| Lunghezza Avambraccio (cm) | Lunghezza calcio (cm) |
| 37 | 35 |
| 38 | 36 |
| 38 | 37 |
| 39 | 37 |
| 40 | 38 |
| 41 | 39 |
| 42 | 40 |
Vantaggio. Non è altro che una deviazione del calcio verso destra o sinistra e la si nota ad una distanza di circa due metri da chi imbraccia l’arma. La parte interessata è il petto . Ecco quali devono essere le proòporzioni con la deviazione del calcio.
| Larghezza al petto (cm) | Vantaggio al tallone (mm) |
| 49 | 20 |
| 49 | 18 |
| 47 | 16 |
| 45 | 14 |
| 43 | 12 |
Calibro. Errata la definizione che potrebbe sembrar logica: “la misura in millimetri del diametro alla bocca della canna”. Se fosse vero il calibro dieci non sarebbe più largo del 12 che a sua volta è maggiore del 16 e del 24. Il perché ha lontane origini. Quando furono costruiti i primi fucili si convenne che il calibro dell’arma da caccia ad anima liscia fosse la risultante del numero di sfere di piombo fuse da una libbra di metallo (gr. 453,6) con diametro uguale a quello della canna. Un fucile quindi era di calibro 20 quando dalla libbra si ricavavano venti sfere con egual diametro della canna. Nel tempo si crearono equivoci anche causa dell’invenzione della strozzatura ed una commissione internazionale di esperti nel 1910 decise che il calibro fosse equivalente alla lunghezza del diametro della canna misurata però a 23 centimetri dalla culatta. Fu però consentito ai produttori di punzonare le canne con una tolleranza minore o maggiore di mm. 0,2.
| Calibro nominale Numero Cal. Effettivo | Calibro effettivo mm Cal Nominale | Peso palla di piombo | |
| 8 | 21.0 | 55.9 | 56.6 |
| 10 | 19.5 | 42 | 45.4 |
| 12 | 18.3 | 35.4 | 37.8 |
| 20 | 15.8 | 22.7 | 22.7 |
| 14,9 | 19.0 | 18.9 |
Gli Inglesi pretesero però di punzonare le canne in maniera diversa in modo da indicare la variazione del diametro della canna che nel calibro 12 è compresa fra mm. 18,3 e 19,05.Una canna inglese punzonata 12/1 ha diametro, a cm 22,8 dal vivo di culatta,( i costruttori di altre nazioni misurano cm 23) compreso fra mm. 18,80 e 19,05. Con il cal.12 invece il diametro è fra mm. 18,52 e 18,79. Nelle armi a canna rigata il calibro- si misura in mm - è la distanza fra i pieni di due righe diametralmente opposte. La rigatura ( il numero è compreso fra 3 e 10) non è altro che solchi elicoidali che imprimono al proiettile un movimento di traslazione rettilinea ed un moto di rotazione attorno all’asse meccanico e ne rendono quindi stabile la traiettoria. Le armi rigate hanno particolari vocaboli:
Rigatura: solco elicoidale nella canna
Riga. Solco.
Pieno. Nervatura fra due solchi contigui.
Inclinazione. Angolo creato dalle righe con le generatrici. Se non varia di dimensione la rigatura retta ha forma elicoidale, qualora diventi maggiore verso la bocca la rigatura si dice progressiva e forma una curva ad arco di parabola o di cerchio.
Passo. Distanza, calcolata su una generatrice fra due punti che incontrano la generatrice stessa.
Forzamento. E’ lo sforzo necessario a provocare intagli nel proiettile.
Canne. Si dividono in due parti, la posteriore detta culatta e la anteriore che termina con la bocca ed è conosciuta come volata. La prima parte della culatta si chiama camera di cartuccia preceduta da una piccola sede per alloggiare il collarino della munizione poi il raccordo fra la “camera” e l’anima, concludendosi poi con un raccordo di strozzatura, di solito non inferiore a 9 e non superiore a 12 mm., che, a seconda dei fucili, può essere tronco conico oppure retto e infine la strozzatura. Tutte le canne montate sui fucili sono sicure perché preventivamente sperimentate al Banco nazionale di prova, ma può accadere - sempre più raramente - che scoppino e quando avviene è quasi sempre per inosservanza di alcuni accorgimenti od un uso errato dell’arma. Una canna deve avere alcune caratteristiche fondamentali fra cui la resistenza a pressioni interne, e la si ottiene con materiale ottimo e ben lavorato ed inoltre l’uniformità dello spessore.
La leggerezza è importante ma non deve andare a scapito della sicurezza. Infine è ottima se ha un elevato coefficiente di allungamento: qualora si creino condizioni anomale, prima di scoppiare deve deformarsi ed in molti casi questa caratteristica evita inconvenienti gravi a chi ha premuto il grilletto. Importante anche ai fini della sicurezza il sistema di giunzione.
Canne saldate con ottone in culatta. I tenoni sono incastrati a coda di rondine e saldati con ottone e stagno.
Demi bloc. Bindelle saldate a stagno a metà del massello dei tenoni forgiato con la canna. Monobloc. Culatta, tenoni e prolungamento bindella da un unico pezzo di acciaio. La parte terminale della canna, ricoperta di stagno, viene inserita a freddo nel manicotto che, fatto dilatare ad una temperatura di circa circa 300°, espelle poi, raffreddandosi lo stagno in eccedenza.
Camera di scoppio.E’ la parte della canna in cui si colloca la cartuccia e non dovrebbe mai essere più larga di un decimillesimo di pollice del bossolo più piccolo e con asse coincidente con quello della canna. La lunghezza può essere compresa fra 65 e 75 mm ma nella maggior parte delle armi da caccia è di 70 mm. una misura a cui è stata uniformata anche quella delle cartucce. E’ sconsigliabile utilizzare cartucce di lunghezza diversa dalla camera di scoppio.
Bindella. Può essere centrale (unica striscia di metallo saldata alla canna) o doppia. La prima è più leggera e delineerebbe meglio il profilo delle bocche la seconda invece collegherebbe meglio i tubi irrobustendo il fucile. Allo sparo infatti la canna subisce un allungamento ed un allargamento. Nelle armi ad una sola canna le deformazioni non provocano deviazioni all’asse mentre nelle doppiette e nei sovrapposti si hanno deviazioni verticali. Le canne con bindella centrale hanno una maggior giustezza di tiro ( i centri delle rosate di una serie di colpi hanno maggiore o minore dispersione mentre le canne “legate” fra loro con con doppia bindella hanno più precisione ( i centri delle rose sono distribuiti vicino al punto mirato)
Lunghezza. Il grande W.W.Greener raccomandava canne lunghe almeno 68 cm, Bruno Bottura, uno dei più capaci tecnici italiani ed “inventore” dei fucili Breda che caratterizzarono gli anni Sessanta e i primi del Settanta del secolo scorso, raccomandava canne fra 70 e 72 centimetri. Più grandi sosteneva, provocano numerosi svantaggi fra cui un più lungo tempo di mira e nessun beneficio. Può accadere che al mercato dell’usato si trovino fucili da caccia con canna corta e cilindrica: accertarsi che non siano tali per un accorciamento, magari ben fatto ma sempre un accorciamento che squilibra l’arma. Foratura. Anche se varia la lunghezza della canna non può mai cambiare il diametro della camera di scoppio. Nel calibro 12 il diametro iniziale è di mm. 20,06 e alla fine mm. 20,03, la lunghezza invece può essere di mm. 65,70 o di mm. 76. Il raccordo- sempre nel calibro 12 - è compreso fra mm. 6 e mm. 30. L’alterazione del raccordo riduce la velocità iniziale e causa anche un indebolimento del metallo proprio in quella zona in cui è soggetto alle maggiori pressioni. La parte cilindrica - compresa fra raccordo ed inizio strozzatura- varia da mm. 18,03 a mm. 19,05 nel calibro 12. Gli Inglesi adottano nella parte cilindrica diametro fra 18,6 e 18,8, in Italia ed in Belgio si è propensi a non superare mm. 18,4. Nei fucili inglesi un minimo allargamento anteriore all ‘inizio della strozzatura non è un difetto ma un intervento del costruttore per ottenere una più idonea distribuzione della rosata. Il tecnico che ha eseguito la lavorazione è il cosiddetto Barrel regulator, ben diverso quindi da colui che invece avrà eseguito una smerigliatura per cancellare qualsiasi traccia di corrosione.In questo caso la canna, è vero, tornerà come nuova ma darà una resa inferiore.
Strozzatura. Prima di Greener, il famoso fabbricante inglese, tutte le canne erano cilindriche e lunghe persino 96 centimetri proprio perché si riteneva che la lunghezza potesse favorire una maggior efficacia dei proiettili su bersagli distanti. Attualmente hanno una strozzatura, cioè un diametro minore alla bocca che in tutti gli altri punti. Differenti i sistemi per eseguirla: perforazione del cilindro della canna per quasi tutta la sua lunghezza riducendo infine il diametro a 7 cm dalla bocca.Allargamento dell’anima della canna poco dopo la bocca fino a poco meno di 10 cm verso la culatta Ampliamento della canna dalla culatta fino a 7 cm dalla bocca . Le diverse strozzature sono comunemente note come: piena, mezza, un quarto, cilindrica modificata, cilindrica . Greener affermava che se si sparava contro una placca a 36 metri con cartucce di 32 grammi di pallini del numero 6, quindi 304 sferette, si avevano i risultati seguenti.
Rigatura: solco elicoidale nella canna
Riga. Solco.
Pieno. Nervatura fra due solchi contigui.
Inclinazione. Angolo creato dalle righe con le generatrici. Se non varia di dimensione la rigatura retta ha forma elicoidale, qualora diventi maggiore verso la bocca la rigatura si dice progressiva e forma una curva ad arco di parabola o di cerchio.
Passo. Distanza, calcolata su una generatrice fra due punti che incontrano la generatrice stessa.
Forzamento. E’ lo sforzo necessario a provocare intagli nel proiettile.
Canne. Si dividono in due parti, la posteriore detta culatta e la anteriore che termina con la bocca ed è conosciuta come volata. La prima parte della culatta si chiama camera di cartuccia preceduta da una piccola sede per alloggiare il collarino della munizione poi il raccordo fra la “camera” e l’anima, concludendosi poi con un raccordo di strozzatura, di solito non inferiore a 9 e non superiore a 12 mm., che, a seconda dei fucili, può essere tronco conico oppure retto e infine la strozzatura. Tutte le canne montate sui fucili sono sicure perché preventivamente sperimentate al Banco nazionale di prova, ma può accadere - sempre più raramente - che scoppino e quando avviene è quasi sempre per inosservanza di alcuni accorgimenti od un uso errato dell’arma. Una canna deve avere alcune caratteristiche fondamentali fra cui la resistenza a pressioni interne, e la si ottiene con materiale ottimo e ben lavorato ed inoltre l’uniformità dello spessore.
La leggerezza è importante ma non deve andare a scapito della sicurezza. Infine è ottima se ha un elevato coefficiente di allungamento: qualora si creino condizioni anomale, prima di scoppiare deve deformarsi ed in molti casi questa caratteristica evita inconvenienti gravi a chi ha premuto il grilletto. Importante anche ai fini della sicurezza il sistema di giunzione.
Canne saldate con ottone in culatta. I tenoni sono incastrati a coda di rondine e saldati con ottone e stagno.
Demi bloc. Bindelle saldate a stagno a metà del massello dei tenoni forgiato con la canna. Monobloc. Culatta, tenoni e prolungamento bindella da un unico pezzo di acciaio. La parte terminale della canna, ricoperta di stagno, viene inserita a freddo nel manicotto che, fatto dilatare ad una temperatura di circa circa 300°, espelle poi, raffreddandosi lo stagno in eccedenza.
Camera di scoppio.E’ la parte della canna in cui si colloca la cartuccia e non dovrebbe mai essere più larga di un decimillesimo di pollice del bossolo più piccolo e con asse coincidente con quello della canna. La lunghezza può essere compresa fra 65 e 75 mm ma nella maggior parte delle armi da caccia è di 70 mm. una misura a cui è stata uniformata anche quella delle cartucce. E’ sconsigliabile utilizzare cartucce di lunghezza diversa dalla camera di scoppio.
Bindella. Può essere centrale (unica striscia di metallo saldata alla canna) o doppia. La prima è più leggera e delineerebbe meglio il profilo delle bocche la seconda invece collegherebbe meglio i tubi irrobustendo il fucile. Allo sparo infatti la canna subisce un allungamento ed un allargamento. Nelle armi ad una sola canna le deformazioni non provocano deviazioni all’asse mentre nelle doppiette e nei sovrapposti si hanno deviazioni verticali. Le canne con bindella centrale hanno una maggior giustezza di tiro ( i centri delle rosate di una serie di colpi hanno maggiore o minore dispersione mentre le canne “legate” fra loro con con doppia bindella hanno più precisione ( i centri delle rose sono distribuiti vicino al punto mirato)
Lunghezza. Il grande W.W.Greener raccomandava canne lunghe almeno 68 cm, Bruno Bottura, uno dei più capaci tecnici italiani ed “inventore” dei fucili Breda che caratterizzarono gli anni Sessanta e i primi del Settanta del secolo scorso, raccomandava canne fra 70 e 72 centimetri. Più grandi sosteneva, provocano numerosi svantaggi fra cui un più lungo tempo di mira e nessun beneficio. Può accadere che al mercato dell’usato si trovino fucili da caccia con canna corta e cilindrica: accertarsi che non siano tali per un accorciamento, magari ben fatto ma sempre un accorciamento che squilibra l’arma. Foratura. Anche se varia la lunghezza della canna non può mai cambiare il diametro della camera di scoppio. Nel calibro 12 il diametro iniziale è di mm. 20,06 e alla fine mm. 20,03, la lunghezza invece può essere di mm. 65,70 o di mm. 76. Il raccordo- sempre nel calibro 12 - è compreso fra mm. 6 e mm. 30. L’alterazione del raccordo riduce la velocità iniziale e causa anche un indebolimento del metallo proprio in quella zona in cui è soggetto alle maggiori pressioni. La parte cilindrica - compresa fra raccordo ed inizio strozzatura- varia da mm. 18,03 a mm. 19,05 nel calibro 12. Gli Inglesi adottano nella parte cilindrica diametro fra 18,6 e 18,8, in Italia ed in Belgio si è propensi a non superare mm. 18,4. Nei fucili inglesi un minimo allargamento anteriore all ‘inizio della strozzatura non è un difetto ma un intervento del costruttore per ottenere una più idonea distribuzione della rosata. Il tecnico che ha eseguito la lavorazione è il cosiddetto Barrel regulator, ben diverso quindi da colui che invece avrà eseguito una smerigliatura per cancellare qualsiasi traccia di corrosione.In questo caso la canna, è vero, tornerà come nuova ma darà una resa inferiore.
Strozzatura. Prima di Greener, il famoso fabbricante inglese, tutte le canne erano cilindriche e lunghe persino 96 centimetri proprio perché si riteneva che la lunghezza potesse favorire una maggior efficacia dei proiettili su bersagli distanti. Attualmente hanno una strozzatura, cioè un diametro minore alla bocca che in tutti gli altri punti. Differenti i sistemi per eseguirla: perforazione del cilindro della canna per quasi tutta la sua lunghezza riducendo infine il diametro a 7 cm dalla bocca.Allargamento dell’anima della canna poco dopo la bocca fino a poco meno di 10 cm verso la culatta Ampliamento della canna dalla culatta fino a 7 cm dalla bocca . Le diverse strozzature sono comunemente note come: piena, mezza, un quarto, cilindrica modificata, cilindrica . Greener affermava che se si sparava contro una placca a 36 metri con cartucce di 32 grammi di pallini del numero 6, quindi 304 sferette, si avevano i risultati seguenti.
| Strozzatura | Numero |
| Pallini piena | 215 |
| Mezza | 185 |
| Un quarto | 160 |
| Cilindrica perfezionata | 140 |
| Cilindrata | 15 |
Una canna strozzata quindi dovrebbe indirizzare a bersaglio il 70% dei pallini ed una cilindrica invece il 40%
Le ammaccature danneggiano irreparabilmente la canna : ci s’accorge se sono state eliminate guardando l’interno del tubo posto vicino ad una luce. Compaiono cerchi concentrici e ruotando la canna devono apparire continui: se sono “spezzati” significa che sulla canna vi sono stati interventi che possono addirittura aver pregiudicato l’arma.
Corrosione. E’ il risultato di reazioni chimiche causate dai residui dello sparo, cioè della combustione. Gli attuali inneschi non dovrebbero provocare alcun inconveniente ma comunque è sempre opportuno dopo ogni giornata di caccia, pulire le canne.
Erosione. Causata da un fenomeno termico e meccanico a seguito dell’alta temperatura dei gas provocati dallo sparo.
Cromatura. I moderni acciai hanno raggiunto un tale grado di qualità da sopportare bene la cromatura che quindi non limita l’elasticità del metallo.
Le ammaccature danneggiano irreparabilmente la canna : ci s’accorge se sono state eliminate guardando l’interno del tubo posto vicino ad una luce. Compaiono cerchi concentrici e ruotando la canna devono apparire continui: se sono “spezzati” significa che sulla canna vi sono stati interventi che possono addirittura aver pregiudicato l’arma.
Corrosione. E’ il risultato di reazioni chimiche causate dai residui dello sparo, cioè della combustione. Gli attuali inneschi non dovrebbero provocare alcun inconveniente ma comunque è sempre opportuno dopo ogni giornata di caccia, pulire le canne.
Erosione. Causata da un fenomeno termico e meccanico a seguito dell’alta temperatura dei gas provocati dallo sparo.
Cromatura. I moderni acciai hanno raggiunto un tale grado di qualità da sopportare bene la cromatura che quindi non limita l’elasticità del metallo.
A ognuno il suo Fucile..

