venerdì, 18 maggio 2012

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Tu Sei Qui': Caccia e Cacciatori La beccaccia e le sue rotte di migrazione

La beccaccia e le sue rotte di migrazione

Beccaccia e Rotte di Migrazione: Attraente volatile notturno, a causa delle limitate ricerche sul campo, ancora oggi la beccaccia fa mistero delle proprie dinamiche migratorie, complesse e suggestive che muovono durante le stagioni intermedie milioni di cacciatori.

Meglio nota con l’affascinante nome di Regina dei Boschi, la beccaccia è ben conosciuta in tutta Europa, in Asia e nelle isole che bagnate dall’Atlantico sulle quali è solita nidificare. Anche l’Italia è omaggiata della sua presenza specialmente durante l’autunno e la primavera.
Caratterizzata da un piumaggio rossastro che non presenta grosse differenze fra esemplari maschi e femmine, questo si dimostra altamente mimetico e aiuta la beccaccia a trovare sicuro riparo fra le foglie secche.

Sorprenderà scoprire che questo volatile, il cui peso può oscillare fra i 320 ed i 450 grammi, ami vivere a terra e prediliga la solitudine alla compagnia. La si potrà incontrare con una certa semplicità all’interno di boschi, habitat prediletto della beccaccia, nel sottobosco e in generale in ambienti in cui è presente un certo grado di umidità.

Non sarebbe un errore definirla volatile notturno dato che la mattina si riposa protetta dai boschi, mentre la notte si sposta e caccia. Si nutre principalmente di larve e di anellidi e la sua covata tipo dura tra i 20 e i 22 giorni. Appena dopo l’accoppiamento è la femmina a confezionare un piccolo nido dove di norma verranno deposte non più di 4 uova e sarà ancora la femmina ad occuparsi, in maniera esclusiva, dei pulcini per non più di un mese.

Aspetto particolarmente interessante riguardante la beccaccia è quello relativo ai suoi spostamenti ed alle sue rotte migratorie annuali. E’ bene sottolineare come in merito non esistano studi approfonditi e che la gran parte delle informazioni di cui oggi si dispone sono relative ai dati ottenuti dall’inanellamento.

Fra le ricerche più interessanti condotte in merito agli spostamenti del volatile, quella finanziata dall’Università di Oxford a partire dal 2008, dedicata all’approfondimento delle “Migration and winter ecology of Eurasian Woodcock”.

Dallo studio in questione è risultato che il 90% della popolazione europea di beccacce nidifica principalmente in Russia, Bielorussia e Scandinavia, non disdegnando la Finlandia, la Svezia, la Norvegia, la Polonia e i Paesi Baltici e in misura quasi irrisoria (rispetto alle altre regioni) in Italia.

Lo studio inglese si concentra principalmente, come ovvio, sulle migrazioni che interessano le isole Britanniche, mettendo in rilievo la tendenza ad una migrazione a breve che coinvolge Inghilterra e Irlanda. Ben documentata anche la migrazione a breve che vede protagoniste le beccacce dell’entroterra francese spostarsi  più a sud verso Marocco o Spagna.

Scopo della migrazione è quello valido per tutti gli animali: la salvaguardia della sopravvivenza non solo della specie ma anche dei singoli individui, stagione dopo stagione, e soprattutto la facilitazione della riproduzione.

Le migrazioni dette genericamente lunghe vedono invece le beccacce abbandonare le aree di nidificazione per lo svernamento dirigendosi verso Ovest, Sud Ovest, Sud, e Sud Est. I luoghi di svernamento sono normalmente caratterizzati dalla presenza di grandi estensioni boschive umide e folte, presenti in tutta la Francia occidentale e lungo la Costa Atlantica, in Spagna e lungo la Catena Pirenaica.

Altre zone di svernamento caratteristiche sono rappresentate dal bacino del Mediterraneo, incluso il Nord Africa, la Penisola Balcanica, i bacini del Mar Nero e del Mar Caspio. Punti di migrazione asiatica sono invece da considerarsi le zone ad Est degli Urali, fino al Vietnam e l’India.

Ovviamente anche l’Italia, sia penisola che isole maggiori, è una zona particolarmente battuta dalle beccacce durante lo svernamento. Pare che comunemente le beccacce che svernano sulla costa tirrenica, durante l’autunno preferiscano scendere verso sud , attraversando l’Adriatico ed Appennino. Risaliranno poi a Nord durante la primavera seguendo il versante occidentale dell’Appennino per dirigersi infine verso la Slovenia, l’Ungheria e la Bielorussia.

Purtroppo gli studi finora sviluppatisi si basano, come già accennato, quasi esclusivamente sull’inanellamento delle beccacce, ma a causa della pochezza dei ritrovamenti e delle ricatture, le informazioni si mostrano decisamente scarseggianti e poco precise.

La tecnica dell’inanellamento regala infatti come uniche indicazioni quella del luogo in cui questo è avvenuto e quella del luogo di ripresa, dicendoci davvero poco sulle direzioni prese e sui movimenti delle beccacce durante le varie fasi della migrazione.

Commenti (4)

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puglia
0
sempre poche loro le regine dei boschi sono cn noi sempre cn un numero inferiore rispetto agli anni passati io ho 14 anni vado a caccia da 7 anni e di beccacce ne ho viste sparare parecchie l'anno venatorio 2010/2011 sta finendo e cn la fine della caccia ci ritroviamo cn sole 3 beccacce e viste sole 10
è diventato uno schifo ma nn vedo l'ora lo stesso di prendere il portod'armi per uso venatorio tra un paio d'anni.
FRANCESCO u cacciatore , gennaio 20, 2011
beccaccia che passione ma solo con il cane!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
0
...caro giovane francesco, di schifo ne vedrai tanto ma tanto a tal punto di esserti pentito ( ti auguro il + tardi possibile) di aver preso il p d'a.
Vedi la colpa non è della beccaccia che a volte da noi si affaccia numerosa e talvota meno... Purtroppo il maltrattamento di questa fagnifica specie viene attrubuito, in primis, a quei maledetti , stronzi,sbruffoni ecc. che si dichiarano cacciatori ( sono soltanto disonesti sparatori), che puntualmente fanno carneficina di beccacce "al passaggio.....", si stima che l'8O% delle beccacce abbattute , muoiono puntualmente ogni anno soltanto al passaggio, il resto , la minima parte, nei boschi, naturalmente con il cane, chi ha la vera passione.
Potrei dilungarmi a raccontarti tanti episodi che si ripetono ogni anno da farti incazzare e vomitare.
.. E poi c'è pure chi ci governa o chi ci amministra, sono tante le leggi e leggine, regole e straregole al tal punto da farti venire meno la voglia, e quanti danari!
Francesco, fregatene non ci pensare, scusami e divertiti.
da 4o anni setter, beccacce, quaglie e di tanto qualche pernice(ma senza fucile!)
enzo
cece , maggio 09, 2011
la c accia
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vedi francesco sono al 6° rinnovo e posso dirti che il bello de la caccia devessere un prelievo venatorio e un abbattimento fotografico i grandi numeri si dimenticano ma le immaggini rimangono bye
vittorio b. , novembre 08, 2011
beccacce
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a chi si dispera con le sue 14 licenze che le beccacce sono sempre meno ,pensa positivo,
io di licenze ne ho oltre 40, e' vero che c'e' piu' pressione venatoria, ma guarda che vale sempre il vecchio detto( 7anni di vacche grasse e 7 anni di vacche magre) questo per dirti che ho gia' visto anni magri. non disperare e in bocca al lupo
paolo favero , febbraio 17, 2012

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