Caccia e Fauna: Mantova, “Contro le nutrie meglio usare le volpi che i fucili”

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Nutrie - Myocastor coypusCaccia e Fauna: Mantova, risolvere il problema delle nutrie con metodi ecologici; Sinistra e Libertà, “Contro le nutrie meglio usare le volpi che i fucili”.

La Provincia di Mantova propone di autorizzare gli operatori faunistici ad abbattere selettivamente gli esemplari di castorino per ridurne la popolazione eccessivamente numerica e ritenuta dannosa soprattutto per l’agricoltura; la proposta però non piace al gruppo consiliare di Sinistra e Libertà che si dice pronto a contrastarla politicamente. Secondo gli esponenti di SeL è necessario porre in atto prima i sistemi naturali di contenimento, come previsto dalla vigente normativa, e successivamente passare a metodi più incisivi qualora i primi non funzionassero. Ma quali sarebbero i metodi ecologici di cui parla SeL? A spiegarlo è il capogruppo Franco Tiana, Presidente della Commissione Provinciale Ambiente, “Bisogna reintrodurre predatori naturali come la volpe oppure diminuire le risorse alimentari, creando fasce tampone non coltivate di almeno 5 metri dai bordi dei fossi o semplicemente adottando le reti per le sponde arginali”.

Da circa dieci anni la Provincia attua piani annuali per il contenimento di questa specie, considerato fauna selvatica e non specie nociva, basati sulla cattura con gabbie in collaborazione con i singoli comuni; dal 2003 al 2011 i capi abbattuti e catturati ammontano complessivamente a circa 130mila a fronte di una spesa totale di oltre un milione di euro. Questo tipo di attività riesce però soltanto a mantenere in equilibrio la popolazione di nutrie nella provincia impendendo che aumenti in modo esponenziale ma il piano non riesce comunque a ridurne il numero.

Proseguendo spiega ancora Tiana, “Già lo scorso anno ci siamo rivolti ufficialmente all’Ispra, l’istituto nazionale della fauna selvatica che ha ribadito che l’abbattimento, attraverso le battute di caccia, sono un’opzione del tutto subordinata ed eventuale rispetto all’utilizzo di metodi ecologici, cioè incruenti». Non uccisioni, insomma, ma creazione di condizioni inadatte alla riproduzione delle nutrie per contenerne la popolazione. Basterebbe non coltivare troppo vicino agli argini”.

Infine Tiana conclude “Invece la Provincia è intenzionata ad autorizzare gli operatori faunistici che oggi sono utilizzati per abbattere con lo sparo tortore, corvidi o volpi anche a sparare alle nutrie. E questo solo per venire incontro alle proteste di qualche sindaco. Per noi serve invece indire urgentemente un tavolo di confronto con i Comuni, i Consorzi di bonifica, le associazioni agricole, l’Asl, le associazioni venatorie e tecnici esperti per giungere ad una soluzione che non vada contro la legge”.

12 aprile 2013

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