Bruno Modugno. “Meglio vivi e armati”.

Bruno Modugno - Il dito lo metterei nell’occhio di tutti quei buonisti, pacifisti, arcobalenisti che in Italia e in Europa propongono la seguente fondamentale misura contro la guerra senza quartiere e senza esclusione di colpi che il terrorismo islamico...

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Bruno Modugno Caccia Passione
Bruno Modugno durante una battuta di caccia
Bruno Modugno Caccia Passione
Bruno Modugno durante una battuta di caccia

Il dito lo metterei nell’occhio di tutti quei buonisti, pacifisti, arcobalenisti che in Italia e in  Europa propongono la seguente fondamentale misura contro la guerra senza quartiere e senza esclusione di colpi che il terrorismo islamico ha dichiarato all’Occidente: disarmare i cittadini! Gli altri colpiscono dappertutto, quando meno te l’aspetti.  Eventi che raccolgono in piazza migliaia di persone?  Discoteche e stadi? Obiettivi sensibili? Chiesine isolate e poco frequentate? Sono loro a scegliere il momento e l’obiettivo, che è sempre imprevedibile. Con le bombe, i mitra, le pistole,  i coltelli. E quando useranno batteri, virus, ordigni nucleari? Hai voglia a schierare vigli urbani, forze dell’ordine, militari! Colpiscono all’improvviso, dove vogliono e quando vogliono. E cosa dicono Bruxelles e Strasburgo, sedi della Commissione e del Parlamento europei?  Dicono la stessa cazzata che ci è stata ventilata dal nostro partito di maggioranza relativa: girano troppe armi. Chiediamo: quali? Armi da guerra, bazooka, carri armati, caccia-bombardieri? No, ci rispondono. Le armi acquistate e detenute legalmente da cacciatori, tiratori, guardie giurate. Quindi, rendiamo più difficile l’acquisto e la detenzione di fucili da caccia e pistole. Questa è la prima misura da prendere in tempi di terrorismo! Cominciamo dunque a togliere un po’ di armi da torno. Rendiamo difficile l’acquisto e la detenzione. E non sarebbe male se ogni cacciatore consegnasse i suoi fucili al commissariato, per ritirarli momentaneamente solo quando gli servono.  Ragazzi, non me lo sto inventando. L’hanno detto e proposto. Fanno finta di credere che così il problema terrorismo non sarà risolto, ma per lo meno arginato con questa intelligente misura! Roba da Cottolengo! Come se i terroristi  le loro armi andassero a comprarserle da Frinchillucci o da Parini esibendo un regolare porto d’armi, ottenuto dopo un esame, fornendo un certificato penale immacolato e dimostrando di essere persona civile, di buona condotta e in possesso di tutte la facoltà mentali. Non come tanti mezzi scemi che si aggirano per Montecitorio e per i palazzi del potere. E sì, perché da noi, se hai la fedina sporca puoi sedere in Parlamento e magari fare o approvare leggi contro le armi, ma non puoi avere un porto d’armi da caccia, da tiro, da difesa.

Con tante guerre che ci sono state in questi ultimi anni in Medio Oriente, con tanti arsenali saccheggiati, con tanti mercanti di morte che girano per il mondo vendendo esplosivi e armi sofisticate ( e con tante industrie che inzuppano il biscottino nel sangue),  i grandi geni di casa nostra e della Commissione europea si preoccupano della doppietta da caccia! Sono degli imbecilli o solo involontari complici? Un Paese con le palle avrebbe armato i cittadini, favorendo quelle attività (anche ludiche e sportive) che hanno a che fare con il maneggio delle armi e con la  conoscenza e la difesa del territorio. Mussolini buonanima favoriva la caccia perché era convinto che una minoranza armata e padrona dei monti e dei boschi fosse un elemento di sicurezza per tutto il Paese. Se fossi al governo (e ora francamente mi dispiace di non esserci, ma la mia pigrizia ha fatto sì che ci andassero altri) vorrei  che i cittadini fossero armati. La risposta dei bempensanti , solitamente di sinistra, è sempre la stessa:  ma che, ti vuoi fare giustizia da te? Ma che vuoi che l’Italia diventi un Far West? Sono le stesse obiezioni che mi fanno quando chiedo che una nuova legge ristabilisca i giusti confini della legittima difesa, che se un balordo mi entra in casa senza bussare, soprattutto di notte e magari pure armato, io possa neutralizzarlo senza dovergli chiedere che intenzioni ha, se quella che impugna è una pistola giocattolo o una vera arma. No, non sono un fascista, anche se storicamente ne comprendo le ragioni e apprezzo quello che è stato fatto fino alle leggi razziali escluse; anzi vengo da antica tradizione illuministica e laica anche se ho fatto le scuole dai preti e anche il boy-scout. Ma non mi devono rompere coglioni, nessuno,  ladri in casa o assassini islamici che vogliono che io cambi vita e abitudini. E scommetto che la pensate tutti come me!  Che c’entra il Far West e l’auto-giustizia! Qui si tratta di salvar la pelle. In Texas la gente gira armata. Vorrei vedere  uno scippo sulla piazza di Dallas! Ogni cittadino svizzero è militare per tutta la vita e il mitra se lo tiene in casa. Sono tutti armati, gli Svizzeri. Non mi pare che ci siano fatti di sangue, ma nemmeno che un brutto muso con la barba sia andato in giro per Zurigo a sgozzare la gente. Siamo ormai in guerra, come lo è Israele. E Israele convive con il terrorismo da sempre. Non mi pare che lì ci sia qualcuno, anche di sinistra, che raccomandi di disarmare i cittadini. Nelle zone calde, nei Territori e nei kibbutz di confine, ho visto agricoltori sul trattore col fucile a tracolla, studenti con i cernecchi andare al tempio imbracciando il mitra. E per tutta la vita, un cittadino deve dedicare un mese l’anno all’Armata israeliana. Provate a dire: vogliamo combattere il terrorismo? Disarmiamoci! Te l’immagini i vaffanculi! Spesso è accaduto, a Gerusalemme come nei Territori,  che prima ancora dell’intervento della polizia siano stati civili armati a buttarsi sull’attentatore. Il fatto è che Israele vuole vivere, e noi abbiamo già cominciato ad accettare la possibilità di essere conquistati, con le immigrazioni e con le pance di neri e orientali che fanno più figli di noi! Ma soprattutto con la complicità di chi considera l’invasore: una risorsa, un portatore di valori! Mi prude il dito: a me l’occhio!

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