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A CIASCUNO IL “SUO” FUCILE
 
Il fucile è come un abito: deve avere misure e particolarità adatte a chi lo.. .indossa. Se accade, imbracciato, va subito sul bersaglio assecondando le intenzioni del cacciatore. Un ottimo armiere- ed è facile trovarlo- sarà in grado di “aggiustare” l’arma proprio come un “sarto” esperto, a chi lo utilizzerà.
E’ logico che ci sono alcune regole da rispettare e sono state codificate in tabelle. Una indica la lunghezza del calcio (si misura fra il centro del calciolo ed il primo grilletto) e dev’essere proporzionale a quella dell’avambraccio considerato fra interno del gomito e punta dell’ indice.
 
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LO SCOPPIO DELLA CANNA:

 
I fucili sono sicuri. Collaudati al Banco nazionale di prova subiscono notevoli sollecitazioni e quindi offrono un’altissima affidabilità. Quando le canne scoppiano accade - quasi sempre- non per difetti di lavorazione o del metallo ma per un uso sconsiderato o quantomeno imprudente. Ci fu un tempo in cui molti cacciatori si caricavano le cartucce: era un gran parlare di “dosi” (di polvere) miracolose e spesso chi lo affermava non aveva alcuna nozione tecnica su cui fondare le sue convinzioni.
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IL FUCILE E’ FATTO COSI’:

 
Le chiusure- ed è intuitivo ma non da tutti opportunamente considerato- hanno un’importanza fondamentale.
Quando avviene lo sparo - naturalmente occorre considerare tempi infinitesimali- la bascula è sottoposta ad alcune sollecitazioni fra cui una coppia di rotazione che agisce sul tassello che è incastrato fra i tenoni ed una forza assiale sulla faccia della bascula.La resistenza dell’acciaio impedisce che il vivo di culatta si separi dalla faccia della bascula.
 
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AUTOMATICO, SOVRAPPOSTO O DOPPIETTA?

 
L’interrogativo ha tre risposte e tutte egualmente valide. Di sicuro oggi i diversi tipi di fucile hanno raggiunto un notevole grado di qualità e quindi la scelta è condizionata dal particolare tipo di caccia. I costruttori di semiautomatici hanno alcuni problemi in meno dei fabbricanti di doppiette e sovrapposti ed in particolare non devono preoccuparsi della convergenza, cioè fare in modo che le due canne sparino “esattamente” nel medesimo punto.
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IL SEMIAUTOMATICO:

 
Sono i fucili ad una canna ed a ripetizione manuale. L’automatico a leva fu ideato dai tecnici della Winchester nel 1887 su progetto di Browning . Sparato un colpo si sposta in avanti una leva sotto il ponticello: in questo modo un meccanismo arretra l’otturatore, arma il cane espelle il bossolo e nel tornare nella posizione iniziale spinge una cartuccia nella camera di scoppio.
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LA CARTUCCIA DA CACCIA:
 
La cartuccia si compone di un involucro, detto bossolo, un tempo costruito in cartone o metallo, oggi quasi esclusivamente in plastica. Nel suo interno è alloggiata la polvere da sparo, un apparecchio di accensione e un proiettile o, nel caso dei pallini, più proiettili. Inizialmente i fucili venivano caricati dalla bocca
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PROVARE LA PROPRIA ARMA:

 
Relativamente facile eseguire una prova di rosata che consiste nel calcolare la percentuale di pallini che fuoriescono dalla canna e si indirizzano sul bersaglio irradiandosi come uno sciame longitudinalmente e trasversalmente. La dispersione però non è mai casuale ma dipende dalla qualità di costruzione della canna, dalla sua lunghezza e strozzatura ma anche dalla carica di piombo , il tipo e la qualità di pallini e infine dalla quantità di polvere che li spinge. Nelle prove alla diverse distanze è però necessario usare sempre cartucce uguali.
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LA ROSATA:
 
Ogni rosata ha una lunghezza determinata dalla distanza, dalla spinta che ricevono i proiettili e dalla densità dell’aria. Per averne un’idea si consideri che con una canna strozzata full ( mm. 1) e di calibro 12 la lunghezza della rosata è pari a poco più del 10% della distanza. A dieci metri quindi se composta da 35 grammi di proiettili n.7 sarà lunga 1,10 metri e in verticale misurerà 34 cm. A venti metri invece sarà di circa 2 metri e così via. E’ quindi intuitivo come ad una notevole distanza anche la lunghezza della rosata sia significativa e questo ha notevole importanza nel tiro.
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LA DISTANZA DI TIRO:
 
Il selvatico a cui si spara si trova solitamente fra venti e cinquanta metri e quindi le strozzature dei fucili sono state create in modo da dare a tali distanze risultati ottimali. In una serie di prove con cartucce caricate con 36 grammi di pallini numero 7 si sono ottenute in un cerchio di 70 cm le seguenti percentuali.
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I PALLINI DA CACCIA:
 
Un tempo c’erano soltanto quelli di piombo ed assolvevano egregiamente alla propria funzione. Successivamente la tecnica ha messo a disposizione i temperati, fabbricati cioè da una lega di piombo e antimonio dal 2 al 5 per cento e meno deformabili dei comuni. Infine ne esistono altri tipi e ciascuno ha proprie caratteristiche finalizzate a particolari circostanze di caccia.
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I PALLINI SUL SELVATICO:
 
Esiste un preciso rapporto fra il peso dei pallini e la dimensione del selvatico e solitamente è di 1 a 5 000 cioè 1 grammo di piombo ogni 5 milligrammi di selvatico. Comunque nessuno ne tiene conto e di solito ci si limita ad acquistare cartucce con pallini ritenuti adatti ad un particolare tipo di caccia convinti che i proiettili abbiano una valenza “universale”, cioè siano utili per abbattere qualsiasi selvatico. Il generale Journee, uno dei più grandi tecnici del secolo scorso, scrisse in “Il tiro del fucile da caccia”: “L’arresto e la morte degli animali sono tanto più sicuri e più rapidi quanto più grande è il numero dei proiettili penetranti che li colpiscono.
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LA PASSATA:
 
Accade di frequente che selvatici colpiti proseguano il loro volo o la loro corsa e vadano a morire lontano. Il fenomeno viene comunemente detto “passata” può essere causato da:Scarsa entità della lesione perché ha colpito parti molli e non vitali e limitata velocità residua del proiettile.Pochi pallini che colpiscono parti non vitali Cartuccia mal confezionata e che dà una rosata ampia e rada limitando quindi i proiettili utili ad abbattere l’animale. Scelta non adatta di pallini in rapporto al peso ed alla velocità del selvatico.
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IL FUCILE A CACCIA: IL COMPORTAMENTO CORRETTO:
 
Il comportamento corretto. Massima prudenza a caccia: gli incidenti sono sempre in agguato proprio perché le situazioni mutano in continuazione. Una buona conoscenza dell’arma è alla base di comportamenti prudenti che però a volte possono venir trascurati per la concitazione dell’azione di caccia. I tecnici hanno elaborato una serie di consigli che possono apparir ovvii ma sono il distillato di una casistica purtroppo ogni anno sempre più numerosa.Ispezionare le canne del fucile dopo aver attraversato un bosco o lasciato l’arma per qualche tempo a terra o appoggiata.
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IN COLLABORAZIONE CON:

Fucili semiautomatici Beretta Armi

Fucili semiautomatici Franchi Armi

Fucili semiautomatici Benelli Armi

Fucili semiautomatici Browning Armi

Fucili semiautomatici Breda Armi

LINK UTILI:

Federa caccia- federazione italiana della caccia . fidc
 
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