giovedì, 02 ottobre 2014

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Rizzini BR 550: l’express a canne affiancate come stile comanda

Rizzini BR 550: l’express a canne affiancate come stile comanda

Fucili da Caccia: Da quando pochi anni fa la Rizzini ha inserito nell’ampio panorama di sovrapposti anche la doppietta non poteva mancare la versione a canne rigate, quella che davvero ha il diritto storico di chiamarsi express.

di Emanuele Tabasso

Il lessico ha un suo specifico valore e serve a dar connotazione a un prodotto o a un particolare: nel settore armiero molti termini provengono dall’inglese o dal tedesco dove inventori e costruttori hanno dato loro le origini e poi qui da noi vengono tradotti o ripresi di sana pianta se la loro fonetica si presta a una facile pronuncia e a un suono gradito. Express è parola magica che richiama savane africane o insidiosi percorsi indiani a dorso di elefante. Sembra sia stato Purdey a denominare così uno dei suoi primi due canne rigati, tecnicamente double barrel rifle, apparsi nella seconda metà dell’Ottocento per cacciare gli animali pericolosi, ed express era termine mutuato dagli Express train, quei treni veloci dell’epoca, imperiosi emblemi di potenza e insostituibili mezzi per i lunghi spostamenti via terra quando auto e autostrade erano ancora di là da venire.

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FAIR Jubilée Prestige in 12/76

FAIR Jubilée  Prestige in 12/76

FAIR Jubilée  Prestige: Nella vasta gamma di sovrapposti che la Casa propone abbiamo scelto un modello da caccia allestito secondo la tradizione, quindi nel calibro 12/76 e con alcuni particolari estetici che, insieme alla tecnica applicata, da sempre fanno presa sulle scelte di molti clienti.

Testo e foto di Emanuele Tabasso

Una giro mentale fra i sovrapposti fa tornare alla mente la pubblicità dell’amaro Ramazzotti che “Fa sempre bene!” come recitava il suadente messaggio degli Anni Sessanta: per noi fa sempre bene osservare quello che è stato e continua ad essere un segno di un cambiamento armiero epocale. La caccia del dopoguerra era ancora condotta con le classiche doppiette fra cui si trovava di tutto, dal più basso artigianato ai sommi inglesi che pochi potevano permettersi; a fianco i semiautomatici stavano iniziando a sgomitare per farsi posto mentre filava via liscia la crescita numerica dei sovrapposti, fino ad allora assai limitati fra la massa dei cacciatori.

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Sako 85 Hunter in 7- 08 Rem.

Sako 85 Hunter in 7- 08 Rem.

La Sako ha sempre mantenuto un livello qualitativo elevato nella progettazione e nell’esecuzione dei suoi fucili rigati raggiungendo una ben meritata notorietà di primissimo piano.

di Emanuele Tabasso

Nata all’inizio degli Anni Venti come officina di riparazioni d’armi e poi come produttrice di fucili rigati, la Sako ha seguito con tenacia e gradualità un percorso tecnico e commerciale improntato allo spirito che anima i finlandesi fatto di tanta sostanza e di signorile contenutezza. La rispondenza all’uso anche in climi estremi e una serie cospicua di vantaggiose caratteristiche ha sempre formato la connotazione di questi fucili a cui non è mai mancata anche la componente estetica di garbo e raffinatezza. L’ingresso sul nostro mercato risale ai primi Anni Sessanta grazie alle cure dell’importatore Peroldo di Torino che aveva fatto conoscere anche in Italia una realtà oramai più che affermata negli Stati Uniti. Alcuni decenni più tardi l’ingresso dell’azienda costruttrice nella Holding Beretta ha dato un ulteriore respiro al complesso dove le radici tecniche sono implementate dal potenziale della grande società di Gardone.

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Breda Grizzly: l’artiglio del supermagnum

Breda Grizzly: l’artiglio del supermagnum

Il riassestamento della famosa marca bresciana ha permesso di riaprire diversi orizzonti e ora l’azienda ha deciso di rimettere mano al semiauto di maggior calibro: il modello Grizzly camerato per il 12/89 si proietta su un mercato specialistico e in particolare verso il nord America.

di Emanuele Tabasso

Chi si ritrova nella condizione d’essere diversamente giovane e dà un’occhiata alla  propria armeria troverà quasi sicuramente in rastrelliera un Breda, ma se nel frattempo lo avesse venduto potrebbe iniziare a rammaricarsene perché i fucili di notevole caratura è bene tenerli. Ci rigiriamo fra le mani un Argus, primo superleggero tutto in acciaio (2.960 g con canna da 65 cm), rammentando alcune cacciate alle cesene costipati in tre in un capannuccio a igloo di fattura totalmente estemporanea con materiali di recupero, allestito con sagacia e inventiva dal nostro maestro capannista, di origini bresciane.

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Iron Armi: semiautomatico Beccaccia De Luxe

Iron Armi: semiautomatico Beccaccia De Luxe

Semiautomatico Beccaccia De Luxe: Avventurarsi oggi sulla strada dei semiautomatici richiede una consistente dose di capacità e determinazione, specie quando si ha il puntiglio di porre ben in evidenza quel tricolore e quella dicitura Made in Italy, con i suoi costi certo, ma con le sue garanzie.

di Emanuele Tabasso

Nata non da molto tempo la Iron Armi ha puntato sui semiautomatici a canna liscia per l’ingresso sul mercato: un’occhiata alle sedi, quella legale presso Perugia, quella operativa a Flero presso Brescia, richiama alla mente un raffinato armaiolo dei decenni passati, originario del capoluogo umbro dov’era nata e si era sviluppata la sua attività, trasferita poi nel bresciano. Oggi il semiautomatico di Terzilio Belladonna costituisce un pezzo ambito delle collezioni a tema: pensiamo sia di buon auspicio apparentare idealmente le due situazioni.

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Remington Modello 783 in .270 Win.

Remington Modello 783 in .270 Win.

La Casa di Ilion puntualmente arriva con un modello adeguato ai tempi e alle situazioni commerciali del periodo che si sta attraversando. Funzionalità, linea sempre gradevole e una quotazione decisamente invogliante sono alla base del progetto.

di Emanuele Tabasso

Sarebbe bene non continuare a citare la crisi che il mondo occidentale sta vivendo, l’Italia si distingue per viverla in maniera un po’ più pregnante degli altri, ma ci tocca e comunque si rivela un fattore di spinta per soluzioni diverse da quelle solitamente adottate. L’industria aggiorna costi, procedure, soluzioni per immettere sul mercato il prodotto adeguato alla bisogna, adeguato cioè alla fisarmonica oramai in fase di compressione assoluta. Lo strumento cui accenniamo non è costruito nelle Marche e non serve ad accompagnare quelle musiche suadenti della campagna francese: è il nostro immaginario portafoglio in cui qualche striminzito foglio di carta moneta fa compagnia a una carta di credito, o bancomat che dir si voglia, limitato nella sua funzione da un numero impresso nella memoria della banca su cui ci appoggiamo.

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Sovrapposti Bettinsoli Overland, quali scegliere?

Sovrapposti Bettinsoli Overland, quali scegliere?Fucili da Caccia Bettinsoli Overland: “Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto”. Questa frase, pronunciata da Clint Eastwood nel memorabile film western “Per un pugno di dollari” , di Sergio Leone, esprime simbolicamente il valore e la forza balistica del fucile.

La superiorità di quest’arma, rispetto alla pistola, è lungamente nota, non a caso i fucili sono detti anche “armi lunghe”, cioè armi che per lunghezza e stazza garantiscono una resa balistica superiore.  Le performance balistiche sono estremamente necessarie quando si caccia e, naturalmente, non ci interessano in caso di guerra, perché le armi di cui parliamo servono solo a praticare una delle attività più antiche ed appassionanti che esistano: la caccia.

Precisione di mira, leggerezza, praticità d’uso sono requisiti posseduti da molti fucili da caccia. La  resa balistica può cambiare lievemente tra un modello e l’altro o in base al tipo di caccia che si intende praticare.

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Haenel SLB 2000+ in .300 Win. Mag.

Haenel SLB 2000+ in .300 Win. Mag.

Una paternità progettuale eccellente e una realizzazione consequenziale commercializzata oggi con un marchio del gruppo che richiama alla mente armi di alto livello nel settore militare come in quello sportivo.

di Emanuele Tabasso

Abbiamo avuto modo di osservare grazie alla cortesia della Bignami di Ora (BZ) il semiauto rigato Haenel SLB 2000+: a parte qualche innovazione e la commercializzazione sotto lo storico marchio ripreso dal gruppo finanziario tedesco che ne ha la disponibilità, questo fucile ci richiama al primo incontro di alcuni anni addietro quando lo provammo sotto il nome dell’azienda progettista, la Heckler & Koch.

Di foggia inconsueta e vagamente militaresca quest’arma si stava facendo strada e non certo grazie alla sua bellezza formale: ma già l’Auto 5 della FN insegnava che un’estetica non bella, ma dotata di forte personalità, ha in sé delle valide motivazioni sottendendo qualcosa di interessante.

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