia leica sport opitics
I nuovissimi binocoli sviluppati da Leica Sport Opitics sono il risultato di un attento studio delle esigenze dei cacciatori durante le battute di caccia. Eccolo nelle sue versioni 8×56 HD-B e 8×56 HD-R.

Il Leica Geovid 8×56 HD-B  ha un prezzo al pubblico di €3.295 e il Leica Geovid 8×56 HD-R €2.885  e sono disponibili presso i rivenditori autorizzati Leica Sport Opitics da settembre 2015.

Leica Sport Opitics

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Cinghiali - Sus Scrofa
Cinghiali – Sus Scrofa

Caccia e Fauna: Irpinia, emergenza cinghiali, la posizione dei cacciatori; azioni di contenimento e regolamento caccia, il Coordinamento dei Presidenti dei Distretti di Caccia al cinghiale fa il punto sulla questione.

“Il Coordinamento Provinciale dei Presidenti dei distretti di caccia al cinghiale, avendo verificato come in questi giorni, l’opinione pubblica abbia parlato tantissimo dell’emergenza cinghiali, che investe tutta la penisola da nord a sud, e nello specifico anche la nostra Provincia, ha ritenuto opportuno far conoscere la propria posizione in merito alla “questione cinghiale”.

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Cacciatore con cane - Setter Inglese in ferma
Cacciatore con cane – Setter Inglese in ferma

Caccia e Cani: Lazio, Campionati Italiani Caccia pratica Federcaccia per cani da ferma; grandi soddisfazioni proprio dalle cacciatrici laziali.

E’ sempre più alto il livello della cinofilia venatoria del Lazio, che si conferma tra le regioni più importanti d’Italia quanto a cultura cinofila e preparazione dei soggetti presentati in prova. Sabato 29 e domenica 30 agosto, in quel di Collacchioni a Pieve Santo Stefano (Ar), si sono svolte le finali dei campionati italiani di caccia pratica Fidc per cani da ferma, sia a squadre sia individuali e, contestualmente, è andato in scena anche l’ultimo atto dell’edizione 2015 della Cacciatrice italiana, manifestazione cinofila dedicata al mondo venatorio al femminile che sempre più, di anno in anno, acquista competitività e prestigio.

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Cacciatori
Cacciatori

Caccia e Sicurezza: alcuni consigli della Polizia di Stato per l’uso delle armi da caccia in sicurezza al fine di evitare spiacevoli incidenti.

Settembre è il mese dell’inizio dell’attività venatoria e l’uso delle armi durante la caccia provoca non pochi incidenti. Seguendo alcuni consigli però si possono evitare. La sicurezza prima di tutto, perciò: ogni arma deve essere maneggiata come se fosse carica. Quindi, non appena tiriamo fuori il fucile dal nostro armadio dobbiamo immediatamente verificare che, in canna e nel serbatoio, non siano presenti cartucce ma anche prima di “imbustarla” per riporla in auto e al termine della giornata venatoria.

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Memorial Vincenzo Cioffi
Memorial Vincenzo Cioffi
Un momento di relax durante il Memorial Vincenzo Cioffi

Oltre 30 concorrenti provenienti da tutta la provincia di Salerno hanno preso parte alla 5a Edizione del Memorial Vincenzo Cioffi organizzato dalla Sezione Federcaccia di Pontecagnano in collaborazione con la FIdC provinciale, presso il campo addestramento cani “Russo Prezioso” di Battipaglia.

Dopo le pratiche di rito e un breve discorso di apertura del delegato della manifestazione Gennaro Truono ci si è spostati sui campi di gara dove si è provveduto all’immissione della selvaggina stanziale (starne).

La gara suddivisa in due batterie è stata valutata dai giudici federali Carlo Cascino per la batteria A e Carmine Malafronte per la batteria B che, grazie alla loro esperienza e professionalità, hanno esaminato in maniera impeccabile i concorrenti impegnati con i loro ausiliari sui difficili e impegnativi terreni della zona di addestramento battipagliese. Al termine della giornata di prove è stata redatta la classifica finale che ha visto vincitore del trofeo Aldo Guariglia con il suo kurzhaar mentre al secondo posto si è posizionato Vincenzo Schettino accompagnato dal suo setter inglese.

La giornata è stata caratterizzata dal divertimento e dall’agonismo sportivo in onore del compianto amico Vincenzo Cioffi, ricordato con affetto dal presidente provinciale Luigi Spera che ha anche colto l’occasione per parlare dell’attuale situazione che vive la caccia in Campania e in provincia di Salerno. Molto toccante è stato l’intervento della figlia di Vincenzo che ha ringraziato tutti i partecipanti per aver contribuito a mantenere sempre vivo il ricordo del padre. Il delegato Gennaro Truono, infine, oltre a ringraziare i concorrenti e gli amici presenti ha rivolto un ringraziamento speciale per l’ospitalità al padrone di casa Giovanni Ferrara gestore del campo.

Il successo della gara, però, è da attribuire principalmente all’organizzatore Giovanni Senatore, presidente della sezione FIdC di Pontecagnano, che non ha lasciato nulla al caso garantendo un servizio preciso e puntuale sui campi e un’ottima assistenza alla giuria, al delegato e a tutti i concorrenti. Subito dopo la premiazione i presenti si sono dati appuntamento alla VI edizione del 2016.

La classifica finale della prova è stata la seguente:

BATTERIA  A

  1. GUARIGLIA ALDO
  2. SPINELLI FLAVIO
  3. DE IOIA MICHELE
  4. RIDOLFI ANTONIO
  5. SERRA GERARDO

BATTERIA  B

  1. SCHETTINO VINCENZO
  2. FERRARA GIOVANNI
  3. PRISCO VINCENZO
  4. LANDI EMILIO
  5. CORINTO VITO

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Cinghiale - Sus Scrofa
Cinghiale – Sus Scrofa

Caccia e Fauna: Umbria, al via Piano Regionale di controllo sanitario dei cinghiali in concomitanza con l’apertura della Stagione Venatoria 2015/16 e con l’imminente apertura della caccia al cinghiale.

In vista della prossima apertura della caccia al cinghiale, prevista per il 3 ottobre 2015, e poiché già sono in svolgimento prelievi selettivi da parte delle squadre di caccia autorizzate, il Servizio Veterinario della USL Umbria 1 comunica che anche quest’anno è in vigore il “Piano Regionale di controllo sanitario dei cinghiali e vigilanza delle altre specie selvatiche” finalizzato all’individuazione di patologie specifiche del cinghiale o che interessano anche altre specie di animali domestici o che addirittura interessano l’uomo in quanto zoonosi in quanto a lui direttamente trasmissibili tramite contatto (zoonosi).

Tali indagini verranno effettuate non solo sui cinghiali uccisi durante la campagna venatoria, secondo il calendario, ma anche sulla fauna selvatica rinvenuta morta che dovrà essere inviata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Perugia tramite il Servizio Veterinario USL Umbria 1.

Si ricorda che sono obbligatori l’esame ispettivo dell’intera corata e la ricerca di larve di Trichinella spp. nelle carni dei cinghiali abbattuti e che le carni di cinghiale devono essere consumate successivamente all’esito dell’esame per la ricerca di larve di Trichinella spp. e solo dopo completa cottura o stagionatura.

Il Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti di Origine Animale sarà disponibile nei giorni feriali successivi alle battute (lunedì e venerdì), nelle seguenti sedi:

AREA SUD
Zona Perugia, Centro Macellazione Carni di Ponte S. Giovanni, via Simonucci (ore 08,00-10,00);
Zona Todi e Marsciano, Mattatoio di Massa Martana, via D. Alighieri (lunedì ore 10,00-11,00 e venerdì ore 08,00-09,00) e di Marsciano, via del Mattatoio (ore 08,00-10,00);
Zona Bastia Umbra, Laboratorio presso Ambulatorio Veterinario, Umbria Fiere, piazza Moncada 4 (ore 09,00-10,00);
Zona Panicale, Laboratorio del Servizio Veterinario, piazza del Mercato 2 (ore 08,30-09,30).
Per informazioni rivolgersi agli uffici del Servizio Veterinario Igiene degli Alimenti di Origine Animale di Perugia 075-5412401-432, Ponte S. Giovanni 075-5990507, Bastia Umbra 075-8139612, Marsciano 075-8782431-428 e Panicale 075-8354307

AREA NORD
Zona Città di Castello, Laboratorio presso Canile comprensoriale di Lerchi (ore 08,30 – 10,00)
Zona Umbertide, Mattatoio comunale (ore 08,30 – 10,00)
Zona Gubbio, Mattatoio comunale (ore 08,30 – 10,00)
Zona Gualdo Tadino, Mattatoio comunale (ore 08,30 – 10,00)
Per informazioni Per informazioni rivolgersi presso la sede del Servizio Veterinario di Igiene degli Alimenti di Origine Animale di Città di Castello in Piazza Giovanni XXIII (ex- INAM al 3° piano), tel.075-8509366 di Gubbio via Cavour 38, tel.075-9239565 o chiamando i centralini USL1.

( 4 settembre 2015 )

Fonte: Valtiberinainforma

 

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Tortora dal Collare Orientale - Streptopelia decaocto
Tortora dal Collare Orientale- Streptopelia decaocto

Bracconaggio e dintorni: Reggio Emilia, sorpreso e denunciato dalla Forestale a cacciare tortore dal collare orientale vicino a Cadelbosco.

In tutta l’Emilia-Romagna, è giornata di preapertura della caccia, una anticipazione limitata ad alcune forme di attività venatoria relative a poche specie di uccelli, rispetto alla apertura generale vera e propria prevista per domenica 20 settembre.

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cinghiali in città
Branco di cinghiali mentre scorrazza in pieno giorno in città.

Vengono avvistati ormai un po’ dovunque, persino nelle vie centrali di piccoli paesi e grandi città. Distruggono raccolti agricoli e provocano incidenti stradali per 100 milioni di euro di danni l’anno, secondo la Coldiretti. E quest’estate ci è scappato spesso il morto. A Cefalù un anziano è stato ammazzato da un cinghiale mentre cercava di proteggere il suo cane.

All’Aquila un quarantenne ha perso la vita impattando con la sua Smart contro un cinghiale sceso sulla statale. La stessa tragica sorte è poi toccata a un uomo toscano: un “ungulato” di più di cento chili si è catapultato improvvisamente in strada, e l’urto, per l’uomo che passava in macchina, è stato fatale. I cinghiali, mammiferi simili ai maiali, spaventano l’Italia e si moltiplicano alla velocità della luce. Attualmente sono più di un milione. Un secolo fa si erano quasi estinti, ma poi furono reintrodotti in massa per far felici le doppiette. Molti cinghiali provengono dall’estero e il loro peso può sfiorare i due quintali. Incredibile la loro capacità riproduttiva: possono mettere al mondo fino a venti cuccioli l’anno.

branco di cinghiali
Un branco di cinghiali
danni agricoltura da cinghiali
Questi i danni ad un campo di mais causato dal passaggio di cinghiali. Oramai i danni alle colture agricole sono ingenti e gli agricoltori non hanno ne mezzi ne tutele per far fronte al problema del sovrannumero di ungulati in Italia.

Anche in Veneto la questione è problematica: nel padovano sono oltre duemila i cinghiali “in esubero”, mentre nella provincia di Verona è stato prorogato per l’intera stagione 2015/2016 il regime sperimentale venatorio per la caccia al cinghiale. Gli agricoltori della Coldiretti dell’Emilia Romagna invocano invece una riforma che garantisca la presenza attiva delle aziende agricole nella lotta contro gli ungulati e gli altri animali selvatici. Fanno molto discutere le dichiarazioni del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli (30 mila circa i cinghiali marchigiani complessivi): “Ammontano a diversi milioni di euro i danni causati dai cinghiali, e ancora noi ci stiamo a chiedere cosa fare? Il lanciafiamme, ecco cosa ci vuole, vanno sterminati. Anche se sicuramente ci saranno degli ambientalisti cretini che protesteranno, non possiamo permetterci di non fare nulla. Se non riusciamo a trovare il modo di sterminarli, dobbiamo inventarlo, saremmo dei criminali a lasciare la situazione così com’è”.

É “allerta cinghiali” anche in Campania, nel Lazio (soprattutto in Ciociaria), in Sicilia e in Abruzzo, dove la caccia collettiva al cinghiale inizierà il 3 ottobre: l’assessore abruzzese all’agricoltura ha chiesto al ministro Maurizio Martina l’attivazione di un tavolo tecnico per la revisione degli strumenti normativi (“obsoleti”) vigenti in materia di gestione dei cinghiali.  Senza dimenticare il fiorente mercato nero di carne di cinghiale: più della metà dei cinghiali in “eccesso” viene abbattuta e commerciata clandestinamente.

di Maurizio Di Fazio

Il Fatto Quotidiano.it

 

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Mauro Febbo
Mauro Febbo
Mauro Febbo

Caccia: Abruzzo, Febbo, “Regione incompetente e ignara dei problemi su caccia, pesca e agricoltura”; la lettera al Ministero palesa gravi lacune,  vietata la braccata senza dati e giustificazione tecnica.

Il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo contesta i contenuti della lettera che l’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe ha inviato alle Istituzioni nazionali. Lettera che, secondo Febbo, contiene strafalcioni colossali e li evidenzia in una serie di punti. “Innanzitutto – spiega Febbo – non esistono Leggi con cui la Regione ha contenuto i danni; i regolamenti votati nella scorsa legislatura sono stati osteggiati proprio dalla sua parte politica e, nell’attuarli, sono state omesse le forme di controllo verso le province visto che alcune avevano completamente ignorato l’obbligo della redazione dei piani quinquennali.

L’inefficacia non è affatto dovuta alla Legge 157 e alla Legge 394, le quali non precludono nessuna delle azioni stabilite ai fini dello svolgimento della caccia di selezione e del controllo, il cui successo deriva dall’azione delle Province e dai controlli degli enti superiori come le Regioni.

L’equilibrio sostenibile non si ottiene con accordi Regione – Ministero ma mettendo in pratica gli strumenti forniti dalle fonti legislative, più che corretti e completi, usati da tutte le Regioni; le Regioni hanno già in dote dalla Legge l’autonomia gestionale sulla caccia, se non con la limitazione, stabilita dall’articolo 117 della Costituzione e confermata dalle sentenze della Corte Costituzionale 2014 e 2010 per Piemonte e Liguria, dei livelli minimi di tutela, concetto questo che si incrocia con la tutela generale dell’ambiente e che si è espresso laddove alcune regioni hanno tentato di variare l’art. 32 della 394”.

“Ampliare da parte delle Regioni i periodi di caccia – sottolinea Febbo – attiene alle variazioni dei periodi della 157 e cioè alla revisione dei requisiti minimi di tutela, i quali non possono essere variati attraverso l’OFR (Osservatorio Faunistico Regionale): sarebbe anticostituzionale; le norme già distinguono l’attività venatoria da quella di controllo e sono chiarissime; il controllo è già possibile nelle aree chiuse interdette all’attività venatoria ma decide l’ente gestore.

Nella lettera  si richiede la possibilità di avvalersi dell’OFR: finalmente si riconosce, con questa richiesta, che ad oggi tale riconoscimento non esiste viste le 3 sentenze di Corte Costituzionale già evidenziate dall’ISPRA (fino ad oggi il centrosinistra detto il contrario). Si richiede l’avvio dell’attività venatoria nelle aree contigue modulando la pressione venatoria: inforno Pepe che le aree contigue oggi in Abruzzo non esistono.

Si confonde la ZPE con le aree contigue, stabilite dall’art. 32 della 394, che sono tutt’altra cosa. Tali aree vanno individuate dalla Regione sentiti i Parchi. Basterebbe non farle finché non viene modificata la Legge 394, inserendo la “residenza venatoria”.

Si chiede l’affidamento alle Regioni delle aree contigue: ribadendo che non esistono ricordo all’assessore che il Consiglio di Stato è stato chiarissimo, come materie concorrenti nell’incrocio con le tutele minime affidate allo Stato, in ragione della mission delle aree contigue occorrerebbe una revisione dell’articolo 117 della Costituzione, per cui il Ministro può fare ben poco. Nessun regolamento supera tale problematica. Anche in caso si facessero appositi regolamenti, se impugnati come accaduto nel contenzioso acceso dall’Atc Sulmona con il Consiglio di Stato si sarebbe eternamente soccombenti”.

“Infine – conclude il Presidente della Commissione di vigilanza – si chiede maggiore coordinamento a livello istituzionale. Ma questa, vorrei dire a Pepe, è una richiesta che sa di presa in giro per il mondo venatorio e il mondo agricolo in quanto la Giunta Chiodi aveva limitato le prescrizioni alla caccia e alla braccata esclusivamente nei territori dove è presente l’orso nei periodi di attività venatoria, avvalendosi degli studi dell’Università La Sapienza e del Ministero, proprio attraverso il Tavolo tecnico ristretto (TTR) del punto B1 sulla caccia dell’accordo Patom.

La Regione, con il suo tecnico nominato al tavolo del Patom, sta annientando i divieti di braccata in maniera indiscriminata decretando la salvezza dei cinghiali e la fine dell’agricoltura ignorando tutti i lavori del Tavolo tecnico ristretto B1, vietando la braccata senza nuovi dati con una cartina che l’assessore stesso ha pubblicato sul sito della Regione. Se ne è reso conto?”.

( 4 settembre 2015 )

Mauro Febbo

 

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Ambulanza 118 - Soccorsi
Ambulanza 118 - Soccorsi
Incidente di Caccia

Incidente di Caccia: Bari, un cacciatore originario del brindisino è rimasto ferito nella prima giornata di preapertura della stagione venatoria 2015-2016.

Un cacciatore fasanese è rimasto ferito nella giornata di ieri, mercoledì 2 settembre, mentre partecipava a una battuta di caccia nelle campagne di Gioia de Colle (BA). È stato raggiunto da una serie di pallini al volto e all’orecchio ed è ricoverato  all’ospedale di Monopoli dove è stato portato dopo il ferimento.

Ieri era la giornata di preapertura della stagione venatoria in Puglia, si poteva cacciare dalle 6 alle 19. La stagione vera e propria inizia il 20 settembre. Il fasanese era appostato dietro a un cespuglio quando è stato centrato da una scarica di pallini all’altezza del volto sparata per errore da un altro cacciatore; l’uomo ha riportato ferite ad un orecchio e al pomo d’Adamo.

Come già accennato l’apertura della stagione venatoria è fissata al 20 settembre 2015 e terminerà il 31 gennaio 2016 per i residenti nel territorio regionale. Per gli extraregionali, in possesso di autorizzazioni o permessi, invece, l’esercizio della caccia è consentito dal 4 ottobre 2015 al 30 dicembre 2015.

Il nuovo calendario venatorio della Puglia prevede inoltre tre giornate di preapertura per determinate specie di uccelli: in particolare si potranno cacciare esclusivamente la tortora ed il colombaccio nelle giornate del 2 e 5 settembre 2015 fino alle ore 13 mentre per l’intera giornata del 13 settembre 2015 si potranno cacciare esclusivamente la tortora e la quaglia.

( 4 settembre 2015 )

Fonte: BridisiReport – Foto (Immagine di repertorio)