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Milano: Approvata la Legge sui Richiami Vivi

Lombardia: Approvata legge sui richiami vivi

Rinviato a settembre il voto sul progetto di legge sulla caccia in deroga che era in discussione nell'ultima riunione prima della pausa estiva del consiglio regionale della Lombardia. La sera del 31 luglio, infatti, dopo la ripresa dei lavori notturni, alle 23, sulla votazione di un sub-emendamento è mancato il numero legale.  Approvata la legge sui richiami vivi, con 37 voti favorevoli e 13 contrari.

La legge ha lo scopo di assicurare il rifornimento dei richiami vivi ai cacciatori da appostamento fisso e temporaneo. I richiami vivi per essere autorizzati devono provenire da allevamenti in cattività o devono essere precedentemente catturati e inanellati dalle province, e dalle stesse distribuite ai cacciatori. Complessivamente potranno essere utilizzabili a tale scopo esemplari di allodola, di cesena, di merlo, di bottaccio e di sassello, per un numero complessivo di richiami pari in Lombardia a 46.833. La parte del leone spetta proprio alla provincia di Brescia con circa 23mila esemplari complessivi, seguita da Bergamo con circa 20mila capi e Lecco-Sondrio con poco più di 3mila.
Al provvedimento ha dato il proprio voto favorevole anche il consigliere segretario Battista Bonfanti (Centro Sinistra per la Lombardia), che ha difeso le tradizioni venatorie: “Non accetto chi definisce i lombardi barbari e incivili quando l’attività venatoria è praticata ovunque ed è un patrimonio storico di tutta Europa. Comprendo le attese e gli interessi di chi abita nelle aree metropolitane", ha ribadito Bonfanti, "ma altrettanto legittime sono le attese e le esigenze di chi, pur minoritario per numero, abita nelle province. Compito di ogni istituzione è tutelare le aspettative legittime di tutti e dare risposte adeguate, è inaccettabile bollare la pratica della caccia come un provincialismo d’altri tempi”.
Forti critiche sono state espresse invece da Carlo Monguzzi (Verdi), che sul provvedimento ha presentato numerosi ordini del giorno ed emendamenti, e che ha lamentato come “ogni anno in questo periodo la regione Lombardia approva provvedimenti per consentire di cacciare alcune specie di volatili in deroga alle normative europee. Tutto ciò viene fatto contro le sentenze di Tar, Consiglio di Stato, Corte Costituzionale e sotto la minaccia di una formidabile multa della Corte di Giustizia dell’Unione Europea".
In Lombardia esercitano la caccia da appostamento fisso 14mila e 727 cacciatori mentre quelli che esercitano la caccia da appostamento temporaneo sono circa 23mila. Al cacciatore da appostamento fisso è consentito utilizzare fino a un massimo di 40 richiami di cattura e al cacciatore da appostamento temporaneo fino a un massimo di 10 richiami.
In serata invece è mancato il numero legale sul voto a un emendamento del progetto di legge che prevede la possibilità di praticare la caccia in deroga ad alcune specie di volatili come fringuello, storno, peppola, pispola, prispolone e frosone. La discussione è stata dunque rinviata a settembre. Anche su questo provvedimento il capogruppo dei Verdi Carlo Monguzzi ha presentato un centinaio di ordini del giorno e centinaia di emendamenti. A tal proposito così si sono espressi il presidente della commissione regionale Attività produttive Carlo Saffioti, il relatore del provvedimento Vanni Ligasacchi e il presidente della commissione Sanità e assistenza Pietro Macconi, tutti del PdL. “Siamo riusciti ad approvare un’ottima legge sulla caccia in commissione", hanno spiegato, "e siamo riusciti a superare gli ostacoli che esistono di ordine legislativo e costituzionale. Abbiamo preso con il mondo venatorio lombardo impegni precisi e non vogliamo certo rinunciarci: c’è tempo fino al 15 settembre per approvare i provvedimenti venatori, li abbiamo sempre approvati negli altri anni, cercheremo di farlo in modo ancora più completo e soddisfacente quest’anno”.
Il rinvio a settembre ha fatto esultare i consiglieri dell'opposizione. In particolare Arturo Squassina (da poco entrato nel Pd) ha dichiarato insieme al suo compagno di gruppo Giuseppe Benigni "non è questione di essere contro o a favore della caccia, che è un’attività che fa parte della tradizione del nostro territorio, ma la maggioranza di centrodestra vuole approvare una legge che espone la Lombardia, e quindi tutti i cittadini, a una costosa sanzione europea. Le deroghe proposte da Pdl e Lega sono in palese contrasto con una direttiva europea in materia della tutela e della conservazione della fauna selvatica e sono in contrasto con la legge nazionale che la recepisce. Lo stabilisce una sentenza della Corte Costituzione del 2008 che bocciava un’analoga legge regionale approvata nel 2007. Esiste anche una delibera regionale del dicembre 2008 in cui il presidente Formigoni afferma che la regione Lombardia non dovrà più legiferare in questa materia".

Fonte: Caccia Passione - Ufficio Stampa

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