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Caccia in deroga in Lombardia

Caccia in deroga in LombardiaGiunta bresciana sollecita la Regione all'approvazione della legge regionale sui prelievi in deroga

Brescia, 16 agosto 2010 - Ieri la giunta comunale ha approvato un documento da inviare alla Regione, un atto volto a sollecitare una decisione sulla caccia in deroga ad alcune specie di uccelli. «Anche quest’anno — recita lo scritto — la stagione venatoria (che partirà il 12 settembre, con probabile anticipo al 2) si annuncia all’insegna dell’incertezza per tanti cacciatori bresciani, in particolare per il grave ritardo nella discussione e approvazione della legge regionale sul prelievo di alcune specie, cacciabili sulla base delle tradizioni locali e della consistenza accertata della fauna selvatica».

Il richiamo al Pirellone è arrivato ieri anche in una conferenza stampa dal sindaco Adriano Paroli, dal vice Fabio Rolfi, dal consigliere comunale Claudia Chiappa, che è anche membro del consiglio di Ucl, Unione cacciatori lombardi.
Paroli si è molto speso a favore dei seguaci di Diana, «risorsa per il territorio, del quale sono gli unici a occuparsi, se non lo fanno loro non la fa nessuno».
«Tutelano i boschi e le valli a rischio di spopolamento». Per lui sono addirittura preziosi per l’ecosistema: «A Milano dove, come area metropolitana non si spara, è pieno di uccelli che invadono e sporcano».

Per Rolfi il problema è anche economico per l’indotto legato all’attività venatoria. Per tutti e tre il fringuello, la peppola, la pispola, la prispolone, il frosone devono assolutamente finire nei carnieri dei bresciani «come da tradizione». «Capanni e roccoli con i richiami vivi sono nella nostra storia, da sempre». La Giunta della Loggia chiede ai colleghi milanesi di sbrigarsi a legiferare, coinvolgendo nelle scelte le associazioni di chi imbraccia il fucile e il mondo agricolo «senza pregiudizi, trovando un equilibrio fra il rispetto delle normative comunitarie e la concessione di deroghe legate alla cultura locale».

fonte: www.ilgiorno.it

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