giovedì, 30 ottobre 2014

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VOLPE
(Vulpes vulpes )

 
 
Fenologia
S N R







 

 
Volpe

 volpe VOLPE: Descrizione

La Volpe appartiene all’ordine Carnivora, famiglia Canidae. La Volpe è un mammifero di medie dimensioni (peraltro assai variabili attraverso il suo enorme areale di distribuzione). In media un individuo adulto presenta un’altezza al garrese che varia tra i 29 e i 38 cm, e una lunghezza corporea, coda compresa, di 97-119 cm. La figura della Volpe è facilmente identificabile: corporatura agile e snella, coda folta e molto lunga (misura fino a due terzi della lunghezza corporea) e muso affusolato. Il pelo presenta diverse tonalità di colore, che variano sia individualmente sia stagionalmente. Dominante è il colore bruno fulvo tendente al rossastro che occupa le parti superiori del corpo e il capo, mentre le parti inferiori, i fianchi, le spalle e la base delle orecchie sono grigio-biancastre. La coda è bruno-rossiccia con estremità terminale bianca. Si possono inoltre osservare le due fasi cromatiche “Volpe argentata” e “Volpe crucigera”: la prima è stata selezionata in cattività e si incontra solo occasionalmente in natura, la seconda mostra un caratteristico disegno ornamentale costituito da una stria dorsale nera che si allunga dalla testa alla coda, attraversata all’altezza delle spalle da un’altra striscia anch’essa nera (Boitani et al. 2003). Durante il periodo degli accoppiamenti la Volpe mostra un uno stretto rapporto tra i sessi, che si interrompe bruscamente per poi ricostituirsi al momento della nascita dei cuccioli. Entrambi i genitori si occupano della prole fino allo svezzamento, ma le eccezioni a questo modello di comportamento sono notevoli. In alcuni casi si possono creare branchi di Volpe costituiti da un maschio dominante e 5-6 femmine, in cui solo la femmina dominante si riproduce (Macdonald, 1987). La Volpe è matura sessualmente all’età di circa 10 mesi, la gestazione dura 52-53 giorni e si conclude con la nascita di 3-8 piccoli (Prigioni et al. 2001).
 
 
 

 volpe VOLPE: Habitat e areale di diffusione

La Volpe è tra i Canidi uno dei più adattabili alle diverse condizioni ambientali, si può trovare in ambienti che vanno dalle tundre subartiche alle foreste, dalla pianura alle zone desertiche passando per le aree urbanizzate. La Volpe occupa tutti gli habitat idonei tra il livello del mare e i 3000 m, mostrando una densità di popolazione che varia molto in funzione della disponibilità di risorse alimentari, tane e nascondigli. Le dimensioni delle aree utilizzate da una singola Volpe variano molto perché strettamente influenzate dalla quantità e dispersione delle risorse alimentari. Le ricerche compiute sulla dieta dimostrano che la Volpe possiede un ampio spettro alimentare: piccoli mammiferi, uccelli, invertebrati ma anche frutta, bacche e altri alimenti di origine vegetale compongono la dieta di questo Canide (Prigioni et al., 2001).L’areale di diffusione europeo della Volpe è di conseguenza il più vasto tra tutti Canidi, include tutto il territorio continentale dal Circolo Polare Artico al Nord Africa, comprese alcune grandi città come Parigi e Londra, che ne ospitano colonie stabili. In Italia la Volpe risulta distribuita ovunque, anche se mostra densità di popolazione molto variabili a seconda della natura degli habitat e del prelievo venatorio (Boitani et al. 2003). 
 
 
 

 volpe VOLPE: Dimensione e andamento delle popolazioni

La Volpe non è mai stata soggetto di un censimento esaustivo comprendente il territorio italiano, tuttavia la specie, a partire dagli anni 80, ha progressivamente riguadagnato larghi tratti di pianura, e ora occupa tutti gli habitat idonei. Le popolazioni di volpe sembrano godere di un buono stato di conservazione e la densità media più probabile si aggira intorno a 1-2,5 volpi/km² nel tardo inverno, ma non si possono escludere valori più alti in aree ristrette (Boitani et al. 2003).
 

 volpe VOLPE: Conservazione e gestione

La Volpe non è considerata specie a rischio, anche se le popolazioni sono periodicamente e localmente decimate da malattie infettive quali la rabbia silvestre (attualmente assente dal territorio italiano) e la rogna sarcoptica. L’elevata prolificità della Volpe consente comunque recuperi numerici in tempi brevi (Boitani et al. 2003). La gestione della specie della volpe  in Italia è influenzata dalla concezione di “animale nocivo” in quanto predatore di selvaggina minore. Di fatto non esistono indagini specifiche al riguardo, e sembra che le densità maggiori siano raggiunte grazie alla grande disponibilità alimentare rappresentata dalle discariche di rifiuti. L’abbattimento di volpi con lo scopo del controllo numerico si è rilevato inutile, mentre risulta efficace il controllo demografico per mezzo del contenimento delle fonti alimentari e del controllo sanitario attraverso vaccinazioni.
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