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Con l’ultima affannosa sgambata sgusciò dall’ombra evanescente del mattino e colse il sole sul ciglio dell’alta conca adagiata sotto i muraglioni di roccia della cima. Ritrovò l’antichissimo larice ardito solitario che le tempeste han ferito in ogni ramo e a mezzo scortecciato lungo il tronco contorto, sì buttò a sedere sul lastrone liscio ch’è ai suoi piedi gli mosse allegria la balorda ìdea che sudi quello, ormai a pensar tutte le volte che ci si era seduto. avrebbe dovuto esserci impressa l’impronta delle natiche. S’appoggiò di schiena alla scorza ruvida del tronco, le lunghe gambe distese sulla pietra e pur la nuca rovesciò all’indietro, il volto pienamente offrendo al sole per assorbirne il tepore insieme alla luminosa percossa filtrate dalle palpebre abbassate.
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Disegno di Caccia: Gli animali visti da "Noi", ecco come vedono Noi cacciatori i piccoli Alessandro e Francesco. |
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Correva l’anno 1948 quando incontrai un carrettiere che portava patate cereali e ortaggi dal Fucino ad Arpino. A quei tempi non si effettuavano trasporti su gomma, ma solo su grandi carretti trainati da cavalli e muli, due o anche più per carretto, per poter superare tratti stradali rovinati dalla guerra. Lungo questa strada che da Sora porta ad Avezzano vi erano delle locande e osterie dove i carrettieri trovavano ristoro per loro e per i cavalli. Io ho avuto modo di conoscere le caratteristiche di queste locande, al primo piano cucina e trattoria, a piano terra una grande stalla con mangiatoia e magazzino, ben chiuso, dove i carrettieri parcheggiavano cavalli e carretti e il prezioso carico di merce per poter tranquillamente riposare.
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“Essere cacciatori non significa solo uccidere, ma istruirsi, cercare di capire sempre più e rispettare la natura con tutte le sue creature buone e non buone che siano. La bellezza e l’integrità pura che a quei tempi offriva la montagna è purtroppo scomparsa, deturpata dalle tante strade e dai fuoristrada sempre più potenti che arrivano da tutte le parti rovinando così le ultime bellezze della natura rimaste.” Le coturnici del monte Marsicano Partendo da Sora,una cittadina del frusinate, dopo aver percorso tutta la strada fino a Forca d’Acero, sorpassato il passo, il primo e secondo rifugio e la parte boscosa, si scende per una strada ricca di tornanti, ma scorrevole fino alla strada marsicana ove si trova il bivio per Opi, Pescasseroli, la Camosciara e Villetta Barrea. Tutti paesini abruzzesi.
Durante questo percorso si può ammirare il superbo e maestoso monte Marsicano, uno dei più alti monti dell’Abruzzo, senza nulla togliere al monte Greco e al monte Mattone. |
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