giovedì, 24 maggio 2012

Ultimo Aggiornamento:06:27:49 AM GMT

Tu Sei Qui': Notizie di Caccia Caccia: Pesaro, troppi conflitti rovinano la caccia

Caccia: Pesaro, troppi conflitti rovinano la caccia

Cacciatori PesaroIl Presidente dell’Ambito territoriale di caccia Pesaro 1, Callisto Cerisoli, attacca l’amministrazione Provinciale per la cattiva gestione delle problematiche relative all’attività venatoria.

Per Cerisoli, che oltre alla carica rivestita è anche un cacciatore, alla Provincia contano solo i voti e ne commenta così l’operato “La Provincia non mostra interesse a un serio controllo e a noi tocca pagare i danni".

Nelle critiche di Cerisoli vengono sollevate alcune problematiche “Questo sistema rischia di esplodere, sotto la pressione di tanti interessi contrapposti. I cinghialai che vogliono farsi il calendario su misura, agricoltori che fanno i cacciatori e chiedono i danni per il cinghiale, una massa di diecimila doppiette che pretende di sparare a tutte le specie, gli Atc impossibilitati a fare gestione e coi bilanci compromessi dai rimborsi per danni. E infine una Provincia che non persegue il bracconaggio e considera la caccia solo come serbatoio di voti”.

Cerisoli espone così le varie problematiche a partire dall’apertura della stagione per la caccia al cinghiale fissata al 16 ottobre; “Il Comitato dei cinghialai chiedeva il posticipo al 23, per potersi dedicare ad altro (ottobre è il mese dei colombacci), non l’ha ottenuta e ha chiesto alle squadre di non muoversi prima del 23” ma ciò nonostante, fa sapere Cerisoli,  “Su 60 squadre, domenica si sono mosse in 25. Immaginate i malumori...”.

Altro problema riguarda un conflitto di interessi tra coloro che sono cacciatori ed agricoltori allo stesso tempo, dice Cerisoli“Alcuni capisquadra, che sono anche agricoltori, a noi chiedono i danni per il cinghiale e poi il 16 non vanno a caccia. Altre regioni hanno attivato una politica seria sul cinghiale, da noi non si riesce”.

Non meno importante è il problema della pressione di caccia sulle specie, spiega Cerisoli, “Partiamo dal dato dei 10.000 cacciatori e facciamo due conti. La preapertura ai primi di settembre sulla migratoria la fanno quasi tutti; l’apertura generale del 18 settembre la fanno tutti; ottobre è il mese clou dei colombacci, ai quali si dedicano circa 2.000 cacciatori”.

Prosegue il presidente dell’ATC, “Poi entrano in azione i cinghialai che sono circa 3.000; e mettiamoci anche 600-700 selecacciatori per gli altri ungulati. Quasi tutti vanno a caccia su tutte le specie e poi ci si lamenta che scarseggia la selvaggina. Inutile che noi ogni anno liberiamo 500 lepri e 3.000 fagiani (e poco meno l’Atc 2); quelli dopo un po’ spariscono”.

Sulla questione sull’eliminazione dei ripopolamenti Cerisoli ammette, “Già, ma servirebbe un’altra gestione della caccia” e nonostante la nuova legge affidi le competenze proprio agli ATC, il presidente afferma “Bisognerà vedere se ce le daranno”.

Cerisoli poi parla dei bilanci dell’ATC “Quello dell’Atc 1 è di 300.000 euro (ogni cacciatore paga 50 euro); 80.000 se ne vanno per il mantenimento della struttura (2 dipendenti fissi), 120.000 per la selvaggina e le opere di prevenzione, gli altri 100.000 vanno tutti in danni, che per il 90% sono dei cinghiali. Questo nel 2010. Ma nel 2011, a tutt’oggi abbiamo già richieste danni per 330.000 euro”.

cinghiali

Da ciò il presidente passa ad un’altra problematica importante, quella riguardante i danni provocati dai cinghiali che allo stesso tempo è una risorsa commerciale, “Ci sono squadre che arrivano ad abbatterne 200 capi a stagione. Le zone più produttive sono intorno al demanio, vedi Furlo e Cesane”; in merito al contenimento della specie per limitare i danni dice Cerisoli “Dove si fa con metodi seri, solo con caccia di selezione, come all’interno del parco del Sasso Simone e Simoncello, funziona. Lì c’è stata una drastica riduzione dei danni”.

Una delle problematiche sollevate da Cerisoli è quella dei controlli sul bracconaggio che a suo dire sono “Praticamente zero”. In tutto ciò la Provincia, prosegue il presidente dell’ATC, “Ha utilizzato i cinghialai politicamente. La politica da noi negli ultimi 15 anni ha gestito il cacciatore e non la caccia. E ne paghiamo i danni, con la fauna stanziale distrutta”.

Per risolvere tutti questi problemi, dice Cerisoli, ci sarebbe bisogno di un «Alleggerimento della pressione sulle specie attraverso il calendario; il ricorso alle guardie venatorie volontarie, oggi sottoutilizzate; migliorare la cultura del cacciatore. Insomma tornare nei binari del corretto esercizio venatorio”.

Molto critico il giudizio di Cerisoli sulla questione «Il conflitto col mondo agricolo è lì lì per scoppiare; ed ora anche tra i cacciatori. Queste cose le abbiamo dette: scriviamo lettere e nessuno ci risponde. Qui serve un taglio netto: o gestiamo noi o gestisce la Provincia. Ma non può essere che loro gestiscono — male — e noi paghiamo i danni”.

Infine conclude il presidente dell’ATC Pesaro 1, “A gestire deve essere un organo tecnico e non politico. Non si fa gestione calcolando i voti. Qui c’è già chi si sta muovendo per le prossime elezioni regionali. Capito?”

 

 

Commenti (1)

RSS feed Comments
caccia
0
finalmente uno che à le palle,condivido tutto quello che à tetto,la caccia al cinghiale va aperta nello stesso periodo della stansialela terza domenica di settembre.Visto che tutti i cacciatori pagano i danni procati dai cinghiali si devono lasciare zone libere per quei cacciatori abilitati alla caccia del cinghiale ma non iscitti a scuadre. 3 o 4 cacciatori insieme, possono cacciare il cinghiale. Bisogna cominciare a smuovere questo monopolio.....BRAVO CERISOLI.
pasquale rossi , ottobre 20, 2011

Scrivi commento

Riduci | Ingrandisci

busy

Feed RSS: Leggi le news venatorie

Banner