Le prime magnetiche luci dell’alba
Le prime magnetiche luci dell’alba

Ottobre è trascorso tra perturbazioni, venti di scirocco ma anche diverse giornate buone di passo, nell’attesa del fantomatico invito di Emiliano. Il mio amico è concessionario dell’azienda faunistico venatoria di Punta Ala. Cacciatore di cinghiali e di tordi, in Italia e all’estero, la sua principale passione sono i colombi. Emiliano si dedica con ascetica devozione al suo capanno, alla preparazione dei volantini e allo studio dei venti. “Ciao Vincenzo! Mercoledì le previsioni danno venti da nord e sole pieno. Da quando è finito questo mitico Ottobre non c’è stato più niente come passo, ma per la prossima settimana ho grandi aspettative. Ti consiglio di venire su, oramai siamo a metà novembre, in poche parole: ora o mai più!”. Aspettavo da tempo questa telefonata di Emiliano. Anche se lavoro fino a tardi, il martedì notte mi metto in macchina con un paio di caffè nello stomaco e parto speranzoso per questo scampolo di passo autunnale.

Ci incontriamo molto prima dell’alba con Emiliano e suo fratello Maurizio. La disposizione dei richiami è un rito affascinante che richiede destrezza e un po’ di tempo, anche se, a stagione inoltrata, i gesti di Emiliano sono scorrevoli e veloci e ben presto sette volantini e cinque racchette sono pronti a svolgere il loro compito. Ci disponiamo sui due capanni accessori mentre Emiliano si sistema al centro sul capanno principale. Ecco le prime magnetiche luci dell’alba di un giorno che si promette limpido e terso. Lo specchio concavo del mare si demarca sempre più, caricandosi del blu più profondo della tavolozza della natura, mentre il cielo cede ai raggi rossi del sole nascente. Si delinea così l’orizzonte tra mare e terra, lungo il profilo del promontorio dell’Argentario e delle isole del Giglio, Montecristo, l’Elba e, lontanissima, la Corsica.

Branchi di colombi punteggiano di nero le nuvole alte
Branchi di colombi punteggiano di nero le nuvole alte

Quando il sole inizia ad alzarsi dall’orizzonte, s’incendia di luce che schiarisce l’indaco del cielo in un azzurro terso. I primi branchi di colombi punteggiano di nero le nuvole alte e sottili che pian piano si affacciano da Ovest. Quando arriva il primo branco Emiliano da il via con i primi colpi e dai nostri capanni echeggia il nostro contributo in un sincronismo perfetto. Sui primi due branchi vengono fermati pochi colombi. Via via che altri gruppi di colombi si avvicinano i nostri fucili iniziano a carburare, e riusciamo a prendere almeno cinque-sei colombi per branco. I 36 grammi di piombo 7 1/2 delle cartucce caricate dal mio amico Luigi fanno egregiamente il loro lavoro.

Maurizio al momento del tiro
Maurizio al momento del tiro

Colombi alle galereeee!!” la voce di Emiliano dall’alto conduce il nostro sguardo in basso, sul roccioso promontorio da cui si ergono i resti delle inospitali prigioni medievali di Punta Ala. Branchi di centinaia di colombi si gettano come razzi verso il mare, sembra che gli ultimi si stacchino e vengano su, verso di noi. “Che curata! Guarda come ci credono…state prontiii!”.

I volantini pronti a svolgere il loro compito
I volantini pronti a svolgere il loro compito

Quasi ci dimentichiamo i fucili, intenti ad ammirare branchi di colombi, inizialmente attratti dall’aria trasparente e proiettati verso ovest, virare verso la costa per volare sopra le nostre teste. Alla fine della mattinata l’ottimo carniere raggiunto conferma le previsioni di Emiliano, la cui soddisfazione più grande, non alberga certo negli animali disposti ai piedi del capanno, ma piuttosto in quelli in volo, che credendo ai suoi volantini nonostante il misterioso campo magnetico interiore li dirige verso la Spagna e le coste africane, vengono a gettarsi su questo elevato canto di costa.

Vincenzo e Emiliano con il ricco carniere della giornata
Vincenzo e Emiliano con il ricco carniere della giornata

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO