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Beretta GunPod 2 fucili Semiautomatici

Il dito nell’occhio: emergenza cinghiali

Bruno Modugno e l'emergenza cinghiali
Bruno Modugno cacciatore cinghiali
Bruno Modugno durante una battuta di caccia

Questa volta il dito voglio infilarlo nell’occhio di tutti quelli che, di fronte all’emergenza cinghiali, sanno indicare un solo responsabile: il cattivo cacciatore, che negli anni’50 importò dai Balcani e immise nei nostri boschi, a scopo venatorio e di ripopolamento, alcuni esemplari di cinghiali danubiani, grossi di taglia, molto più prolifici dei nostri.

Quindi ce l’ho con i colleghi giornalisti e conduttori televisivi poco informati e seguaci del pensiero unico, dei veterinari che pur di apparire in TV sono disposti a vestire di scienza le più clamorose cazzate. Lo abbiamo appena visto a Uno Mattina dove il nostro Direttore era stato invitato per esporre al pubblico cosa significhi e quanto sia utile all’ambiente e alla fauna selvatica la presenza di 18 mila cacciatori l’anno. Il veterinario che aveva il compito di spiegare i comportamenti deviati dei nostri amici cani e dei maiali rinselvaticiti nei parchi siciliani ha interrotto l’intervento di Cusimano e si è lanciato in una filippica contro i cattivi cacciatori e in difesa del leone asiatico che nessuno caccia! Ma, quel che è peggio, Il conduttore complice, pagato da tutti noi, l’ha lasciato fare.

Ce l’ho con ambientalisti e animalisti che continuano a dar la colpa di tutto ai cacciatori, anche del caldo, degli incendi e dell’inquinamento da piombo, tranne quei pochi illuminati come Wilderness, Federparchi oltre a qualche frangia umanistica di Legambiente, che riconoscono alla buona caccia una funzione riequilibratrice della dinamica delle specie. Ma torniamo all’emergenza cinghiali. È vero, dopo la guerra c’era il deserto. I cinghiali, in quelle poche zone tirreniche e in Calabria dove c’erano sempre stati, erano stati decimati dalla fame della gente, non dai cacciatori. Ecco il perché dei ripopolamenti degli anni ’50. Ma poi l’ambiente, come si sa, plasma le specie: nelle nostre fitte macchie avevano più facile gioco i grugni affusolati dei sopravvisuti cinghiali nostrani, sicché dopo 50 anni non è rimasta traccia dei giganteschi balcanici. Sì, è vero, il nostro cinghiale oggi è un po’ più grosso e fa più figli. Ma non è quella la causa delle disavventure nelle quali sono incorse alcune persone aggredite e ferite dai cinghiali e degli incidenti stradali mortali provocati dai branchi che scorrazzano di notte lungo le strade statali.

Una causa? Una delle tante, ma forse la più inedita: Il periodo di pasciona causato dall’innalzamento della temperatura che ha aumentato le capacità alimentari (ghiande, castagne e altri frutti del bosco) e quindi raddoppiato i parti nell’anno. L’abbandono delle colture e l’aumento delle zone boscate dove sono apparsi altri ospiti vecchi e nuovi come cervi, caprioli, daini e mufloni che, se non controllati da una caccia attenta e selettiva, possono provocare danno non solo al lavoro dell’uomo e pregiudizio alla sicurezza stradale, ma limitare lo sviluppo dei boschi. E più di tutti, i cervi. Che sono stati immessi in tutta Italia dai Forestali di Tarvisio. Anni fa, un intero branco che scorrazzava per i vigneti del Brunello, è stato sterminato per i disastri che combinava. Lì non si trattava di vile granturco, ma di un vino da 40 euro (prezzo base) a bottiglia! Mi stupisco che quella volta non se la siano presa con i cacciatori. Forse perché l’episodio è stato tenuto segreto perché avrebbe creato qualche problema a giornalisti felloni, veterinari vanitosi, animalisti pietosi. Un’altra causa? I parchi, detti anche “la madre del cinghiale”. Lì vivono indisturbati (tranne in quelle aree protette dove è prevista la caccia di selezione). Lì si riproducono e si rifugiano dopo le notturne incursioni nelle colture agricole. Ecco perché vanno in giro a branchi sulle strade nazionali provocando incidenti spesso mortali.

E chi vive dentro un parco? Se li ritrova in casa come aggressivi coabitanti. Io abito a Roma al confine tra il Parco di Veio e il Parco dell’Insugherata. I cinghiali escono nel giardino condominiale e pascolano nei prati dell’Acqua Traversa. Mica di notte, addirittura in pieno giorno bloccando il traffico per via della gente che si ferma all’improvviso per far fotografie col telefonino.

I cacciatori? Che c’entrano? Vi giuro che ce la mettono tutta per risolvere il problema, anche a caccia chiusa, nei parchi e laddove le provincie autorizzano gli abbattimenti selettivi soprattutto a spese delle femmine e delle classi giovani. Ora per la prima volta ho sentito al telegiornale una parola di buonsenso. Il responsabile delle politiche ambientali chiede la collaborazione dei cacciatori per risolvere l’emergenza cinghiali Ma lo sai che ti dico? Ora, dopo tanti anni di accuse e persecuzioni, farei uno sciopero di un paio di anni. Arrangiatevi!

Bruno Modugno

Beretta 692 Black – Facciamoli neri!

Beretta 692 Black
La bascula ha un look nero che alterna superfici opache con superfici lucide.
Sovrapposto Beretta 692 Black
Il Beretta 692 Black è dotato di cassetta in abs, 5 strozzatori, pesi per calcio e canne, manuale, 2° calciolo e garanzia

Le differenze principali del Beretta 692 Black, in tutte le sue versioni, rispetto al modello standard equivalente sono, nella bindella, che in questo caso è stata realizzata in carbonio, questo permette un notevole risparmio di peso con grandi vantaggi in fase di brandeggio dell’arma. Estremamente leggera e resistente, la nuova bindella superiore assicura linearità perfetta anche nelle condizioni di tiro più estreme, grazie al nuovo sistema di fissaggio senza saldature. Grazie al sistema B-Fast per il bilanciamento delle canne, il peso delle canne oggi può essere calibrato tramite una serie di pesi da 5 e 10 grammi, forniti a corredo del fucile, che possono essere fissati con un aggancio magnetico al bindellino laterale, sotto l’astina. L’uso di questi pesi, combinato con la possibilità di modificare il peso all’interno del calcio, con pesi da 20 e 40 grammi, consente di compensare le variazioni di peso naturalmente dovute alle diverse densità dei legni impiegati e di offrire al tiratore nuove opzioni di bilanciamento fin’ora non disponibili. La bascula Black Edition: i sovrapposti Black Edition sono caratterizzati da un look nero che alterna superfici opache con superfici lucide, conferendo a questi fucili una personalità davvero ineguagliabile.

Prova Beretta 692 Black
Attimi durante la nostra prova del Beretta 692 Black

Il fucile della nostra prova è un 692 Black Sporting con canne da 76 cm e calcio regolabile B-Fast: per l’occasione ho chiesto all’amico Giuseppe Pepe, al secolo Nuccio, olimpionico di Skeet alle Olimpiadi di Montreal del 1976, di accompagnarmi al TAV Lazio che si trova alle porte di Roma.

Come prima cosa ho montato il calciolo più lungo – con il fucile ne vengono forniti due, rispettivamente da 18 e di 23 mm. Poi ho tolto tutti i pesi al calcio: il sistema B-Fast è un po’ più pesante del calco standard e ho verificato l’equilibratura del fucile, pertanto il fucile risulta di soli kg 3,450, davvero una condizione eccezionale per un sovrapposto con canne a 76 cm e strozzatori esterni.

Ammetto che albergava in me un po’ di scetticismo, dato che ho sempre prediletto armi pesanti che garantiscono una maggiore stabilità, ma facendo affidamento alle canne Steelium Plus, con il doppio cono di raccordo lungo fino a 30 cm dal vivo di volata, la stabilità non si è rivelata un problema.

Beretta 692 Black tiro all'elica
Il Beretta 692 Black è ottimo per l’elica

Decido di provarlo prima sull’elica, e per l’occasione scelgo le cartucce Apache da 32 grammi di piombo n. 7,5 dell’Armeria del Campo, di Bruno Caporuscio, padre di Federica, fortissima tiratrice di trap del Team Beretta. Si tratta di munizioni molto veloci ed efficienti, studiate ad hoc per l’elica, anche se non proprio morbide. Primo colpo un elica centrale, facile: disintegrata. Chi ben comincia è già a metà dell’opera. Come immaginavo, nonostante il peso esiguo il fucile non accenna a reazioni inconsulte o rinculo eccessivo: al contrario, rimane ben allineato consentendomi di sparare velocemente anche il secondo colpo. Un unico appunto: l’arma tende a “correre” un po’, ma dopo qualche prima elica di assestamento, la velocità sul bersaglio – specialmente sulla prima e quinta cassetta – ne guadagna notevolmente.

Il Beretta 692 Black pronto in pedana
Beretta 692 Black pronto in pedana

Io e Nuccio ci alterniamo tirando dieci eliche a testa e il 692 Black Sporting si rivela davvero molto valido: unisce i vantaggi della canna da 76 cm con quelli che sono la facilità di brandeggio ed il peso di una da 71 cm. Visti i risultati positivi decido di fare anche una serie di percorso di caccia Compak. Prima di tutto tolgo due anellini di spessore dal calcio B-Fast (qui non serve un calcio molto dritto), e mi armo di cartucce Fiocchi F3 Wood Piston da 28 grammi piombo n. 8,5.

Canne Beretta 692 Black
Le canne del Beretta 692 Black vengono equilibrate con una serie di pesi amovibili da 5 e 10 grammi.

Anche qui un fucile leggero ma stabile può essere di grande vantaggio, specialmente quanto si tirano 100/150 piattelli nello stesso giorno. Partendo con il fucile sbracciato si avverte sin da subito un notevole vantaggio in fase di acquisizione del piattello e, a lungo andare, si beneficia del peso contenuto anche in fase di brandeggio. Tale leggerezza non è a discapito della precisione dell’arma, grazie soprattutto alle canne Beretta Steelium Plus, sempre perfettamente in linea anche sul secondo colpo. Va da sé che chi si accinge per la prima volta al fucile “leggero” avrà bisogno di un minimo di rodaggio.

Sia il sottoscritto che Nuccio ci troviamo subito bene: non si tratta di bersagli particolarmente difficili, ma in ogni caso adatti al test dell’arma. Proviamo a fondo il selettore, e anche a canne invertite abbiamo scatti sempre leggeri e precisi con piattelli uscenti, entranti e traversoni.

pesi Beretta 692 Black
Per bilanciare il 692 Black è predisposto un alloggio nel calcio per i pesi da 20 e 40 grammi

Le caratteristiche principali del sovrapposto Beretta 692 Black Edition Sporting sono le seguenti:

Bindella in carbonio 10×10 ventilata fibra di carbonio

Bascula nera con fregio, logo e nome color oro

Pesi amovibili e regolabili sulle canne e nel calcio

Peso Kg. 3,450

Caratteristiche comuni con il 692 Sporting standard

Calibro 12/76

Canne da 71, 76 e 81 cm

5 strozzatori OptimaChoke HP

Foratura canne 18,6 con cono di raccordo fino a 30 cm dal vivo di volata

Grilletto regolabile

Calcio B-Fast

Calciolo Microcore 18 mm e 2° calciolo da 23 mm

Monogrillo selettivo regolabile, nero

Chiave di apertura soft touch

 





HIT 2016



 

Caccia di selezione dei Cinghiali: Giunta della Regione Liguria approva regolamento

Caccia al Cinghiale - Sus Scrofa
Caccia al Cinghiale – Sus Scrofa

Caccia di selezione dei Cinghiali. In questi giorni, la Giunta della Regione Liguria, su proposta dell’Assessore alla Caccia, Stefano Mai, ha approvato il regolamento che disciplina, in tutta la regione, la caccia di selezione dei cinghiali.

Infatti, per la prima volta, la Liguria avrà un unico strumento che consente la regolamentazione del prelievo di selezione del cinghiale, armonizzando le competenze delle ex Provincie in materia di gestione faunistica attualmente trasferite alle Regioni.

Il nuovo regolamento, che sarà operativo dalla prossima stagione venatoria, è frutto di un preventivo confronto con tutti i rappresentanti del mondo venatorio, agricolo ed ambientalista e si attiene alle disposizioni dell’Ispra. Esso riguarda il prelievo di ungulati (cinghiali, caprioli, daini e camosci) in stabiliti periodi da parte dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

“Lo scopo – ha sottolineato l’assessore Mai – è poter monitorare e tenere sotto controllo la fauna selvatica che, è noto, può avere un forte impatto sulle attività agricole, sia professionali e non e, in generale, sul territorio”.

Inoltre, per quanto riguarda i rimborsi dei danni causati sia dai cinghiali che dai lupi subiti da agricoltori ed allevatori è stato approvato un nuovo regolamento per il funzionamento del “fondo per la prevenzione e il ripascimento”, costituito da una cospicua parte delle tasse pagate dai cacciatori, finalizzata proprio ai citati scopi subiti da privati ed imprese. Il provvedimento potrà certamente ridurre notevolmente i problemi causati dai cinghiali, che da molti anni si verificano, soprattutto nella Riviera di Levante e si sono accentuati nell’estate 2015.

( 10 febbraio 2016 )

Fonte: Gazzetta della Spezia

Caccia agli ungulati in Francia

Caccia agli ungulati. Nella prima scena un cinghiale passa a tiro della carabina Browning in calibro .300 Win Mag caricata con cartucce da 180 grani ed equipaggiata con ottica Swarovski Z6 1.7-10×42.

Nella seconda giornata la preda è un capriolo maschio che arriva proprio dinanzi all’altana bloccandosi…pochi i secondi a disposizione ed il cacciatore fa fuoco con la carabina…

(Video Bruce boar hunter)

Il 14 febbraio raduno toscano dell’Unione Nazionale Cacciatori Falconieri

Unione Nazionale Cacciatori Falconieri

Unione Nazionale Cacciatori FalconieriDomenica 14 febbraio 2016 sarà una data molto importante per l’Unione Nazionale Cacciatori Falconieri: si tratta infatti del giorno scelto per un raduno regionale dell’associazione, nello specifico l’appuntamento è stato fissato alle 9:30 presso l’Azienda Agrituristico Venatoria “Tenuta Bellavista Insuense” in località Guasticce (provincia di Livorno). L’evento è stato organizzato in collaborazione con la Confederazione Cacciatori Toscani e punta a radunare tutte le associazioni venatorie che sono presenti sul territorio. L’UNCF Toscana si è anche detta sicura del fatto che la partecipazione sarà numerosa, sottolineando come il raduno sia aperto a tutti.

Non sono previste gare e nemmeno premiazioni, ma gli appassionati e i curiosi della pratica della falconeria troveranno sicuramente pane per i loro denti. Dopo il ritrovo, il programma proseguirà con le iscrizioni, il controllo dei documenti (nello specifico la licenza di caccia e la copertura assicurativa) e con la predisposizione dei turni di volo da effettuare in loco. Ogni singolo falconiere avrà la possibilità di partecipare con il suo ausiliario e falco su rilasci: la durata massima del turno di volo in questione non potrà superare i quindici minuti.

Vale anche la pena ricordare che, nel caso in cui il falco non catturasse, allora il falconiere in campo avrà l’obbligo di richiamare il volatile al logoro e rientrare. Il divieto principale che bisogna rispettare è quello relativo all’utilizzo di richiami vivi limitati in qualsiasi modo nel movimento: il falconiere che terrà questi comportamenti vietati potrà essere sanzionato in base a quanto previsto dalle disposizioni di legge. Esiste una possibilità di effettuare un numero maggiore di voli da parte dello stesso partecipante, ma tutto sarà valutato nella giornata di domenica sul campo e in base al numero totale di falconieri.

Il prezzo di ogni singolo capo di selvaggina è pari a 10 euro. A conclusione del raduno regionale, poi, ci sarà una cena. La scelta dei quindici minuti come tempo massimo per il turno di volo dipende essenzialmente dalla volontà di far partecipare tutti i falconieri in modo che tutti possano avere a disposizione le stesse ore di luce. Un eventuale secondo turno, quindi, sarà possibile nel primo pomeriggio o almeno prima che cali il buio. Tutti i partecipanti sono ovviamente invitati, come accade sempre in queste occasioni, a tenere un comportamento corretto, in particolare non disturbare i falconieri e i falchi, così da evitare incidenti spiacevoli. A fini organizzativi è necessario comunicare la propria presenza al raduno così che l’UNCF Toscana possa gestire il tutto al meglio.

LAC Marche contesta il progetto “Il volto buono della caccia” nelle scuole elementari

LAC MarcheIl progetto “Il volto buono della caccia” che ha coinvolto gli alunni delle scuole elementari di Altidona e Ortezzano (comuni in provincia di Fermo) e promosso dall’Ambito Territoriale di Caccia “Firmano-Sibillini” ha scatenato una serie di proteste, in particolare quella della Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC). Il Messaggero ha riportato le critiche della sezione marchigiana della onlus, convinta che questa iniziativa non possa essere considerata una esperienza didattica. In realtà, il programma viene organizzato ogni anno nei primi giorni del mese di febbraio e prevede il coinvolgimento degli studenti nella cattura delle lepri.

Uno degli obiettivi de “Il volto buono della caccia” è quello di approfondire la conoscenza della fauna selvatica che popola le zone di ripopolamento e cattura. Questa undicesima edizione è stata definita dalla LAC una esperienza sicuramente singolare di insegnamento, in particolare per quel che riguarda il rispetto della natura. L’intervento del delegato marchigiano della Lega, Danilo Baldini, ha fatto leva su alcuni dubbi e perplessità.

Ad esempio, Baldini si è chiesto se ai bambini è stato spiegato quella che è la reale funzione delle zone di ripopolamento e cattura e la fine che attende le lepri una volta che vengono liberate in aree in cui la caccia è ammessa. Per la LAC Marche, il progetto deve essere considerato un subdolo e ignobile espediente che punta ad avvicinare i più giovani all’esercizio della caccia, una pratica che non ha nulla a che vedere con le esperienze “poetiche” e “istruttive”.

La condanna è quindi senza mezzi termini. Il suggerimento di Baldini consiste nel sostituire questa iniziativa con qualcosa di veramente formativo e rispettoso della natura, vale a dire le visite guidate nelle oasi e nelle aree protette delle Marche, zone in cui vige il divieto di caccia, oltre che le uniche in cui gli animali sono vivi e liberi e ben immersi nel loro habitat naturale. In aggiunta, Baldini è convinto che si voglia invertire la tendenza negativa ormai irreversibile dei praticanti della caccia, in calo esponenziale e con una età media che supera i 70 anni.

Gli alunni che hanno partecipato in questo 2016 sono stati 140: le operazioni di cattura delle lepri all’interno degli istituti di protezione sono cominciate lo scorso 9 gennaio, con la possibilità aperta solamente ai soci iscritti all’ATC Firmano-Sibillini per la stagione 2015-2016 e in regola con la polizza assicurativa. Tra gli istituti in cui si cattura figurano le ZRC Castelletta, San Giovanni-Monte Urano, Varano-Falerone, Madonna di Loreto e Indaco-Ortezzano-Monte Rinaldo.

FIDASC, all’HIT Show la premiazione del Campionato Italiano Costruttori

FIDASCLa Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia (FIDASC) ha ricordato con un comunicato stampa la sua partecipazione all’HIT Show di Vicenza ormai prossimo all’inizio, nel rispetto di una tradizione definita “piacevole”. Inoltre, l’occasione sarà sfruttata per consentire lo svolgimento della cerimonia conclusiva di un appuntamento prestigioso, il Campionato Italiano Costruttori. Questa manifestazione esiste da sette anni e nel corso di ogni edizione ha premiato le migliori aziende costruttrici di armi, munizioni e accessori: anche stavolta, dunque, si scoprirà chi si è classificato ai primi posti del settore nel 2015, con una graduatoria che prenderà in considerazione dei criteri speciali.

In effetti, come sottolineato dalla FIDASC, i punteggi esaminati e validi sono quelli conseguiti dai tiratori in tre prove, vale a dire il Primo Campionato Europeo di tiro con armi a canna rigata, Primo Campionato Europeo di tiro con armi a canna liscia e la Prima Coppa del Mondo di English Sporting. Il Campionato in questione, poi, prevede una serie di categorie: verranno premiati i costruttori di fucili a canna rigata, i costruttori di cartucce per armi a canna rigata, i costruttori di fucili a canna liscia per tiro a palla, i costruttori di cartucce a palla, i costruttori di fucili a canna liscia per il tiro al piattello, i costruttori di cartucce per tiro al piattello e anche i costruttori di accessori.

I nomi delle aziende in lizza sono ben conosciuti, nello specifico concorreranno Bornaghi, Caesar Guerini, Cheddite, Fausti Stefano, Fiocchi Munizioni, Krieghoff International, RC Eximport, Rizzini, Sabatti, ShotHunt Euro Sonit, dunque c’è grande attesa per la proclamazione. La consegna dei vari premi sarà effettuata direttamente da Felice Buglione, numero uno della FIDASC, e dal consigliere federale Giuseppe Negri, i quali incontreranno tutti i responsabili delle società appena elencate, oltre ai giornalisti del settore e agli sportivi. L’appuntamento è stato fissato per domenica 14 febbraio alle 9 (l’evento terminerà alle 11 presso la Sala Conference Room 8.0.6).

La premiazione del Campionato Italiano Costruttori sarà anche l’occasione per consegnare alla Browning International SA un riconoscimento speciale per il sostegno ricevuto lo scorso anno durante le manifestazioni sportive: il gruppo è stato fondato nel lontano 1878 e la sua sede ufficiale si trova in Belgio, nella città di Herstal. A impreziosire il tutto ci saranno altre iniziative della federazione di un certo interesse, prima fra tutte il convegno che approfondirà il tema della sicurezza del cane da caccia e durante le gare su cinghiale. I motivi per non mancare sono molteplici.

Cani da ferma, a Spigno Saturnia una prova pratica su selvaggina naturale

Cani da fermaIl fine settimana di sabato 20 e domenica 21 febbraio sarà caratterizzato da una prova di caccia pratica su selvaggina naturale destinata ai cani da ferma in provincia di Latina. La sede di svolgimento della gara è la zona di ripopolamento e cattura di Spigno Saturnia, comune laziale di circa 3mila abitanti. Per le iscrizioni c’è tempo fino al prossimo 18 febbraio. Il programma prevede la giornata di sabato dedicata ai cani italiani ed esteri, mentre quella di domenica sarà caratterizzata dalle razze Inglesi. Il sorteggio si svolgerà in entrambe le giornate, sempre alle ore 7 presso il bar Taluna, per poi procedere con la partenza dai campi di gara. Come comunicato dalla Federazione Italiana della Caccia, la partecipazione alla prova è aperta ai soli cani che sono muniti di libretti, qualifiche e assicurazione.

Proprio due anni fa la zona di ripopolamento e cattura di Spigno Saturnia è stata interessata da alcuni interventi di miglioramento ambientali a fini faunistici, soprattutto per aumentare le opportunità di alimentazione, garantire alla fauna selvatica migratoria e stanziale le condizioni adeguate di rifugio e l’estensione dei terreni disponibili. Questa prova pratica conferma che le migliorie hanno avuto un buon esito e si potrà assistere a una gara molto interessante.

Queste prove di lavoro per cani da ferma rappresentano il metodo più efficace per segnalare stalloni e fattrici idonei a chi si interessa di allevamento, oltre ai cacciatori che usano questi cani per la loro soddisfazione personale. Le prove su selvaggina naturale, inoltre, vanno a determinare il censimento ufficiale degli esponenti più tipici dell’allevamento. Si punta dunque a controllare doti basilari, in primis la cerca, l’olfatto e la ferma, ma anche a fare il punto sulla classe media di ogni razza, a denunciare le deviazioni e a stimolare l’emulazione fra le diverse scuderie, procacciando allo stesso tempo nuovi proseliti.

I giudici che saranno coinvolti in questo caso sono chiamati a valutare una serie di aspetti rilevanti. Uno di questi è senza dubbio il carattere dei cani da ferma, una caratteristica comune a tutte le razze, ognuna delle quali può essere più o meno schiva, aggressiva, timida o propensa al gioco. La mentalità è ugualmente determinante, in quanto sinonimo di temperamento, senza dimenticare il “motore”, una parola che sembra impropria ma che serve in realtà a indicare un cane con tenuta e fondo di un certo livello. L’avidità e l’intelligenza, infine, sono le prerogative di un cane da ferma dotato di forte iniziativa, inclusa la disponibilità a comprendere l’addestramento.

Diventa Uno di Noi: video di Luca Baldoni dal titolo “Hunting Modigliana”

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Diventa Uno di Noi: video di Marco Bernardi dal titolo “Colonna”

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Diventa Uno di Noi: video di Valerio Mori dal titolo “Sfida alla beccaccia”

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