Fucile da caccia. Ecco come è fatto.

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Le chiusure – ed è intuitivo ma non da tutti opportunamente considerato- hanno un’importanza fondamentale. Quando avviene lo sparo – naturalmente occorre considerare tempi infinitesimali la bascula è sottoposta ad alcune sollecitazioni fra cui una coppia di rotazione che agisce  sul tassello che è incastrato fra i tenoni ed una forza assiale  sulla faccia della bascula. La resistenza dell’acciaio impedisce che il vivo di culatta si separi dalla faccia della bascula. Tale reazione fu intuita da Greener che nel 1865 fabbricò un fucile con una sola chiusura costituita dall’incastro e dal fermo, ottenuto con una spina, di un prolungamento della bindella nella bascula. Nove anni dopo la perfezionò con la doppia Purdey consistente in due tenoni ed un chiavistello nella bascula e tale congegno è denominato “triplice Greener. Purdey fece uscire dal vivo di culatta un’appendice a forma di trapezio  su cui si inserisce un tassello posto internamento alla bascula e comandato dalla chiave.

 

Fucile sovrapposto

Batterie. Comunemente chiamate acciarini hanno un’importanza fondamentale e testimoniano un’evoluzione meccanica  non priva di genialità. Nei fucili a cani esterni si distinguono in:
– a piastra e molla in avanti 
– a piastra e molla indietro
– a piastra avanti e molla indietro 
– a mezza piastra e molla indietro.
Si tratta di meccanismi che per funzionalità si equivalgano, il cacciatore comunque nella scelta definitiva chieda sempre consiglio all’armiere di fiducia.

Hammerless. Sono i fucili a cani interni, cioè senza cani (esterni). Di solito le batterie sono costruite secondo i particolari sistemi brevettati e conosciuti come  Holland & Holland, Pourdey, Anson & Deeley.    
 

Bascula

L’Holland & Holland. Fu un indubbio, importante progresso e la batteria  non è nella bascula ma su cartelle a piastrina collocate ai due lati. Il meccanismo è montato su una piastra proprio come fosse un acciarino a percussione  o a pietra, però il cane è interno e la percussione avviene con un perno. “Per scattare il cane troviamo una prima stanghetta  di scatto ed un’altra di sicurezza  che ha il compito di intercettare  il cane qualora per un caso fortuito dovesse separarsi dalla sua monta” ( William Dozza).   L’intero meccanismo quindi consiste in una stanghetta con coda alloggiata in prossimità di quella del primo grilletto che, in caso di sollecitazione, le fa ruotare entrambe sui perni collocati in posizioni differenti. La stanghetta che ha funzione di sicura ha una velocità maggiore e quindi intercetta l’altra. Lo scatto è leggero, le cartelle non appesantiscono la linea della bascula ma anzi accentuano l’estetica dell’arma 
 

Holland Holland

Il Purdey ( è un perfezionamento di quello fabbricato nel 1878 da Beesley) ha un altro particolare meccanismo di sicurezza che intercetta il cane e ne blocca la corsa. Le batterie sono montate su cartelle simile alle Holland & Holland  Il funzionamento si ottiene con una soluzione meccanica che si basa su due piccole bielle e due nottolini. La doppia azione di un mollone addolcisce l’apertura dell’arma ma rende più dura la chiusura.

L’Anson & Deeley si caratterizza per avere il cane imperniato nella bascula , percussione diretta e  molla a lamina alloggiata davanti al cane ed infine leva di scatto inferiore. Tali sistemi hanno subito modifiche nel tempo ed alcune fabbriche fra cui “Beretta” , i fratelli Stefano e Serafino Rizzini di Magno, a confine con Gardone Val Trompia, e poche altre aziende  costruiscono proprie “batterie” di altissima qualità.

Chiusura. Lefaucheux creò una chiusura a T che era comandata da una leva posta sotto l’astina . Successivamente con il sistema Beringer il comando venne spostato sotto il ponticello infine davanti e di fianco. Purdey per primo inserì una leva  sul dorso della bascula “ la quale  mediante un eccentrico, comandava un tassello che andava ad inserirsi nell’apposita cavità ricavata nei ramponi”. E questa chiusura si trova in quasi tutte le doppiette.  La Greener consta di un tassello forato attraverso cui scorre un perno rotondo. Il primo a porre uno sgancio in cima all’astatina in modo da poterla separare agevolmente fu Anson. Deeley ed Edge invece utilizzarono un uncino comandato da una leva al centro dell’asta.  

Strozzatori
. La strozzatura fissa- affermano alcuni tecnici, e fra questi lo sosteneva anche il grande Bruno Bottura dirigente del laboratorio Breda a Brescia, è un compromesso perché ogni grado di essa si adatta alla perfezione soltanto a pallini di determinate dimensioni. Dalla strozzatura dipende la dimensione della rosata e di conseguenza la distanza di tiro.  Proprio per questo motivo sono stati inventati alcuni congegni che consentono di mutare la strozzatura. Si tratta di “variatori” posti al termine della canna e che opportunamente usati mutano la strozzatura o parti meccaniche che vengono inserite nella canna stessa o aggiunte alla bocca dell’arma. In ogni caso devono essere costruiti in modo che i pallini entrino nel cono senza risentire di cambio di profilo.

Estrattore. E’ un congegno per estrarre il bossolo sparato. Il primo a costruirlo fu l’inglese Needham nel 1880 ed il congegno fu subito imitato in parte e perfezionato da Greener  a cui fecero seguito altri fabbricati fra cui Deeley e Baker. I meccanismi sono indipendenti da ciascuna batteria ed alloggiati nella testa metallica dell’asta. E’ un meccanismo comodo che agevola il caricamento del fucile. Occorre però che sia ben eseguito. Il monogrillo od a bilanciere, cioè entra in azione per il rinculo dell’arma, può essere sia a funzionamento meccanico o dal selettore con cui è possibile anche scegliere di sparare prima con la canna più strozzata. Si presume in fatti che la seconda canna( tradizionalmente nelle doppiette la sinistra) sia più strozzata e quindi venga utilizzata per il secondo colpo anche se non sempre è così.

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