La caccia raccontata dai cacciatori italiani

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A Darfo Boario Terme (BS) un corso per esperti di caccia al cinghiale

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Caccia al cinghiale

Esperti di caccia al cinghialeLa sezione provinciale di Brescia della Federazione Italiana della Caccia ha organizzato diversi corsi per esperti di caccia al cinghiale. Si tratta di percorsi formativi ISPRA e uno di questi è stato programmato proprio per il mese di maggio che è cominciato oggi. Sono aperte le iscrizioni alle lezioni che si svolgeranno a Darfo Boario Terme, località che sorge a 56 chilometri da Brescia. Di cosa si tratta nel dettaglio?

Anzitutto, va specificato che la quota di partecipazione ammonta a 100 euro per i federcacciatori e a 120 euro per coloro che non sono soci di Federcaccia. Questa quota comprende tutto il materiale didattico che servirà per il corso, oltre alle ore di lezioni frontali con docenti esperti e qualificati. L’abilitazione finale sarà valida per la caccia collettiva, la battuta, la braccata, la girata e la caccia di selezione e controllo, sempre in riferimento ai cinghiali.

La norma di riferimento in questo caso è l’articolo 41 della Legge della Regione Lombardia numero 26 del 1993 (“Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’ equilibrio ambientale e disciplina dell’ attività venatoria”), dedicato al controllo della fauna selvatica. Federcaccia Brescia ha organizzato un corso identico lo scorso mese di aprile, con le lezioni che si sono svolte a Nozza di Vestone.

Caccia al Cinghiale in battuta

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Caccia al Cinghiale in battuta. In questo video vediamo un montaggio varie scene di caccia al cinghiale in battuta.

Il cacciatore alla sua posta attende il passaggio del cinghiale spinto dai cani. I tiri sono tanti ripresi da diverse battute.

A Milano un nuovo ristorante che servirà selvaggina italiana al 100%

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Ricette cucinare la selvaggina

ristorante che servirà selvaggina italianaUna novità nel settore della ristorazione che non potrà lasciare indifferenti. Come riportato dal sito Lacucinaitaliana.it, a Milano sta per aprire i battenti un ristorante in cui sarà cucinata e servita selvaggina cacciata esclusivamente nel nostro paese. La zona scelta è quella dei Navigli, per la precisione via Savona: il nome, molto probabile ma non ancora ufficiale, dovrebbe essere “Cuore dei Navigli”. Il sito ha riferito anche le parole di Maurizio Donelli, caporedattore al Corriere della Sera e consulente del progetto.

Lo chef scelto per il debutto sarà Roberto Longa, ritenuto dallo stesso Donelli la persona giusta per il locale milanese dopo la proposta di un controfiletto di capriolo, il quale ha molto colpito il giornalista con la rapida cottura in padella, l’utilizzo di senape, miele e la farina di polenta. Il menù offerto deve essere deciso, comunque si sta pensando a un pranzo a base di hamburger, tartare e panini, e una cena con piatti più strutturati.

L’obiettivo è ambizioso, ma importante, vale a dire garantire una filiera italiana al 100%. Secondo Donelli il problema è anche comunicativo, visto che praticamente nessuno sa che la caccia è una disciplina regolamentata, oltre che uno strumento di controllo della natura. Il curatore del progetto ha sottolineato, infine, come i bracconieri siano la vergogna della categoria, uno dei motivi per cui è complicato parlare di selvaggina in Italia. Il nuovo ristorante avrà il compito di informare la gente prima di condannare senza appello la caccia.

Caccia e deroghe: Lombardia, Regione chiede deroghe per Storno, Fringuello e Peppole

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caccia allo storno in deroga
Caccia allo storno in deroga - Sturnus Vulgaris
Caccia allo storno in deroga – Sturnus Vulgaris

Caccia in deroga. Regione Lombardia intende attivare, per la stagione venatoria 2016/2017, le procedure di deroga per autorizzare il prelievo di esemplari delle specie Fringuello, Peppola e Storno, avvalendosi della facoltà di deroga prevista dalla “direttiva Uccelli”. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, con una comunicazione alla Giunta nella seduta tenutasi nei giorni scorsi.

“La domanda di autorizzazione al prelievo dello storno deriva anche dalla necessità di limitare la perdita di produzioni agricole di qualità – ha spiegato l’assessore Fava -. Tra il 2008 e il 2015, in Lombardia, sono stati accertati danni alle colture causati dalla specie per 643.573 euro. Nel solo 2015 i danni segnalati dalle province lombarde maggiormente colpite ammontano a 68.280 euro. Nelle aree in cui si è registrata la maggiore concentrazione dei danni sono presenti rilevanti produzioni di alta qualità, come vigneti specializzati per la produzione di vini Doc e Docg e meleti”. Ulteriori danni sono stati verificati su altre tipologie colturali come mais, girasole e pomodori.

“La richiesta di autorizzare il prelievo venatorio di esemplari delle specie Fringuello, Peppola, oltre che dello Storno – ha aggiunto l’assessore – punta a soddisfare le richieste avanzate dalle associazioni venatorie regionali”.

Per la specie Fringuello si prevede di autorizzare il prelievo limitatamente al periodo compreso tra il 1 ottobre e il 31 ottobre 2016; per la Peppola nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 13 novembre e per lo Storno nel periodo tra il 18 settembre e il 23 ottobre 2016.

( 30 aprile 2016 )

Fonte: AskaNews

Prova cinofila su starne, a Fiuggi il primo “Trofeo Conca d’Oro”

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starne in Romania

Trofeo Conca d'OroFra poco più di una settimana, domenica 8 maggio 2016, andrà in scena la prima edizione del Trofeo “Conca d’Oro Città di Fiuggi”, gara Sant’Uberto su starne destinata a carni da ferma e da cerca, oltre che prova di eccellenza valida per la selezione ai Mondiali di quest’anno. L’organizzazione è stata curata dalla Federcaccia e dalla sezione provinciale FIDC di Frosinone: l’appuntamento è previsto presso la Zona Addestramento Cani (ZAC) “Monna Pica” che si trova proprio a Fiuggi.

La gara è stata pensata per quattro categorie distinte: si tratta, nello specifico, della categoria “Assoluti”, “Cani da cerca”, “Under 30” e “Ladies”, dunque lo spettacolo è garantito. Il trofeo è aperto a tutti i federcacciatori (non esistono differenze provinciali o regionali) e il punteggio che verrà acquisito sarà valido per le già citate prove di “Eccellenza”. Il raduno avrà luogo un giorno prima della prova presso l’Hotel Elvira di Fiuggi Fonte.

L’albergo sarà anche la sede in cui avverrà la formalizzazione dell’iscrizione, il controllo dei documenti, il sorteggio delle batterie, dei giudici e dei campi di gara. Nella giornata di domenica, poi, ci si ritroverà presso lo stesso hotel alle 5:45, mentre alle 6 si partirà alla volta della ZAC ciociara. Il regolamento valido sarà quello Sant’Uberto edizione 2016 e si assegneranno i premi al primo, al secondo e al terzo classificato di ogni categoria. Il trofeo sarà vinto dal primo classificato dopo il barrage tra i primi di tutte le categorie.

Cacciatori Toscani, “L´unita´ che serve al mondo venatorio”

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CCT - Confederazione Cacciatori Toscani - Associazione venatoria
CCT - Confederazione Cacciatori Toscani - Associazione venatoria
CCT – Confederazione Cacciatori Toscani – Associazione venatoria

La Confederazione Cacciatori Toscani (Federcaccia Toscana, Arci Caccia e ANUUMigratoristi) è giunta al giro di boa dei suoi primi due anni di vita e si prepara ad un nuovo passo avanti verso l’unità: questo il messaggio forte e condiviso che arriva dall’assemblea annuale della CCT, svoltasi ieri 27 aprile a Firenze, presenti membri provenienti da tutta la Toscana.

“Adesso, a due anni dalla nascita – ha detto Romagnoli – lo spirito unitario e la mole delle iniziative e prese di posizione congiunte, la nascita diffusa di strutture unitarie sul territorio è ormai realtà consolidata”. Un approccio condiviso dai numerosi interventi, tra i quali quello del presidente di Federcaccia, Moreno Periccioli, di Arcicaccia Fabio Lupi e di Anuu, Franco Bindi.

La CCT, ha ricordato il segretario, è stata presente in tutti i passaggi importanti connessi con la gestione e l’esercizio dell’attività venatoria. Su questioni di rilevanza regionale, nazionale ed europea. Una presenza forte che ha ottenuto risultati rilevanti, come, fra gli altri, l’accoglimento da parte del TAR della Toscana del ricorso proposto dalla CCT, con l’intervento anche della Regione, contro l’atto del Governo che aveva anticipato la chiusura della caccia al 20 di gennaio per le specie tordo bottaccio, beccaccia e cesena: un fatto importante nella prospettiva del calendario venatorio della prossima stagione; oppure la nuova normativa sugli appostamenti, con la recente legge approvata dal Parlamento che recepisce di fatto le regole già introdotte in Toscana a salvaguardia di una forma di caccia tradizionale e diffusa.

Molte le partite aperte su temi di grande rilievo: il confronto in atto da mesi sulle norme per la gestione degli ungulati, con la centro la richiesta di valorizzare ruolo e competenze degli ATC e dei cacciatori, a partire dalle squadre con la caccia in braccata; l’iniziativa per ottenere dalla Regione la modifica del regolamento che detta le dimensioni dei box e dei recinti per la detenzione dei cani, oggi fissate in misura più che doppia rispetto alla Direttiva europea che pure il regolamento stesso dice di voler rispettare; le sollecitazioni per deroga allo storno, controllo sulle specie predatrici e antagoniste, il Calendario venatorio.

Di grande significato e di rilevanza nazionale la denuncia presentata dalla CCT al Tribunale di primo grado dell’Unione Europea per chiedere conto alla Commissione del mancato intervento a tutela dell’uguaglianza di diritti fra i cacciatori italiani e quelli di altre nazioni della UE (Francia in primis) dove il termine della stagione venatoria alla beccaccia è posticipato di quasi un mese rispetto all’Italia.

“Un elenco che potrebbe continuare – ha affermato il segretario Romagnoli – e che racconta l’impegno quotidiano della CCT e delle sue strutture per restituire alla caccia ed ai cacciatori ruolo e dignità. Una risorsa per tutti i cacciatori perché la Confederazione Cacciatori Toscani nasce aperta a tutti, per mettere in campo maggiori energie e risorse più ingenti di uomini, mezzi ed idee, per rappresentare al meglio le ragioni della caccia, dare il proprio fattivo contributo nel rapporto con le Istituzioni, con la politica, gli agricoltori e l’intera società, per la salvaguardia e il miglioramento della biodiversità e per la tutela del territorio, nella convinzione che la caccia ed i cacciatori sono fattori imprescindibili per raggiungere questi risultati.”

Confederazione Cacciatori Toscani – Federcaccia – Arcicaccia – ANUU)

( 30 aprile 2016 )

In Ticino due giornate dedicate al fagiano di monte

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fagiano di monte

fagiano di monteIl fagiano di monte sarà il protagonista indiscusso dell’apertura della stagione 2016 del Centro Pro Natura Lucomagno, il quale ha sede a Blenio, nel Canton Ticino. Si comincerà infatti venerdì 6 maggio con una conferenza serale dedicata alla situazione dell’animale in questa parte della Svizzera. L’evento è stato proposto in collaborazione con Ficedula, società elvetica che promuove e sostiene la ricerca sugli uccelli.

Il relatore, invece, sarà Niklaus Zbinden, esperto di tetraonidi e chiamato a esporre le abitudini del fagiano nel corso degli ultimi tempi: l’inizio del dibattito è previsto alle 20 presso la sala conferenze del Centro, ad Acquacalda. Il giorno successivo, sabato 7 maggio, è invece prevista una escursione nell’ambiente naturale dei fagiani di monte. In particolare, sarà possibile osservare, con un po’ di fortuna ovviamente, gli animali e la parata dei maschi in amore, un appuntamento che è stato pensato proprio per destare il maggior interesse possibile nei cacciatori ticinesi.

Anche in questo caso Ficedula ha collaborato all’organizzazione dell’evento. Le guide saranno il già citato Zbinden e il presidente di Ficedula, Roberto Lardelli: si inizierà alle 4 del mattino e l’escursione durerà fino alle 9:30. Non ci sono limiti per quel che concerne l’età massima e quella minima dei partecipanti, dunque tutti saranno ben accetti, a patto che non si superi il numero di 25 persone. Nel caso in cui ci dovesse essere cattivo tempo, comunque, l’attività potrebbe anche essere modificata oppure annullata.

Emergenza cinghiali a Lanciano, ordinato l’abbattimento

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caccia al cinghiale - emergenza cinghiali

Emergenza cinghiali a LancianoGli ultimi avvistamenti di cinghiali a Lanciano (in provincia di Chieti) hanno spinto il sindaco Mario Pupillo a emanare una ordinanza per la cattura e l’abbattimento degli ungulati, nello specifico quelli che rappresentano un pericolo per la pubblica incolumità. Il testo comunale spiega come nei mesi scorsi siano aumentate le segnalazioni dei cittadini abruzzesi: gli incontri con i cinghiali nelle aree urbane e in quelle vicine, ma anche nelle pertinenze delle case e nei luoghi pubblici si sono ripetuti nel tempo.

Inoltre, gli orari degli avvistamenti non sono stati quelli che ci si potrebbe aspettare dall’animale selvatico, nel corso della notte, dunque l’emergenza è stata resa ancora più grave. L’autorizzazione dell’ordinanza si riferisce alla cattura e all’abbattimento dei cinghiali selvatici che si trovano allo stato brado e che rappresentano una minaccia potenziale quando sconfinano dai loro territori e si avvicinano al centro abitato.

L’esecuzione dell’ordinanza sarà affidata alla Polizia Provinciale di Chieti, in modo che si possano utilizzare da subito gli strumenti previsti dalla legge. Fondamentale sarà anche la collaborazione del Servizio Veterinario della Asl 02. Lo stesso corpo di Polizia Provinciale verrà incaricato di curare il destino finale dei capi abbattuti, senza dimenticare l’eventuale svolgimento delle attività di monitoraggio sanitario. Il Comune di Lanciano sarà comunque liberato da ogni responsabilità per incidenti e danni a cose e persone prima, durante e dopo lo svolgimento degli interventi di cui si è appena parlato.

Trofei di caccia, l’Olanda imporrà dei limiti alle importazioni

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Diorama tassidermia - Trofei di caccia

Trofei di cacciaIl governo olandese ha deciso di imporre dei limiti ai cacciatori che hanno intenzione di importare i loro trofei di caccia nei Paesi Bassi. Si tratta di una novità delle ultime ore e che è sintetizzata efficacemente in un elenco compilato per l’occasione e che spiega cosa si può e cosa non si può portare nella nazione. La lista include 200 specie, le quali non saranno ovviamente più consentite, come ad esempio i rinoceronti, gli elefanti, gli ippopotami, i leoni, gli orsi polari e i leopardi, animali molto richiesti quando si parla di trofei di caccia.

In aggiunta, Martijn van Dam, segretario di Stato per gli Affari Economici olandesi, vorrebbe imporre un divieto più ampio ed europeo per quel che riguarda questo ambito, visto che ha giudicato “disgustosa” la caccia di animali protetti per la compravendita successiva dei trofei. Le richieste giunte all’Olanda non sono state comunque molto numerose.

In effetti, tra il 2012 e il 2015 sono state 27 le domande relative all’importazione di trofei di caccia nel paese, meno di sette l’anno nel quadriennio preso in considerazione: il governoo ne ha bocciate e rifiutate 17, dunque più della metà. Nel periodo in questione sono stati esaminati trofei di leoni, orsi, elefanti, pantere, scimmie, lupi, cervi e linci.

Calendario 2016-2017 della Liguria, 33 giorni in più rispetto al parere dell’ISPRA

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Calendario 2016-2017 della LiguriaPiù di un mese a disposizione rispetto alle previsioni. La Commissione Regionale della Liguria ha approvato il calendario venatorio 2016-2017 e ci sono novità interessanti che sono state riassunte dal Secolo XIX. Anzitutto, servirà il voto della giunta per il varo ufficiale, mentre fino all’anno scorso si è aspettato che decidesse il consiglio regionale. L’inizio della stagione della caccia ligure è stato fissato per la terza domenica del prossimo mese di settembre (il 18 settembre per la precisione), mentre la data conclusiva sarà il 31 gennaio 2017.

Il parere dell’ISPRA era stato differente e aveva previsto 33 giorni in meno, quindi bisognerà fare i conti con una differenza piuttosto sostanziosa. Come sottolineato dall’assessore regionale alla Caccia, Stefano Mai, la scelta è stata fatta basandosi sui dati scientifici, vale a dire la consulenza dell’Istituto di Zoologia dell’Università di Genova. Le indicazioni dell’istituto, al contrario, avevano fatto riferimento a dati generali e validi per tutta l’Italia.

Tra gli altri elementi caratteristici del calendario, va ricordto che la caccia alla tortora sarà esclusivamente nella forma da appostamento, mentre il carniere massimo per ogni giornata sarà differente a seconda dell’animale: si tratta di 15 colombacci, 2 conigli selvatici e una volpe. Inoltre, la caccia al cinghiale rimarrà identica a quella della stagione 2015-2016, con le date comprese tra il 1° ottobre e il 31 dicembre, oppure in alternativa dal 1° novembre al 31 gennaio.