Ad Arezzo un corso per essere abilitati come conduttori di cane limiere

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L'amico Moreno, conduttore di cane limiere con la sua dachsbracke Asia

Conduttori di cane limiereLa sezione provinciale di Arezzo dell’associazione Enalcaccia ha organizzato un corso per il rilascio dell’abilitazione di conduttore di cane limiere. Si è deciso di programmare le lezioni nell’arco di due giornate che cadono entrambe di sabato, vale a dire i prossimi 8 e 15 ottobre. Per quel che riguarda il luogo, invece, il corso si terrà presso i locali del campo sportivo di Viciomaggio, frazione del comune di Civitella in Val di Chiana (in provincia di Arezzo per l’appunto).

L’orario sarà sempre lo stesso , cioè dalle 14:30 alle 19 e al termine della seconda giornata ci sarà la prova per il rilascio dell’abilitazione. Chiunque sia interessato a partecipare ha tempo fino al 4 ottobre: è possibile rivolgersi direttamente a Enalcaccia Arezzo, il cui indirizzo è Via Vittorio Veneto 224. Il numero di telefono da contattare è 0575295666, mentre l’indirizzo di posta elettronica a cui inviare la mail è enalcacciarezzo@libero.it.

Come è noto, il cane limiere è un segugio che lavora sulla traccia fredda fino a stanare il selvatico. Di solito nel nostro paese l’impiego di questo animale in ambito venatorio è limitato alla verifica della freschezza o meno delle tracce, oltre al controllo della vicinanza degli animali (ungulati in primis) alle rimesse. Tra le razze maggiormente impiegate ci sono quelle a “gamba corta”.

Friuli, la LAV si oppone alla delibera regionale sui richiami vivi

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Caccia con i richiami vivi

Richiami viviLa sezione regionale del Friuli Venezia Giulia della LAV (Lega Anti Vivisezione) ha definito come “ennesimo sconcertante regalo al mondo venatorio” quanto deciso dalla Regione ad agosto. Dopo l’autorizzazione all’abbattimento delle nutrie e l’utilizzo di gabbie che vengono considerate di dimensioni inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge, stavolta l’associazione se l’è presa con una delibera che diventerà effettiva a ottobre.

Due impianti di cattura, quello di Porcia e quello di Tricesimo, potranno catturare merli, cesene e tordi attraverso l’utilizzo di reti, in modo da potenziare gli allevamenti destinati alla riproduzione di richiami vivi. Gli allevamenti friulani non soddisfano la richiesta del mondo venatorio locale e quindi è stato necessario introdurre questa deroga. Secondo la LAV, sta per delinearsi un quadro desolante.

Nella nota ufficiale della Lega è stato sottolineato come l’atto regionale sia in contrasto con la Direttiva Uccelli e la legge nazionale sulla tutela della fauna selvatica. Inoltre, si è parlato anche di un “tentativo surrettizio di reintrodurre l’uccellagione vietata“. Guido Iemmi, referente della LAV friulana, ha poi aggiunto: “La nostra Regione sembra molto più impegnata a rispondere positivamente e con solerzia a ogni richiesta del mondo venatorio“. L’associazione si è detta pronta a segnalare il caso alla Commissione Europea.

 

Valle d’Aosta, nessun candidato per la presidenza del Comitato Caccia

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Valle d'AostaC’era grande attesa nel mondo venatorio valdostano per la nuova guida del Comitato Caccia, ma per il momento la situazione è ancora bloccata. In effetti, come riferito da Aosta Sera, è appena scaduto il termine per presentare la candidatura alle nuove elezioni e nessuna persona si è proposta come guida dell’organismo regionale. A questo punto il voto, in programma per domenica 30 ottobre, è in forte dubbio, come appare evidente dal fatto che non esistono candidati alla presidenza.

La gestione è rimasta nelle mani di Paolo Oreiller, finora commissario straordinario su incarico della Giunta Regionale. Tra l’altro, mancano disponibilità persino per alcune circoscrizioni locali, come ad esempio la prima, la seconda, la terza, la sesta e la settima. Ci sono poi dei nomi per quel che riguarda i rappresentanti dei cacciatori di galliformi e lepri.

La gestione straordinaria di Oreiller dura ormai da tre mesi dopo l’addio di Jean-Claude Soro e dei presidenti delle circoscrizioni. La votazione di ottobre dovrebbe risolvere il vuoto che si è venuto a creare, anche se il condizionale resta d’obbligo. Non è esclusa una ulteriore proroga dei termini per permettere una presentazione all’ultimo minuto dei candidati.

Difesa del suolo, Federcaccia e Arci Caccia aderiscono a “People4Soil!”

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Difesa del suolo

Difesa del suoloLa Federazione Italiana della Caccia e Arci Caccia hanno deciso di aderire all’iniziativa “People4Soil!” per promuovere il suolo come bene prezioso. Al progetto hanno preso parte più di 300 organizzazioni di tutto il continente europeo: si tratta di una rete di enti venatori, agricoli, ambientalisti, ma anche di ordini professionali e non solo, tutti con un fine comune, appunto il suolo. Il suolo dà la garanzia della sicurezza alimentare, oltre alla conservazione della biodiversità e la regolazione dei cambiamenti del clima.

Un ruolo del genere, però, non viene protetto da nessun tipo di legge. Per questo motivo è nata l’iniziativa europea con l’obiettivo di raccogliere almeno un milione di firme e reclamare il diritto. Si punta a far diventare il suolo un patrimonio comune che merita una tutela a livello comunitario per i benefici che riesce ad apportare.

La raccolta di firme è cominciata due giorni fa, giovedì 22 settembre 2016, presso il Salone del Gusto di Torino e durerà un anno visto che terminerà nel settembre del 2017. Il mondo venatorio vuole dare il suo contributo con queste illustre adesioni, in particolare mettendo a disposizione le proprie strutture territoriali: l’intenzione è quella di dimostrare quanto concreto sia l’impegno dei cacciatori quando si tratta di tutelare gli interessi nazionali e internazionali.

Al via la caccia in Piemonte, poca selvaggina a causa della siccità

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Cacciatore piemontese

Caccia in PiemonteMancano pochissime ore all’inizio ufficiale della stagione venatoria 2016-2017 in Piemonte. La giornata di domani, domenica 25 settembre 2016, è quella di apertura della caccia in base a quanto previsto dal calendario regionale, mentre la conclusione è prevista per il 7 dicembre in relazione a lepre comune, minilepre e coniglio selvatico. Come riferito da Il Secolo XIX, c’è già un dato di fatto con cui bisogna fare i conti. I cacciatori impegnati saranno circa cinquemila, ma la selvaggina a disposizione sarà scarsa a causa della siccità estiva che non è sparita in questi primi giorni di autunno.

Le date sono differenti a seconda delle specie cacciabili. Ad esempio, il fagiano potrà essere prelevato fino al 30 novembre, giorno prorogabile fino al 31 dicembre, mentre il periodo tra il 2 ottobre e il 30 novembre è quello previsto per starne e pernici rosse. Ci saranno meno giorni a disposizione per le quaglie e le tortore, visto che l’unico mese ammesso sarà quello di ottobre.

Per quel che riguarda il colombaccio, il tordo e le volpi i cacciatori avranno tempo fino a gennaio. Il cinghiale potrà essere cacciato anche a squadre. Le varie associazioni venatorie hanno suggerito la loro ricetta: Libera Caccia e Enalcaccia vorrebbero che si intervenisse sulle aree di ripopolamento, mentre Arci Caccia ne ha chieste di meno per favorire lepri e fagiani.

Caccia al Colombaccio in Sicilia in apertura

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Caccia al Colombaccio in Sicilia in apertura della Stagione 2015-2016. Un gruppo di amici cacciatori a caccia di colombacci durante i giorni dell’apertura della nuova Stagione di Caccia; Buon passo di colombacci e divertimento garantito. ( Video  Setter di Valcalanna Channel TV – Antonino Urpi )

Caccia al Fagiano, stagione 2016-2017

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Caccia al Fagiano, stagione 2016-2017. ‎Un cacciatore si aggira per la campagna a caccia di fagiani e piccola selvaggina stanziale durante la Stagione Venatoria 2016-2017 con il suo fucile calibro 28.

In compagnia del cacciatore uno splendido ausiliario, Leonidas, Cocker Spaniel di 8 mesi e mezzo; nonostante il caldo e la fitta vegetazione per le aperture, il cane ha preso il piacere nella caccia. Buona Visione. ( Video RizziniHermes )

Caccia alla Tortora, preapertura 2016

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Caccia alla Tortora, preapertura 2016. Nel video una giornata di preapertura della caccia in Sicilia a tortore selvatiche, un susseguirsi di immagini e azioni molto belle.

Il cacciatore utilizza un Benelli comfort cal.12 e cartucce Diana 32/30 gr con piombo 9. Buona Visione. ( Video NinaccHiunt )

Allaga il campo del vicino per creare una riserva di caccia alle anatre nel Pavese, denunciato

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Anatre in volo

Riserva di caccia alle anatreI Carabinieri della Compagnia di Vigevano (in provincia di Pavia) hanno identificato un cacciatore 40enne e denunciato a piede libero con l’accusa di danneggiamento aggravato. Come riferito da La Provincia Pavese, i fatti si sono svolti a Cassolnovo. Il 40enne aveva intenzione di andare a caccia di anatre e per avere una riserva personale vicino casa non ha esitato a rovinare il terreno coltivato di un 56enne, trasformandolo in una vera e propria palude.

L’agricoltore non era stato avvertito e ora ci saranno due processi, quello civile e quello penale, visto che bisogna quantificare con precisione i danni. Il 40enne lavora come operaio e la scoperta del campo allagato è avvenuta lo scorso mese di agosto. Il cacciatore era riuscito ad aprire le paratie dei canali di irrigazione, rovinando per sempre il raccolto. Durante la denuncia ai militari, il 56enne non aveva fornito nessun nome, in quanto non nutriva sospetti nei confronti di nessuno per un’azione del genere.

Le immagini della videosorveglianza sono state fondamentali per risalire al colpevole. La giustificazione del responsabile è stata incredibile: non pensava di aver commesso nulla di male e ha spiegato che le anatre si sarebbero avvicinate con maggiore facilità vedendo uno specchio d’acqua. L’agricoltore è stato costretto a bonificare il campo e ora presenterà la fattura dei lavori eseguiti, in particolare il gasolio usato per far funzionare una pompa idrovora.

Coldiretti: “Cinghiali e caprioli stanno rovinando i grandi vini senesi”

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Vini senesi

Vini senesiLa vendemmia di questo 2016 è stata definita piuttosto generosa. La qualità dei vini è stata davvero elevata, in particolare quelli della zona del Senese, come sottolineato dalla sezione locale della Coldiretti: la produzione di quest’anno, dunque, non avrà alcun tipo di problema da questo punto di vista, ma l’emergenza sarà un’altra. Come sottolineato infatti dall’associazione agricola, bisogna preoccuparsi per l’eccessiva presenza di cinghiali e caprioli che stanno provocando danni seri ai vigneti.

I produttori che stanno denunciando questa situazione sono sempre di più e le loro vigne sono in pericolo. Gli ungulati tendono a cibarsi dell’uva e i grappoli sono in costante calo. Coldiretti Siena ha dunque lanciato l’allarme: i grandi vini senesi sono a rischio e le segnalazioni non sembrano avere fine. Per l’associazione, inoltre, non ci sono tutele da parte di chi dovrebbe avere le competenze.

Il sistema di abbattimenti non ha funzionato e non ha dato i risultati sperati. In particolare, la burocrazia eccessiva e i tempi troppo lunghi per attuare le norme hanno penalizzato il settore. Gli unici vigneti in salvo sono quelli recintati e “trasformati in una sorta di lager”. I produttori del Chianti sono stati costretti ad adottare una misura così drastica e, per il momento, non efficace.