giovedì, 24 maggio 2012

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Calabria/Caccia: la decisione del Tar mette in ginocchio gli operatori del settore

Sospensione della Caccia in Calabria: Crisi e malcontento aleggiano fra cacciatori e aziende calabresi operanti nel settore caccia messe in crisi dalla decisone del Tar.

A dirlo è l’on. Elio Belcastro, il Vice Segretario Nazionale di “Noi Sud” che affronta il problema su un versante nuovo. Non solo la sospensione del calendario venatorio regionale impedisce agli appassionati di praticare il proprio hobby la cui pratica è rimasta a lungo attesa, ma soprattutto in un periodo di crisi tanto spiccata, una decisione in tal senso mette in seria difficoltà tutte quelle attività che operano nel settore caccia.

Le rassicurazioni fatte all’avv. Francesco Tavilla, responsabile nazionale dell’Associazione Caccia, Pesca e Ambiente durante il loro incontro  convogliano tutte sul futuro impegno dell’On. e del suo partito per far si che la giunta regionale vari in tempi rapidi un nuovo provvedimento.

 Intanto è malcontento fra le aziende operanti nel settore venatorio faunistico e nel settore armiero, che vedono le proprie attività interrompersi bruscamente in attesa che l’ordinanza del Tar emanata per dar risposta al ricorso proposto da Lav, Enpa, Wwf, Lipu, Legambeinte ed altri, venga superata.

Durante il loro incontro, l’avv Tavilla ha sottoposto all’on. Belcastro la gravità della situazione che la Calabria si trova a vivere viste le pesanti penalizzazioni dell’intero comparto. La speranza è quella che il parlamentare riesca ad intervenire con il governatore Scopelliti in modo che questo stop inatteso possa essere superato e dimenticato.

L’idea promossa dall’on Belcastro è quella di premere per l’urgente emanazione di un nuovo provvedimento che tenga presenti i rilievi formulati dal Tar ma che consenta al più presto di riprendere con l’attività venatoria. Il provvedimento dovrebbe tener conto delle giornate di inattività prevedendo dunque una chiusura della caccia posticipata al 10 Febbraio. Tale posticipo compenserà in parte il danno subito non solo dai cacciatori ma anche dagli operatori del settore.

Commenti (4)

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la caccia non e solo sparare ad esseri viventi e anche natura e rispetto della natura,carissima sign lorella lo sa che aziende agricole in questi giorni si sono visti rompere le loro reti per la raccolta delle olive dai cinghiali?lo sa che se nn viene fatto il regolare prelievo venatorio queste persone si vedono i campi devastati..
enzo 71 , novembre 10, 2010
Dedicato a chi con troppa facilità rinnega la caccia
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Prima della rivoluzione industriale, molto prima, per procurarsi cibo era necessario cacciare e coltivare. Oggi non si caccia per cibarsi perchè l'industria produce il cibo che compriamo nei supermecati.
Prima di ciò l'aria era respirabile, i mari e i fiumi puliti. Non esisteva il buco nell'ozono, l'inquinamento, le mozzarelle Blu, la mucca pazza, la Suina, l'aviaria, ecc. ecc.....
Non pretendo di avere ragione, ma invitare a riflettere. Se io vado a caccia, uccido una lepre o un faggiano che fino ad allora hanno vissuto liberi e li mangio che danno faccio???? NESSUNO,
La carne che comprerei in un supermercato arriva da un industria che inquina per produrla, che alleva animali in batteria ed in modo disumano facendoli soffrire per tutta la loro esistenza....
Non voglio aggiungere altro. I danni alla terra e le sofferenze agli animali arrecati dall'industria moderna sono troppi.
Il rispetto della caccia e dei cacciatori per la natura è invece massimo....
Perchè accusare senza prima riflettere davvero????
Otello , novembre 11, 2010

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