giovedì, 24 maggio 2012

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Caccia in Sardegna: Che fine ha fatto la Sicurezza del Cacciatore?

Caccia al Cinghiale in Sardegna: Riflettiamo insieme per evitare altri incidenti venatori.

 

Gentili Amici della Associazione Venatoria Caccia Passione, come avrete sicuramente appurato dalle cronache regionali e nazionali, domenica 10 gennaio 2010 si sono verificati altri due gravissimi incidenti di caccia in Sardegna.
Leggendo su carta stampata la descrizione della dinamica dell’accaduto e dopo un lungo e cordiale colloquio telefonico con il Presidente Regionale CPA Sports, Sig. Marco Efisio Pisanu, possiamo affermare a gran voce che se i malcapitati cacciatori avessero indossato il Gilet ad alta visibilità, forse l’incidente si sarebbe potuto evitare.

 

Chiediamo appunto a tutti i cacciatori Sardi una maggiore attenzione verso la sicurezza venatoria.

 

Noi della Associazione Venatoria Caccia Passione stiamo facendo tanto per sensibilizzare il problema, in quanto in Sardegna non vi è obbligo di indossare i Gilet ad Alta Visibilità durante l’espletamento di battute di caccia al cinghiale, ma ci deve essere anche maggiore attenzione da parte degli Organi regionali e dalle altre Associazioni Venatorie, al fine di evitare spiacevoli incidenti.

 

Intanto, chiediamo a voi Amici cacciatori di indossare spontaneamente un Gilet ad Alta Visibilità, il quale vi aiuterà sicuramente a essere più riconoscibili in terreni ricoperti da folta vegetazione.

 

Nella speranza di poter evitare altre disgrazie, chiediamo unitamente al Presidente Regionale CPA Sports Sardegna, che il nuovo Assessore Regionale all’Ambiente emetta un provvedimento urgente che obblighi le compagnie di caccia grossa ad utilizzare il Gilet arancione, come già avviene in quasi tutte le regioni d’Italia.


Certi di aver fatto cosa gradita, porgiamo Cordiali saluti.

 

Pierfilippo Meloni

Commenti (15)

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Giovanni
Purtroppo le disgrazie sono sempre in agguato.sicuramente il giubbino ad alta visibilità serve (anche se i miracoli non li fà)..Comunque in Sardegna bisogna considerare di introdurre la possibilità di usare la canna rigata, che come noto è meno pericolosa..
Giovanni , gennaio 14, 2010
Presidente Regionale Sardegna CPA SPort
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Ciao Giovanni,
condivido il tuo pensiero per il giubino.
Per quanto riguarda la canna rigata la nostra Associazione sta portando avanti anche questa battaglia, fra non molto faremo una conferenza stampa dove saranno proietati dei vedo per dimostrare la pericolosità del calibro 12 (carucce a palla e palletoni) il materiale lo consegneremo anche all'Assessorato Reg. all'Ambiente.
A presto marco Efisio Pisanu
Marco Efisio Pisanu , gennaio 14, 2010
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Ciao a tutti, qui sotto ho riportato una mail che ho ricevuto oggi, spero che serva almeno a far riflettere gli scettici:

Ciao marco purtroppo l’incidente a Bosa è avvenuto nella squadra mia. come diretto interessato in qualità di persona che sa come sono avvenuti i fatti posso dirti che se il ferito avesse indossato il gilet arancione MOLTO probabilmente avremmo evitato la tragedia. continua la tua battaglia e speriamo che episodi tragici come il nostro facciano riflettere tutti e che ognuno di noi conti sino a tre e se non basta anche di più prima di premere il grilletto. ciao Andrea e Silvia

Grazie Andrea per la Tua preziosa testimonianza
Un saluto a tutti, marco
Marco Efisio Pisanu , gennaio 14, 2010
Sicurezza del Cacciatore: «Gilet arancione obbligatorio a caccia»
Administrator
Caro Marco,
Come vedi un pò di rumore anche Noi l'abbiamo fatto..(Giornali, Internet, ecc..)

Ora staremo a vedere se le SSLL regionali affrontino il problema varando un provvedimento che possa far sì che il Gilet ad Alta Visibilità diventi obbligatorio pure in Sardegna..

Pierfilippo Meloni
Administrator , gennaio 14, 2010
Sicurezza nelle battute di caccia al cinghiale
Antonio
Con questo messaggio vorrei lanciare un appello a tutti i cacciatori affinchè venga usato in tutte le regioni il gilet protettivo arancione (ad alta visibilità con bande catarinfrangenti) con l’intendo di scongiurare tragedie assurde, come quella accaduta negli ultimi giorni. Battiamoci tutti per questa sicurezza.....
Antonio , gennaio 15, 2010
Applicazione delle misure di sicurezza
Stefano
Le misure di sicurezza imposte dalla normativa vigente sulla caccia sono spesso considerate dai cacciatori soltanto ulteriori limitazioni alla propria libertà personale. Secondo il mio parere in materia di armi, senza dubbi, la carabina è di fatto meno pericolosa del calibro 12, mentre per quel che concerne l’adozione obbligatoria di mezzi di maggiore visibilità per chi frequenta il bosco durante il periodo di caccia: il gilet arancio, dovrebbe essere indossato da tutti per cui battiamoci affinchè ciò avvenga.
Stefano , gennaio 15, 2010
Puntualizzazioni durante la formazione del cacciatore
Luca
Oltre ai punti indicati nei vari commenti io aggiungo che che la qualità della preparazione dei singoli candidati è nel
tempo notevolmente migliorata similmente ad una migliore comprensione da parte degli esaminatori di quali siano gli aspetti più importanti nell’ambito delle singole materie per coloro che intendono prendere la licenza. A questo punto sarebbe opportuno che “gli insegnanti”, in generale, ponessero la loro attenzione anche nel trattare situazioni pratiche nelle quali si può trovare il neofita e che invece per la loro “semplicità” spesso vengono sottovalutate. Tali situazioni investono tutte e cinque le materie facenti parte dell’esame suddetto, ma per alcune di esse come “le armi e le munizioni” ed “il pronto soccorso” ritengo che sia importante almeno parlarne e chiarire
quali siano le prime cose da fare e spesso in quale sequenza.
Luca , gennaio 15, 2010
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Angelo
Un Saluto a tutti, sono amareggiato per quanto accaduto in sardegna e vorrei puntualizzare alcuni aspetti della siucurezza durante una battuta di caccia al cinghiale. Nella maggior parte degli incidenti che avvengono durante una battuta, la vittima è stata sempre attinta da un colpo di rimbalzo quasi sempre sparato non rispettando l’ampiezza del settore di tiro di
competenza sia davanti che dietro. Altro comportamento scorretto effettuato dai componenti della squadra durante lo svolgimento è quello di spostarsi dalla posta assegnata senza darne informazione agli altri e spesso non rendendosi conto del
dannoso cambiamento del settore di tiro. Pertanto l'utilizzo del gilet è sicuramente uno strumento necessario per una maggiore sicurezza ma curiamo anche determinati comportamenti che sono basilari per questo tipo di caccia. Concludo dicendo che bisogna portare avanti questa battaglia, uniti per una caccia più sicura.
W LA CACCIA!
Angelo , gennaio 15, 2010
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Alessandro
Ciao sono Alessandro, l'incidente di Bosa mette in risalto la necessità di riflettere su un’attività come quella della caccia, che seppur radicata profondamente nella cultura provinciale, regionale ed italiana, sembra, a volte, perdere il senso etico che la dovrebbe caratterizzare. Tra tutte le componenti sociali interessate (cacciatori,agricoltori, associazioni ambientaliste), occorre riconfermare oggi un rapporto di collaborazione e condivisione, per evitare facili e strumentali prese di posizione. La scelta di parlare oggi di
sicurezza della attività venatoria, nei propositi della Provincia e degli altri organizzatori è finalizzata
a tali obiettivi; sarebbe sciocco pensare diversamente. Bisogna che dalle riflessioni ricavate da questo ennesimo incidente di caccia nasca qualcosa di più: un messaggio di riflessione sull’argomento, ricercando un percorso teso alla attuazione di comportamenti, prese di coscienza, attenzioni che non mettano in
dubbio l’incolumità di vite e persone. La caccia è e deve essere l’esercizio di una passione, l’attuazione di una forma di socialità e non può nè deve divenire la causa di una tragedia.
Alessandro.
Alessandro , gennaio 15, 2010
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Chi mi spiega perchè la canna rigata è più sicura rispetto ad una canna con anima liscia?grazie
Federico , gennaio 17, 2010
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Antonio
Continuiamo la nostra battaglia sperando che episodi tragici come quello accaduto non si verifichino più. L'uso del Gilet Arancione sicuramente sarà il primo passo verso una sicurezza migliore. In tal senso un appello a tutti i capicaccia affinchè impartiscano ordini precisi in tal senso.
Antonio , gennaio 17, 2010
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Stefano
Buonasera a tutti! In merito alla discussione mi chiedo come mai, nonostante esistesse una legge a livello nazionale, in Sardegna non viene applicata? E’ dalla scorsa stagione che si verificano incidenti di caccia mortali e ancora non si riesce a capire che il gilet può salvare la vita. Battiamoci insieme inziando con l'usare questo strumento per ottenere successivamnte l'applicabilità della normativa di riferimento.
Stefano , gennaio 17, 2010
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Per Federico:
"Chi mi spiega perché la canna rigata è più sicura rispetto ad una canna con anima liscia?grazie"

Da noi in Sardegna i tiri si fanno a distanza breve, 25 metri per esempio sono tanti, se spari sul terreno o sulle rocce a palla con il 12 avrai quasi sempre un rimbalzo e se l'angolo d'incidenza è relativamente alto, la frammentazione della palla in schegge di massa importante che possono prendere direzioni non desiderate, idem per i pallettoni che rimbalzano interi e visto che hanno una "bassa" energia cinetica è facile che rimbalzino da qualche altra parte rientrando nella linea delle poste.
Con i proiettili ad "espansione" da carabina questo non succede, a meno che non carichi proiettili con anima in tungsteno. Ovviamente stiamo parlando di proiettili perforanti ad uso militare, proibiti ai civili!
A mio parere l'arma più sicura nei tiri a corta distanza è proprio la carabina!!smilies/wink.gif
ITP , marzo 25, 2010
risposta a federico sull'uso della canna rigata in Sardegna
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Non per contraddirti ma la canna rigata è utile sopratutto nei tiri a lunga distanza, le argomentazioni a favore non sono mie ma di vari esperti che scrivono nei vari giornali. Primo: la maneggevolezza di un cal.12 è insuperabile rispetto ad una carabina (peso, posizione di mira, acquisizione del bersaglio). secondo: la velocità subsonica del dodici a un potere d'arresto nei tiri a breve distanza ben maggiore di una carabina, visto che a breve distanza si avrebbe la cosidetta passata.Terzo: noi in Sardegna non facciamo tiri a lunga distanza ma quasi sempre di stoccata. per quanto riguarda la così tanto decantata frantumazione dei proiettili delle carabine ti inviterei a frequentare i poligoni per vedere i proiettili da caccia come diventano dopo l'impatto, io non mi fiderei troppo. I proiettili a frantumazione mi preoccupano, le schegge che fine fanno? ( tra l'altro servono solo per finire l'animale ferito, come riportato sulle confezioni dei proiettili). E se poi il proiettile non impatta con il giusto angolo per fermarsi, hai considerato la gittata dei vari calibri tipo 30.06, 300. 308 . Forse ci rimane secco qualcuno affacciato alla finestra di casa sua in paese, se uno e cosi fesso da sparare a casaccio.
Vedi tu, ciao.
mustafa uncaz , aprile 01, 2010
risposta a "mustafa uncaz"(cambia nik :-))
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A corta distanza la carabina va bene lo stesso, dipende da chi sta dietro l'armasmilies/cool.gif. Ci sono carabine abbastanza leggere e maneggevoli per nulla da invidiare alle canne lisce. Altro punto importante è che il potere di arresto è notevole, a corta distanza se tiri ad un "sirboneddu" sardo oltre ad ammazzarlo rischi di fare un po di carne macinata...dunque occhio alla scelta del proiettile smilies/wink.gif.
Per prove pratiche già fatte le palle del 12 anche su terreno non roccioso rimbalzano facilmente e se l'angolo di tiro è elevato si frantumano con schegge abbastanza grosse, ne sa qualcosa un mio compagno di battuta centrato da un pezzo di palla dopo che questa aveva attraversato un "sirboneddu", un pezzo di palla era rimasto vicino ad una roccia e l'altro l'aveva centrato al basso ventre , fortunatamente di striscio, aprendogli i pantaloni e lasciandogli una striscia nera(tipo pestatura) di 12 cm,se l'avesse preso perpendicolarmente l'avrebbe ucciso, per questo sono propenso all'uso della rigata. Anche i proiettili di carabina rimbalzano se spari in acqua o su terreni e rocce e se l'angolo d'impatto è sotto i 7 gradi, ma in genere tendono a frantumarsi in schegge grandi quanto pallini, pericolosi a corta distanza, in quanto possono penetrare la pelle, occhi etc.
Se usi palle da carabina tipo Solid cioè tutte in rame, anche li corri il rischio che prendano la direzione sbagliata, oppure palle dual-core con base dura e punta morbida...tutti proiettili che vanno bene per animali da 2 quintali in su, non per cinghiali che arrivano a 60kg.
Nel 2009, se non erro nel nord Sardegna, un giardiniere è stato centrato da un pallettone mentre qualcuno faceva una battuta di frodo, vedi anche se hanno una gittata ridotta se spari dove non puoi vedere rischi grosso sia che usi carabine palle o pallettoni per canna liscia.
Un' ultima cosa... anche rimbalzando un lungo proiettile di carabina, perdendo l'assetto iniziale, oppone una forte resistenza all'aria mentre un proiettile per canna liscia molto meno (immaginati una palla sferica); e da recenti studi fatti negli USA sparando ad alzo zero un proiettile di fucile cal 12 raggiungere il terreno a 200 metri mentre quello di un 30-06 a 400metri, rimbalzando tutti è due hanno misurato con tecniche radar che il proiettile da fucile compie un tragitto più ampio rispetto a quello da carabina!
Come mai in stati come Francia, per il cinghiale in battuta consigliano l'uso di armi a canna rigata e non liscia? Perché i fucili a canna liscia sono responsabili del maggior numero di incidenti, e loro ogni anno fanno le statistiche!
Un ultima cosa, prova a prendere delle cartucce a pallettoni e spara a terra ad una distanza di 15 passi, mettici qualcosa che catturi i rimbalzi vedrai che sorpresa...alla faccia di quelli che vogliono reintrodurli!
Ciao

ITP , aprile 06, 2010

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