Retrievers: Labrador e Golden, Storia,evoluzione e caratteristiche
Dobbiamo soprattutto al perfezionismo degli inglesi, alla loro passione ed alla loro mania per la specializzazione e per la differenziazione dei compiti tra le varie razze, l’esistenza dei Retrievers, ovvero cani selezionati esclusivamente per il riporto della selvaggina morta e per il ricupero di quella ferita, compiti in cui sono, ovviamente, insuperabili. La tradizione venatoria britannica ci ha definitivamente tramandato l’immagine ormai consolidata, del Retriever compostamente seduto alle spalle del padrone impegnato in una battuta ai fagiani, alle “grouses” o alle anatre, in attesa del via per incominciare il suo meticoloso, precisissimo lavoro di ricupero di morti e feriti anche dai posti più aspri ed impervi, anche dall’acqua più ghiacciata e profonda. |
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Hannoveraner e Bayerischer (Annoveriano e Bavarese), Origini, caratteristiche e impiego pratico
Il lavoro sulla traccia di ungulato sarebbe stato noto già nel 7° secolo; allora si usava il «limiere» cioè un cane «solista» che doveva indicare la via seguita dai selvatici per il rientro dalle pasture notturne. Dopo aver localizzato la zona della rimessa tale cane spariva ed entravano in campo le mute che dovevano scovare ed inseguire i selvatici davanti agli equipaggi a cavallo. In Belgio selezionando questi cani si arrivò al Segugio di S. Uberto, ma in Germania si preferì proseguire la selezione fino a creare un cane più leggero e più adatto ad ogni tipo di terreno: si arrivò al «hannoveraner» (1860 circa). In breve però l’Europa vide la rovina del vecchio sistema sociale, e con le fastose corti nobiliari e le colossali battute di caccia con cani e cavalli, tramontarono pure i «limieri». |
A Caccia con il Cane da ferma: alleniamolo con le quaglie
Io non direi che la caccia alla quaglia sia caccia facile. Osserverei piuttosto che essa mostra un volto che non scoraggia, che offre sufficienti occasioni di farsi le ossa, e uno paga ugualmente il suo tributo di delusioni magari senza accorgersene. Ed è forse proprio questo il punto di maggior merito della quaglia. Perciò, quando è il tempo che precede l’apertura, sciolgo con fiducia il cucciolone nella stoppia. Se è avido, esuberante, incapperà quasi certamente in uno, due, tre sfrulli... seguiti da carico a fondo. Lascio inseguire. Quanto più ce la mette dar sotto, tanto più è probabile, ha temperamento, coraggio. Intanto, dietro alle invitanti quagliette di pianoro, non solo s’è caricato, ma ha tratto anche qualche insegnamento: s’è accorto alla fine che ha un naso da far funzionare per raccogliere bave di vento. E s’è risvegliato l’antico istinto dell’agguato: la ferma. |
Studio dei particolari della tipicità funzionale delle razze da caccia nell’ambito dei criteri fondamentali della classificazione delle razze canine
La storia del cane è sotto molti aspetti la storia dell’uomo; o, almeno, è ad essa collegata da vari fattori inerenti le diverse necessità, le velleità, i capricci vari dell’uomo. Così, di cani, ai giorni nostri, ne abbiamo una vastissima gamma che riflette scrupolosamente le tre prerogative generali, sopraccennate, che le hanno determinate. Astraendo dalle condizioni di partenza, le razze canine, una volta formate o fissate, era logico che fosse necessario classificarle. Diversi zoologi, che non citiamo, si cimentarono nel tempo per dare alla popolazione canina un ordine, una ripartizione di massima ed una classificazione. |
Il setter inglese è una delle razze di cani da caccia più diffuse e più amate, velocità, potenza e l'elevata resistenza fanno di questo cane un perfetto cane da ferma.
Il nome setter deriva dal verbo inglese to set che tradotto in italiano significa puntare. Nessun nome poteva quindi essere più adatto per questa razza di cane visto che il setter inglese può essere considerato come uno dei migliori cani da punta che ci siano in circolazione. Ma non solo. Il setter inglese, oltre ad essere perfetto per la punta, è anche un ottimo cane da riporto. Le origini del setter inglese sono, ovviamente, da ricercarsi in Inghilterra. Se ne hanno notizie a partire dal 1500, anno di cui abbiamo documenti che attestano il suo utilizzo per alcune battute di caccia. A quanto pare, però, il setter inglese non era inizialmente la meravigliosa razza che noi oggi conosciamo. |
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