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Prova cinofila con sparo, torna il Trofeo “Quaglia d’Oro” a Lainate (MI)

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allenare il cane con le quaglie

Trofeo "Quaglia d'Oro"Una vera e propria istituzione negli anni Cinquanta del secolo scorso e poi l’improvvisa sparizione: il Trofeo “Quaglia d’oro”, gara su quaglie liberate con abbattimento, tornerà dopo diverso tempo, riprendendo vita sabato 28 e domenica 29 maggio a Lainate (provincia di Milano). La prova potrà beneficiare dell’alto patrocinio della sezione provinciale di Milano-Monza Brianza della Federazione Italiana della Caccia. L’organizzazione, invece, è stata curata dalla sezione comunale “Giuseppe Signò” dei cacciatori lainatesi: tra l’altro, l’iniziativa verrà coordinata da Mauro Minuti, imprenditore e responsabile cinofilo piuttosto noto.

Il lungo periodo di interruzione non ha fatto diminuire l’entusiasmo e la passione e questa prova vuole nuovamente inserirsi nel calendario regionale per diventare uno dei principali e più qualificati appuntamenti dell’anno. La sede scelta è quella della Zona Addestramento Cani “San Vito” di Lainate-Caronno Pertusella. Verrà ammesso lo sparatore e l’inizio della gara è previsto alle 14 per quel che riguarda la giornata di sabato e alle 7:30 per la domenica.

Sarà in vigore il regolamento del campo di gara e i premi da assegnare sono interessanti. In effetti, sia per le razze Inglesi che quelle Continentali, i primi tre classificati riceveranno una medaglia d’oro, il quarto vincerà una cena per due persone, mentre è previsto un salame dal quinto al decimo posto. Il vincitore del derby, infine, conquisterà il Trofeo Federcaccia “Quaglia d’oro”.

A Vasanello (VT) 14ª edizione de “La Taverna dei Cinghialai”

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Taverna dei Cinghialai

Taverna dei CinghialaiQuattordici edizioni: la Taverna dei Cinghialai di Vasanello (provincia di Viterbo) vanta già una lunga storia e torna in grande stile con ben quattro giorni dedicati al gusto e alla tradizione locale. Rispetto allo scorso anno è stata aggiunta una giornata in più: la cittadina laziale ospiterà l’evento dal 2 al 5 giugno prossimi, come di consueto all’interno del Palazzo del Modio, in pieno centro storico. L’appuntamento prevede una cena esclusivamente a base di cinghiale del posto. Che cosa è stato inserito quest’anno nel menù?

Si comincerà con il ricco antipasto del cinghialaro, nello specifico salumi a base di cinghiale. Si proseguirà poi con le pappardelle al cinghiale (nelle due versioni in bianco e al sugo), un primo piatto tradizionale che non poteva mancare. Il programma include anche bocconcini di cinghiale, a scelta tra pomodoro, bianco e tartufato.

Il contorno sarà rappresentato da insalata oppure cicoria ripassata in padella, mentre i “dolcetti del Cacciatore” e il vin santo concluderanno il pasto. L’inizio è stato fissato per le 20 ed è gradita la prenotazione. L’associazione che organizza questa cena è composta da un gruppo di cacciatori di Vasanello, protagonisti di iniziative legate alla gastronomia e alla scoperta del territorio. Il menù avrà un prezzo fisso (25 euro) e non mancheranno il vino locale, il caffè e l’ammazza-caffè.

Legambiente: “Il calendario venatorio 2016-2017 dell’Umbria è illegittimo”

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calendario venatorio 2016-2017 dell'UmbriaQuello di Legambiente è stato l’unico parere contrario al calendario venatorio 2016-2017 dell’Umbria nel corso dell’audizione della Terza Commissione Consiliare. Quali sono gli aspetti che non hanno convinto l’associazione ambientalista? Secondo quanto riferito da Alessandra Paciotto, numero uno della sezione regionale, il calendario è caratterizzato da troppi profili di illegittimità.

Paciotto ha spiegato come la Direttiva Uccelli e la Legge sulla Caccia richiedano il rispetto del divieto assoluto di prelievo venatorio per quel che riguarda gli uccelli migratori fin dall’inizio della migrazione prenuziale. Legambiente è convinta che l’Umbria stia per approvare un calendario fuorilegge: il voto favorevole, inoltre, farebbe aprire automaticamente una procedura d’infrazione contro l’Italia. L’associazione si attende il rispetto e la difesa dello “straordinario patrimonio di biodiversità”.

La nota ufficiale di Legambiente, poi, riassumere le norme in vigore nel nostro paese per quel che concerne la caccia e la protezione della fauna selvatica omeoterma. In particolare, il comunicato fa riferimento all’impossibilità di cacciare gli uccelli selvatici nel corso della stagione riproduttiva e di dipendenza dai giovani dai genitori, come anche – per le specie migratrici – durante il ritorno ai luoghi di nidificazione. Nonostante questo parere contrario, l’approvazione del nuovo calendario venatorio procede in maniera spedita: dopo la pre-adozione della bozza lo scorso mese, ora si attendono le prossime audizioni prima del varo definitivo.

Federcaccia, a Reggio Calabria si assegna il Trofeo del Mediterraneo

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Gara cinofila cani da caccia

Trofeo del MediterraneoLa sezione regionale della Calabria della Federazione Italiana della Caccia e il Consiglio Provinciale di Reggio Calabria hanno organizzato la terza edizione del “Trofeo del Mediterraneo”. Si tratta di una prova cinofila che è valida come prova di eccellenza e che si svolgerà i prossimi 25 e 26 giugno presso la Zona di Addestramento Cani “Piani del Prete” della città calabrese. Il programma prevede, come già spiegato, due giornate distinte.

Sabato 25 l’evento sarà aperto a tutti, mentre domenica 26 si disputerà esclusivamente la prova di eccellenza. Il regolamento in vigore in questo caso sarà quello Sant’Uberto del 2016. Chi riuscirà a vincere le batterie di sabato e di domenica andrà poi a disputare il barrage del 26 giugno. Sono stati messi in palio premi prestigiosi. Per il trionfatore del Trofeo del Mediterraneo Federcaccia assegnerà un fucile semiautomatico calibro 20 e marca “Stoeger”.

Nella giornata di sabato, inoltre, al primo classificato della batteria andrà in premio un fucile ad aria compressa, mentre ci sarà una coppa per il secondo e per il terzo. Il giorno successivo, invece, i primi tre della classifica e il miglior cane riceveranno delle coppe. Non va dimenticata nemmeno la “giacca sahariana”, da assegnare tramite sorteggio tra tutti gli iscritti alla prova. Il raduno è previsto per le 6 presso la ZAC reggina. L’armeria Martino “Casa del Cacciatore” metterà a disposizione tutti i premi a cui si è appena fatto riferimento.

In Toscana si potranno abbattere storni, gazze e cornacchie grigie

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Toscana La Regione Toscana ha approvato ufficialmente i piani per il controllo di alcune specie di uccelli per prevenire i danni al settore agricolo. Come riferito da Toscana Notizie, l’agenzia giornalistica della Giunta, presto potrebbe essere autorizzata anche la caccia in deroga allo storno. Le delibere approvate sono state dunque due: in particolare, sono previsti il controllo e l’abbattimento di storni, gazze e cornacchie grigie.

Tornando a parlare dello storno, l’ISPRA ha giù valutato in maniera positiva il piano, visto che il numero di capi che potranno essere abbattuti è molto basso, di gran lunga inferiore rispetto alla presenza della specie (centinaia di migliaia di esemplari, con la popolazione toscana raddoppiata nel giro di un decennio). Il piano parla anche dell’abbattimento di duemila storni l’anno da oggi fino al 2018, selezione che non punta comunque alla riduzione delle popolazioni. Le azioni venatorie dovranno rispettare condizioni ben precise.

Ad esempio, il controllo degli storni verrà effettuato in campi in cui ci sono frutti pendenti e con la Polizia Provinciale che monitorerà ogni intervento. I controlli, inoltre, inizieranno all’alba e termineranno al tramonto, fino al prossimo 15 settembre. Dal 16 settembre al 30 novembre, invece, gli abbattimenti saranno autorizzati in due giornate, il martedì e il venerdì. Le delibere, infine, hanno stabilito che 16500 gazze e 10mila cornacchie grigie potranno essere abbattute in tutta la Toscana.

I primi 150 anni della Winchester

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Winchester - Ecco i tre fucili che hanno fatto la storia del West
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Nel 150° anniversario di Winchester ecco i tre fucili che hanno fatto la storia di questa azienda. Dall’alto: modello 70, modello 1873 e in basso modello 1866 Yellow Boy.

Una nota della Winchester da poco arrivata segnala come il 22 maggio 2016 la Casa abbia compiuto i 150 anni e ricorda i tre capisaldi della produzione indicandoli in questi specifici fucili. Il primo prodotto a marchio Winchester è il Modello 1866, detto familiarmente Yellow Boy per il suo castello in ottone lucidato così riconoscibile e caratteristico: è il fucile in cui il funzionamento a leva ha raggiunto una speditezza e una costanza di resa prima inarrivabili e che ha permesso di sparare a una velocità incredibile una cospicua serie di colpi, anche in calibri dotati di un’apprezzabile energia. Il secondo è il Modello 1873, l’evoluzione del precedente, declinato in un’ampia serie di calibri fra cui diversi da pistola per uniformare il munizionamento di chi si accingeva a battere territori dove i rifornimenti di ogni genere erano un’aspettativa irrealizzata: è il modello che ha consentito una diffusione enorme del marchio e si può ben affermare che abbia validamente sostenuto la colonizzazione del West.

Terzo è il fucile Modello 70, una carabina moderna e innovativa che dal 1936 calca la scena venatoria con un successo encomiabile dovuto al suo otturatore con estrattore positivo, alla sua sicura a tre posizioni di assoluta garanzia, al suo scatto tuttora un esempio di stupefacente semplicità e altrettanto ammirevole funzionalità, alle canne garanti di una elevatissima precisione, all’equilibrio dell’insieme tuttora difficilmente superabile. Proponiamo alcune immagini attinenti il richiamo dell’azienda su tali modelli.

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winchester_1873winchester_modello_70_carabina_cacciaLa Casa nel 1966 aveva celebrato il centenario del primo Modello 1866 con un’edizione limitata, chiamata appunto Centennial, riportando la consolidata meccanica del Modello 1894 su un castello ancora in ottone lucidato: l’effetto era stato ed è tuttora notevole. Un esemplare originale del Modello 1873, con canna lunga e a sezione ottagonale, mostra i segni del tempo e dell’uso, ma nonostante tutto o forse proprio per queste vecchie tacche sul legno e la sbrunitura dell’acciaio ha acquistato un fascino impagabile: il calibro camerato è proprio uno di quelli bivalenti, per arma corta e lunga, il .32-20 WCF è un poco deboluccio ai nostri occhi, ma serve a datare verso il 1884 la fabbricazione del pezzo.

Un fucile Modello 70 Classic Sporter dei primissimi Anni 90 del XX secolo raduna in sé le prerogative del suo predecessore, nato nel 1936, e ulteriormente migliorate in queste produzioni raffinate: il De Haas, autore statunitense di analisi armiere riferite alle armi lunghe rigate, ben conosciuto dagli appassionati, aveva definito questo tipo The Riflemen Rifle, il fucile per il cacciatore a canna rigata indicando come per molti anni fosse stata la sua arma preferita. Camerato in moti calibri questo esemplare è in un classico degli anni passati, il .264 Win. Mag. una cartuccia che ha fatto un passo indietro di fronte ai 7 mm ad alta intensità, ma che conserva intatte prerogative di vertice.

Lunga vita alla Winchester e alle sue realizzazioni.

Ente Produttori Selvaggina, Galdino Cartoni è il nuovo presidente

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EPS - Ente Produttori Selvaggina - Associazione Venatoria

Ente Produttori SelvagginaL’Ente Produttori di Selvaggina (EPS) ha una nuova guida: Galdino Cartoni è stato eletto presidente nel corso del Consiglio Direttivo dell’associazione, il quale si è svolto nella sede nazionale della Confagricoltura, a Roma. Cartoni è un famoso agricoltore capitolino, oltre che presidente della sezione regionale del Lazio dello stesso EPS: l’istituto raggruppa insieme le aziende faunistico-venatorie, gli istituti privati di caccia e anche molti cacciatori.

Nel corso dell’insediamento ha voluto ricordare come l’Ente viva attualmente una fase piuttosto delicata. In particolare, si è fatto riferimento alle opportunità che dovranno essere colte nel corso dei prossimi mesi per accrescere il consenso. Cartoni ha assicurato un incontro in tempi rapidi con le associazioni del settore agricolo, quelle venatorie e gli ambientalisti, visto che uno degli obiettivi da raggiungere è il superamento dei problemi e delle incomprensioni.

Il neo-presidente nazionale ha rimarcato gli ottimi rapporti con Confagricoltura, tanto è vero che ci saranno aperture di nuove sedi in tutto il paese. Il vicepresidente sarà invece Silvano Toso, ex direttore dell’ISPRA. Le iniziative future dipenderanno molto dai rapporti con il Ministero dell’Agricoltura. Cartoni è stato protagonista circa un mese fa di una giornata di studio promossa dalla sede di Viterbo dell’EPS, dedicata nello specifico agli istituti a gestione privata della caccia.

Contrassegno dei natanti nella Laguna Veneta

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Laguna di Venezia

E’ con soddisfazione – esordisce il Vice Presidente regionale dell’ ARCI Caccia del Veneto Piergiorgio Fassini – che a quasi nove mesi dall’interrogazione con la quale il Vice Presidente del Consiglio regionale Bruno Pigozzo aveva chiesto l’introduzione di sistemi informatici tramite collegamento on line per semplificare le procedure e agevolare gli utenti nel  rinnovo dei contrassegni di navigazione per i natanti da diporto a motore con potenza installata superiore a 10 HP (7,36 KW) circolanti nella Laguna Veneta e la proroga della loro scadenza al 30 giugno 2016, che accogliamo la proposta fatta dall’assessore Elisa De Berti in sede di Commissione consiliare.

“In tutto questo tempo – continua Fassini – abbiamo continuato a interloquire e sollecitare i rappresentanti regionali al fine di assicurare ai circa 50.000 cacciatori, pescatori amatoriali, amanti della natura, diportisti che possiedono un contrassegno di navigazione per la laguna di Venezia, una procedura meno onerosa e più snella che consenta comunque l’aggiornamento della banca dati nata circa 15 anni or sono”.

Seppur con ritardo – conclude Fassini – siamo contenti che la nostra tenacia cominci a dare dei frutti. Allargare i tempi di validità del contrassegno da 4 a 8 anni, introdurre tre finestre temporali per consentire in un triennio di convalidare tutti i contrassegni e, soprattutto, prevedere la convalida mediante strumenti informatici on line, sono tutti argomenti che trovano il nostro plauso. Non era possibile creare ulteriori balzelli di tempo e di denaro ai cittadini.

Ringraziamo quindi tutti quelli che assieme a noi si sono battuti perché si trovasse una soluzione a questa problematica. Vigileremo affinchè ciò che oggi viene proposto in Commissione consiliare trovi la giusta rispondenza normativa per dare risposte certe e semplificate ai numerosi cittadini dell’area lagunare interessati. Ricordo che tra i frequentatori della laguna, i cacciatori e i pescatori hanno grande rilevanza, sia sotto il profilo numerico, sia sotto l’aspetto della conoscenza e della tutela dell’ambiente lagunare.

Padova, 24 maggio 2016

Peste suina africana, 258 cinghiali colpiti in Sardegna

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Branco di cinghiali

Peste suina africana In Sardegna l’attenzione rimane molto alta sulla questione della peste suina africana e la gestione dei cinghiali malati. Come riferito dal sito web Cagliaripad.it, sono stati resi noti i numeri relativi agli ungulati abbattuti nel corso delle battute di caccia e che sono risultati positivi alle analisi veterinarie. Nel dettaglio, tra il 2015 e quest’anno i campioni conferiti alle Asl sono stati 12734, con 245 risultati sieropositivi e 13 virus-positivi. I problemi principali si riferiscono all’area di Buddusò, in provincia di Olbia-Tempio: la zona include i terreni di Bitti, Alà dei Sardi, Bultei, Bolotana, Osilo, Seulo e Chiaramonti.

Nel corso della giornata di ieri, mercoledì 25 maggio 2016, si è parlato proprio di questi numeri a Cagliari, più precisamente nella sala riunioni del palazzo della Regione. I rappresentanti del progetto per l’eradicazione della peste suina africana e quelli delle associazioni venatorie hanno partecipato per aggiornare la situazione e informare. Uno dei provvedimenti principali è stato senza dubbio la proroga della scadenza prevista per comunicare ai servizi veterinari della Asl, alla vigilanza ambientale e alla stazione forestale il nome del soggetto referente per la caccia al cinghiale.

I cacciatori avranno infatti tempo fino al prossimo 27 giugno (inizialmente si era pensato al 1° giugno, una data troppo “vicina”). Le comunicazioni dovranno riguardare anche indirizzi, località e coordinate GPS della raccolta di cinghiali abbattuti. Come sottolineato da Alessandro De Martini, responsabile dell’unità di progetto, le porte degli uffici sono sempre aperte a nuove proposte, oltre alle domande di chi è interessato a saperne di più.

La Fondazione UNA Onlus al Game Fair 2016

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fondazione-una-onlusGrosseto, 26 maggio 2016 – Tra queste la Fondazione UNA organizzerà una lotteria di beneficenza a cui potranno partecipare tutti i visitatori del Game Fair. I biglietti saranno acquistabili all’interno della Fiera (stand UNA, CNCN, Federcaccia Arcicaccia) e saranno distribuiti dal personale della Fondazione UNA Onlus per tutta la durata della manifestazione. Il 29 maggio, a seguito della chiusura del Game Fair, avverrà l’estrazione dei sei biglietti vincitori alla presenza di un ufficiale di controllo. I primi due biglietti estratti vinceranno due fucili messi in palio da Beretta e Benelli, mentre alle altre 4 posizioni verranno assegnate centinaia di cartucce messe a disposizione da Fiocchi e Baschieri&Pellagri. Il ricavato dei biglietti sarà interamente devoluto ai progetti sostenuti dalla Fondazione UNA Onlus. Ma la presenza della Fondazione UNA Onlus all’interno del Game Fair sarà soprattutto divulgativa.

La Fondazione, infatti, sarà presente con un proprio stand e con punti informativi situati negli stand di Federcaccia e Arcicaccia. Qui i visitatori potranno conoscere e approfondire attività e mission di UNA, contribuendo a sostenere i progetti che porta avanti, come quello dedicato allo studio e al monitoraggio della fauna selvatica, ed in particolare degli ungulati. Mai come in questo anno anche i casi di cronaca ci hanno ricordato l’urgenza di affrontare in modo diverso le questioni relative alla gestione dell’ambiente e del patrimonio faunistico, in particolare quello selvatico. Il problema della sovrabbondanza di certe specie, come quella dei cinghiali, richiede riposte nuove e deve essere affrontata con equilibrio e pragmatismo, basandosi sul costante aggiornamento dei dati e cogliendo le opportunità economiche ed occupazionali derivanti dalla corretta gestione della fauna selvatica. Tali obiettivi sono alla base del progetto “La Carta d’identità degli ungulati selvatici” curato da ISPRA, Legambiente, Federcaccia, Arcicaccia e AnuuMigratoristi e sostenuto con convinzione dalla Fondazione UNA Onlus.

Lo spirito del progetto si concilia perfettamente con la mission costitutiva della Fondazione UNA Onlus, che consiste nel creare una sinergia programmatica tra mondi diversi e apparentemente contrastanti tra loro per dar vita ad una nuova e proficua gestione dell’ambiente attraverso la valorizzazione della biodiversità e la creazione di nuova economia e lavoro. Ma questo è uno degli esempi dei progetti in corso, a cui si aggiungono quelli relativi alla costituzione anche in Italia di una filiera tracciabile per la selvaggina (in collaborazione con l’Università di Pollenzo di Slow Food); quello in collaborazione con l’Osservatorio sulle Agromafie sulla valorizzazione delle eccellenze alimentari derivanti da pratiche venatorie rispettose della legge; il progetto di salvaguardia dell’orso marsicano (di cui restano soltanto 50 esemplari), realizzato in collaborazione con il Parco nazionale d’Abruzzo; infine quello relativo alla costruzione di una governance europea in materia faunistica. Ciascuna di queste iniziative avrà ricadute concrete su ambiente, legalità e lavoro: contrasto al bracconaggio, azioni di conservazione della fauna e di prevenzione su incidenti stradali e danni all’agricoltura causati da alcune specie animali, diffusione di sistemi di produzione agroecologici che valorizzino la biodiversità per un uso compatibile delle risorse territoriali, maggiori garanzie in termini di sicurezza alimentare e tutela della salute umana ed animale, valorizzazione delle più efficaci ed efficienti esperienze di governance nei vari Paesi europei in materia di gestione faunistica, creazione di attività produttive in materia alimentare basate su un corretto equilibrio tra uomo e natura.

“Con la presenza all’interno del Game Fair continua il percorso di consolidamento della Fondazione UNA Onlus – ha dichiarato il Presidente Nicola Perrotti – che mira ad essere riconosciuta da opinione pubblica e istituzioni come un riferimento imprescindibile per la gestione dell’ambiente e del territorio. All’interno di questo importante appuntamento del mondo venatorio esporremo la nostra mission e i progetti che ci vedono impegnati da mesi e che stanno già generando risultati concreti. Il percorso della Fondazione UNA è appena iniziato – ha concluso il Presidente Perrotti – e crediamo fortemente che Game Fair 2016 rappresenti per noi una tappa fondamentale di arricchimento e di crescita”.

CHI SIAMO: La Fondazione UNA Onlus (Uomo, Natura, Ambiente) nasce dal confronto tra mondo ambientalista, agricolo, venatorio, scientifico e accademico, per far compiere un salto di qualità nella tutela e nella gestione della natura. Tale sinergia si è concretizzata in 5 progetti dedicati alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità. Si tratta di un vero cambiamento culturale che mette in connessione idee e progetti in cui i valori tradizionali delle comunità, il presidio del territorio e le attività ecologiche diventino un nuovo modo di agire dell’uomo, finalmente in equilibrio con l’evoluzione della natura.

Fondazione UNA Onlus