In Emilia Romagna si discute della riammissione della moretta tra le specie cacciabili

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Riammissione della morettaIl calendario venatorio 2017-2018 dell’Emilia Romagna è noto da qualche giorno e prevede alcune date che ancora non convincono. La Lega Nord, in particolare, ha sottolineato le sue richieste che hanno portato al 31 gennaio 2018 come ultimo giorno disponibile per la caccia ai turdidi. Massimiliano Pompignoli, consigliere regionale di questo stesso partito, ha però ricordato il lavoro che ancora deve essere portato a termine.

La chiusura della caccia al tordo bottaccio e alla cesena è soddisfacente, mentre la data scelta per la beccaccia (seconda decade di gennaio) non può che essere contestata. Pompignoli l’ha definita una “occasione persa”, tanto che l’auspicio per la beccaccia è che ci sia un ripensamento della giunta regionale per arrivare a un nuovo calcolo del periodo venatorio.

Il consigliere ha chiesto anche la riapertura della discussione sulla moretta, in modo che possa essere reinserita tra le specie cacciabili in territorio emiliano e romagnolo. In alcune regioni vicine questo volatile può essere già prelevato, in particolare in Toscana, in Umbria e in Lombardia, di conseguenza l’idea è quella di apportare delle limitazioni nel carniere stagionale, una scelta ritenuta più accettabile dell’attuale divieto totale.

Caccia in deroga, Federcaccia Brescia: “Poca fiducia nel parere dell’ISPRA”

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caccia allo storno in deroga

Caccia in derogaUna settimana fa è stata presentata una comunicazione da parte dell’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava: si tratta di un documento fondamentale per le deroghe previste dalla Direttiva Uccelli, in poche parole la comunicazione dell’intenzione della regione stessa, pronta ad attivare la caccia in deroga e il prelievo di storni, fringuelli e peppole.

Inoltre, viene autorizzata la cattura di tordi bottacci, tordi sasselli, cesene e merli da impiegare come richiami vivi. L’ok regionale è un dato di fatto, ora deve esprimersi l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. La sezione provinciale di Brescia della Federazione Italiana della Caccia ha reso noto di voler sottoporre le proprie proposte all’ISPRA, anche se il pessimismo sembra essere l’emozione dominante.

L’associazione venatoria non nutre dubbi su quella che sarà la risposta, nonostante nuove motivazioni allegate alla richiesta per le catture dei richiami. Secondo Federcaccia Brescia, il Ministero dell’Ambiente ha fatto solamente propaganda politica, visto che il risultato delle due riunioni di Roma è stato pari a zero. La speranza è quella di aver sbagliato valutazioni.

Beretta 690 Sporting calibro 12/76

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La guardia lucidata e abbellita da un’incisione realizzata con i nuovi metodi oggi disponibili
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Il Beretta 690 Sporting I in calibro 12/76 si presenta con guardia lucidata e abbellita da un’incisione realizzata con i nuovi metodi oggi disponibili

Grazie alla Beretta abbiamo avuto agio di provare al campo di tiro di Bettolino (BS) un esemplare del sovrapposto Beretta 690 Sporting I apprezzandone le qualità che lo rendono un epigono nello specifico settore. La quotazione favorevole abbinata a canne e strozzatori di alto livello tecnico e di rendimento danno questo sovrapposto tra i più scelti dagli appassionati. Le caratteristiche vedono la classica bascula con semiperni e orecchioni con l’aggiunta delle spallature laterali contro cui lavorano i tasselli di contrasto fissati al monobloc: in questi poi si inseriscono i chiavistelli troncoconici posti nella faccia di bascula.

I bracci di leva che si creano allo sparo sono pressoché nulli per la canna inferiore e minimi per quella superiore così che il fucile ha una stabilità marcata al tiro e una fenomenale durata nelle tenute e chiusure. Lo scatto assai accurato è monogrillo con selettore di sparo posto nella slitta della sicura. Le canne sono del tipo Sporting Steelium Optima Bore HP, camerate per il calibro 12/76, lunghe nell’esemplare provato 81 cm, ma sono disponibili anche da 71e 76 cm: subiscono un trattamento antiriflesso e vengono unite da bindelle laterali ventilate a cui si aggiunge quella superiore con misure 10×8 mm.

Gli strozzatori esterni del tipo Optima Choke High Performance sono di rapida sostituzione per adattare la rosata ai parametri più favorevoli di bersagli e distanza. Calcio con impugnatura a pistola e asta sagomata per una presa ben ferma sono ricavati da legno di noce di classe 2,5, con verniciatura a olio semiopaca, zigrini a laser con cuspidi ben rilevate; l’abbellimento è dato dalle nuove incisioni floreali di aspetto assai gradevole.

Sul campo si apprezza la facilità di impiego e anche tiratori che non frequentano abitualmente le pedane riescono, dopo pochi colpi, ad avere padronanza del fucile: abbiamo particolarmente apprezzato la dolcezza di manovra in apertura e chiusura grazie alla leva sovrastampata soft touch, la prontezza e la fluidità degli scatti, la corretta taratura degli eiettori e, in particolare l’assetto allo sparo garantito dall’equilibratura, dal peso intorno ai 3.500 g e dal calciolo antirinculo Microcore. Alcuni piattelli rotti bene e non solo scheggiati, con la seconda canna a distanze impensabili cerziorano anche i più scettici sulla resa di questo impianto balistico.

Scheda tecnica:
Costruttore: Fabbrica d’Armi Pietro Beretta S.P.A. – via Pietro Beretta, 18 – 25063 Gardone VT (BS) – Tel. 030 83411 – Fax 030 8341399 – www.beretta.com
Modello: 690 Sporting I
Tipo: fucile da Sporting a due canne lisce sovrapposte
Calibro: 12/76
Funzionamento: canne basculanti
Bascula: in acciaio legato lavorato all’utensile
Batterie: corte
Canne: lunghe 81 cm (in alternativa 71 o 76 cm) Steelium OptimaBore HP – giunzione con monobloc di culatta
Strozzatori: esterni intercambiabili Optima Choke High Performance (anche per pallini di acciaio per strozzature 5-4 stelle)
Congegno di scatto: diretto con monogrillo e selettore
Estrattori/eiettori: automatici
Linea di mira: bindella piana ventilata ombreggiata – mirino a barretta tonda bianca
Sicura: a tasto sulla codetta superiore di bascula con selettore di sparo
Calciatura: in due pezzi – legni di noce di classe 2,5 con finitura a olio – impugnatura a pistola e asta sagomata – calciolo Microcore in gomma nera –
Finiture: finitura satinata alla bascula con parti lucidate e incise – canne brunite
Peso: 3.500 g circa con canne da 81 cm
Prezzo informativo: a partire da 2.799,00 €

Nel Maceratese un convegno su ZRC e fauna stanziale e migratoria

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Fauna stanziale e migratoriaSabato 6 maggio 2017 il Teatro Comunale “Nicola Degli Angeli” di Montelupone (provincia di Macerata) ospiterà un incontro organizzato dall’Ambito Territoriale di Caccia Macerata 2 “Val di Chienti” insieme alla Federcaccia provinciale di Macerata. Si parlerà della gestione delle zone di ripopolamento e cattura e delle aree di rispetto venatorio per un incremento della fauna stanziale e migratoria. Dopo i saluti delle autorità e l’apertura dei lavori si conosceranno i vari interventi.

Andrea Brusaferro parlerà dei nuovi indirizzi per la gestione delle zone di ripopolamento e cattura e delle aree di rispetto venatorio. Subito dopo Loredana Borraccini approfondirà una tematica da sempre molto “calda”, quella del calendario venatorio: si parlerà quindi della stagione 2017-2018 e della caccia in deroga.

Daniele Sparvoli, invece, si occuperà del calendario per il prelievo in forma selettiva degli ungulati, ovviamente sempre in relazione alla stagione 2017-2018. Una volta conclusi gli interventi, il programma prevede uno spazio per il dibattito su questi temi, con la moderazione affidata a Nazzareno Galassi, numero uno di Federcaccia Macerata. Infine, la giornata si concluderà alle 18 con un aperitivo a buffet che verrà offerto a tutti i partecipanti.

Cacciatori: Todi, “Sulle tracce della fauna selvatica”, progetto di educazione ambientale

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Cinghiali - Sus Scrofa
Cinghiali – Sus Scrofa

Cacciatori in erba nel perugino. “Sulle tracce della fauna selvatica” è il progetto di educazione ambientale promosso dall’Ambito Territoriale di Caccia Perugia 2 (ATC PG 2) per condurre gli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole elementari di Todi e Spoleto alla scoperta della ricchezza faunistica del comprensorio e delle varie specie animali che lo popolano, come lepri, fagiani, caprioli e cinghiali.

Lezioni in classe e visita con esperti L’iniziativa, patrocinata della Regione Umbria e dall’Ufficio scolastico provinciale di Perugia, nasce grazie alla proficua collaborazione tra le varie associazioni venatorie che compongono l’Ambito Territoriale di Caccia Perugia 2 e Legambiente Umbria.

Mercoledì 26 aprile sono stati protagonisti i bambini della scuola Ponterio di Todi, coinvolti dapprima in una lezione in classe sugli animali del luogo, condotta da esperti faunistici e ambientali, e successivamente in un’uscita nei boschi per visitare le strutture faunistiche del territorio finalizzate alla tutela e all’incremento di alcune specie. Una giornata a contatto con la natura, dunque, in zone protette dell’ATC PG 2 dove i piccoli visitatori, ‘armati’ di macchina fotografica e blocco per gli appunti, hanno potuto osservare da vicino i luoghi e le abitudini della fauna selvatica.

Conoscere il territorio “Uno degli elementi vincenti dell’iniziativa – ha spiegato Luciano Calabresi, presidente dell’ATC Perugia 2 – è quello di far scoprire ai giovani studenti il grande patrimonio ambientale e faunistico del territorio che, invece, troppo spesso non è conosciuto e quindi non viene debitamente apprezzato e valorizzato. Grazie a simili iniziative, i ragazzi possono comprendere la reale portata di questa ricchezza e del lavoro che facciamo per conservarla e incrementarla”.

“Questo percorso – ha aggiunto Luciano Calabresi – serve anche a dare una visione diversa del cacciatore, non più come  un ‘distruttore’ della natura, ma come colui che la vive e la ama. Grazie all’impegno di tantissimi volontari che gestiscono fauna e strutture faunistiche lavoriamo nel rispetto dell’ambiente e per l’equilibrio delle specie animali”.

Leggere il libro della natura “Questo progetto –  ha spiegato Fausto Cambiotti, componente Comitato di gestione ATC PG 2 – ha preso in considerazione soprattutto il cinghiale e il lupo ma in realtà è stato il pretesto per uscire e leggere il libro della natura in tutte le sue espressioni e sfumature. È un’esperienza molto bella che l’ATC vuole continuare a fare”.

Educazione ambientale “Legambiente – ha commentato Brigida Stanziola, direttrice Legambiente Umbria – da qualche anno concentra la sua attività sull’educazione ambientale e sui percorsi didattici. La collaborazione con l’ATC è stata fondamentale per affrontare temi come la biodiversità, gli habitat naturali e il rapporto con il territorio. In particolare, nei percorsi educativi abbiamo previsto sia incontri in classe che uscite sul territorio, concentrandoci comunque sull’esperienza laboratoriale”.

Le tre anime del progetto “Siamo contenti – ha concluso Luigi De Bonis, dipendente ATC PG 2 – perché siamo riusciti a far emergere le tre anime del progetto, ambientalista, venatoria e agricola”.

Fonte: UmbriaDomani

Inanellamento a Ponza: catturati stiaccini, rigogoli e balie

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Inanellamento a PonzaLa Stazione di Inanellamento di Ponza ha aggiornato la situazione della struttura, visto che ormai è stata superata la metà della stagione 2017, dunque si può anche azzardare un primo bilancio. Il sentimento prevalente è quello della soddisfazione, visto che le attività della stazione stanno procedendo in maniera spedita e regolare. Nel corso dell’ultimo periodo di inanellamento, la media delle catture giornaliere è stata pari a circa 500 uccelli.

I picchi sono stati registrati nelle giornate del 23 e del 24 aprile scorsi, giorni in cui il lavoro è stato caratterizzato dal pieno regime. Per quel che riguarda invece le specie maggiormente catturate, una ipotetica classifica vedrebbe nelle prime tre posizioni le balie, gli stiaccini e i rigogoli. Non sono comunque mancate le sorprese di tanto in tanto.

Le condizioni meteorologiche sono state variabili, con un tempo per lo più soleggiato e qualche giorno ventoso: una parte delle reti è stata chiusa proprio per questo motivo. Nel bollettino della stazione di Ponza c’è anche una conclusione piuttosto poetica: “Ventosa o no, la vista è sempre e comunque splendida dalla nostra cima“.

A Bagno a Ripoli (FI) la trentaseiesima Sagra del Cinghiale

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Sagra del Cinghiale

Sagra del CinghialeTre fine settimana interamente dedicati ai piatti di cinghiale nelle loro versioni più gustose e ricercate. Si sta parlando della Sagra del Cinghiale che si svolgerà a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, dal 29 aprile al 14 maggio: la manifestazione è ben consolidata nel tempo, tanto è vero che è giunta ormai alla sua trentaseiesima edizione, un traguardo ragguardevole. Le deliziose carni dell’ungulato saranno le assolute protagoniste dell’evento, con ricette davvero interessanti che vale la pena provare.

Il menù propone il tradizionale cinghiale al sugo e quello “alla Giuliano”, dal nome del cuoco che ha creato questa variante. Non mancheranno poi le lasagne di cinghiale, la polenta, le penne e i tortellini al sugo di cinghiale, la zuppa di funghi porcini, senza dimenticare la carne alla griglia. Inoltre, ci sarà spazio anche per vari affettati caserecci, in primis la soprassata.

Questa si svolgerà presso i locali del Circolo SMS Capannucia di Via Tizzano. Nelle giornate di sabato la manifestazione si svolgerà all’ora di cena, mentre la domenica e il prossimo 1° maggio ci sarà anche il pranzo. Non resta che recarsi a Bagno a Ripoli per scoprire quella che viene giustamente definita una delle migliori sagre toscane di cinghiale.

Caccia al Cinghiale sul limitare del campo

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Caccia al Cinghiale sul limitare del campo. Una battuta di caccia al cinghiale come tante, i cacciatori alle poste attendono l’arrivo del cinghiale spinto dai cani.

L’abbaio dei cani è sempre più vicino ed improvvisamente un grosso cinghiale sbuca dalla fitta vegetazione correndo nel bel mezzo di un campo aperto; il cacciatore è pronto al tiro che senza ostacoli gli viene abbastanza facile.

Il sindaco di Uras (Oristano) contro i cacciatori: “Sono responsabili del randagismo”

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RandagismoL’intervista rilasciata da Gerardo Casciu, sindaco di Uras (provincia di Oristano), all’Unione Sarda ha scatenato la reazione del mondo venatorio isolano. Secondo Casciu, infatti, per contenere il randagismo bisognerebbe controllare le mute di cani utilizzate dai cacciatori, accusati insieme agli allevatori di essere tra i principali responsabili dell’abbandono dei cani, considerati non più all’altezza dei loro compiti. Le affermazioni hanno suscitato la replica immediata di Marco Efisio Pisanu, presidente della sezione regionale della Sardegna di Caccia-Pesca-Ambiente.

Pisanu si è rivolto proprio al primo cittadino con una lettera, sottolineando come le parole stiano gettando discredito su un’intera categoria, denotando una scarsa conoscenza delle regole sul possesso dei cani. I possessori, cacciatori in primis, devono registrare gli animali di proprietà all’anagrafe canina. Gli stessi cacciatori, poi, sono obbligati a microchippare il cane per agevolare il ritrovamento in caso di smarrimento o furto. Il microchip è fondamentale anche per l’eventuale rimborso dei danni causati dagli animali nel corso dell’attività venatoria.

Casciu è stato accusato di aver “sparato nel mucchio” con la sua intervista, quando invece i cacciatori si sono mostrati sempre attaccati alla loro terra e disponibili ad aiutare chi è in maggiore difficoltà. Pisanu ha ricordato come il mondo venatorio sia contrario al randagismo, responsabile di gravi danni alla fauna, in particolare quella nobile stanziale: per tutti questi motivi, il sindaco è stato invitato a rettificare e a scusarsi.

Caccia al Muflone in Spagna con Browning Maral

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Caccia al Muflone in Spagna con Browning Maral. In questo video Alberto Rizzini, sempre accompagnato dalla sua carabina Browning Maral, ci porta in Spagna per cacciare il muflone. (Video BrowningItalia)