martedì, 03 marzo 2015

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Tu Sei Qui: Rubriche di Caccia Caccia e Cacciatori

Gallinella d’acqua: le abitudini italiane

Gallinella d’acqua: le abitudini italiane

Caccia alla Gallinella d'acqua: Tendenze e habitat della gallinella in Italia, un rallide tutto da scoprire.

Esattamente come i suoi cugini porciglione e folaga la gallinella d’acqua è della famiglia dei rallidi e il suo habitat preferito è umido, meglio se a stretto contatto con l’acqua: d’altronde il nome del volatile qualcosa ce lo aveva fatto sospettare. Vive in diverse zone del mondo: la troviamo in Europa, la troviamo in Asia e Africa, la troviamo anche in America Settentrionale ma se in alcuni casi la gallinella è sedentaria, quelle che abitano in prossimità delle zone più settentrionali del mondo, vuoi soprattutto per il clima, sono costrette a migrare periodicamente dirigendosi anche e soprattutto in Italia, un eccellente sito di svernamento per le gallinelle nord europee.

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Caccia & Ornitologia: Dimmi che becco hai e ti dirò chi sei..

Caccia & Ornitologia: Dimmi che becco hai e ti dirò chi sei..

Caccia e Cacciatori: Il segreto per diventare un buon cacciatore sta tutto nelle proprie capacità di osservazione: saper osservare è importante per poter trovare la giusta posizione, per scoprire le abitudini del selvatico al quale si da la caccia, per intuire l’arrivo della pioggia o di una bella giornata di sole.

Un esercizio niente male per allenare il proprio spirito di osservazione è quello di prestare interesse al becco dei volatili. Spesso e volentieri sottovalutato, il becco da una marea di informazioni, che potranno tornare utili, sulle abitudini alimentari e non solo del volatile. Tutta questione di alimentazione. La conformazione del becco è determinata soprattutto dalle abitudini alimentari del volatile che nel corso dei secoli hanno imposto la formazione di un certo becco piuttosto che di un altro.

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Caccia al capriolo maschio in Italia e all'estero..

Caccia al capriolo maschio in Italia e all estero..

Caccia al Capriolo. Un tour alla scoperta dell’affascinante mondo del capriolo per scoprire quale è la stagione migliore per il prelievo degli esemplari maschi.

Paese che vai calendario venatorio che trovi specie quando si parla del capriolo, un selvatico particolarmente adattivo,  che è stato in grado di ambientarsi nel circolo polare artico ma anche in medio oriente. Ecco perché fare un discorso univoco in merito al periodo di caccia degli esemplari maschi è piuttosto complicato. Ad aiutarci ci pensa la natura di queste favolose creature che non cambia: osservando i comportamenti del capriolo è dunque possibile ipotizzare quale sarebbe idealmente il periodo migliore per il suo prelievo. Scopriamolo insieme.

Il calendario venatorio . Ovviamente le giornate di caccia in ciascuna regione e in tutte le nazioni sono determinate in base al calendario venatorio, che dovrebbe prendere in considerazione le esperienze verificate dai cacciatori, e tenere in considerazione la logica gestionale, le esigenze delle specie e i periodi critici del selvatico.

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Caccia: Vigilanza venatoria e reciproca collaborazione con i Cacciatori..

Caccia: Vigilanza venatoria e reciproca collaborazione con i Cacciatori..

La vigilanza venatoria: istruzioni per l’uso. Quello fra vigilanza venatoria e cacciatori è un rapporto difficile, spesso litigioso e irragionevole. E per quanto l’una e l’altra parte vogliano far ricadere le colpe tutte da un lato, queste, come solitamente succede, stanno equamente divise fra le parti.

E’ un fenomeno degli ultimi anni, ma che si sta diffondendo a macchia d’olio: ci riferiamo alla cattiva reputazione di cui godono i cacciatori. Li si dipinge spesso e volentieri in maniera erronea, come poco rispettosi della natura, poco sensibili, poco preparati e in grado di sparare a qualsiasi cosa si muova. Niente di più falso e sbagliato. I cacciatori non solo diventano giorno dopo giorno figure sempre più professionali, amanti della natura che li ospita e grandi conoscitori delle specie vegetali e animali, ma si presentano, ad oggi, indispensabili per la gestione delle popolazioni selvatiche, siano esse di ungulati o meno.

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Caccia in primavera.. E' tempo di Caprioli..

Caccia in primavera.. E  tempo di Caprioli..

Caccia di selezione: Come ormai da alcuni anni, con l’avvento della caccia di selezione anche nelle regioni del Centro Italia, giugno corrisponde con l’apertura della caccia al folletto rosso.

di Saverio Patrizi

Purtroppo come spesso accade nel nostro paese i periodi di caccia sono differenti da regione a regione e talvolta anche fra le varie provincie, pertanto non mi dilungherò in una serie di date che spesso vengono modificate anche all’ultimo momento, ogni cacciatore s’informerà presso il suo organo gestore. Pensiamo piuttosto alle attrezzature  alle modalità di caccia, generalmente l’unica forma consentita è quella da appostamento fisso, una forma che consente abbattimenti precisi e ben ponderati, nonché la possibilità i osservare la natura da una posizione privilegiata,senza interferire sulla vita della selvaggina presente. La prima preoccupazione sarà quella di trovare la posizione migliore per realizzare il nostro appostamento, dovremo considerare innanzitutto la posizione del sole, così da non averlo di fronte nelle ore di caccia.

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Caccia alla Beccaccia: Beccacce? Si ma da dove?

Caccia alla Beccaccia: Beccacce? Si ma da dove?

Caccia alla Beccaccia: “Chissà da dove viene”, ognuno se lo è chiesto almeno un volta nella vita, dopo aver messo nel carniere una favolosa beccaccia. Oggi è possibile dare risposta a questa curiosità.

Quando si parla di beccacce la curiosità di cacciatori e studiosi si fa quasi morbosa e spesso le domande più ricorrenti che vengono poste sono relative al luogo di origine di una beccaccia o di un’altra. Fino a poco tempo fa l’unico modo per avere una risposta certa in merito al luogo di provenienza era rappresentato dall’inanellamento; di recente la scienza ci ha regalato qualche sorpresa e qualche risposta piuttosto precisa in merito ai luoghi di provenienza delle beccacce francesi e spagnole.

Il principio che è stato utilizzato lo si può definire piuttosto sicuro visto che si basa sull’analisi in laboratorio di un marcatore inconfondibile e naturale. Gli studiosi hanno infatti preso in considerazione il dosaggio del deuterio presente nelle piume dei volatili.

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Cinghiale: capire la mandibola per conoscere l’età del cinghiale

Cinghiale: capire la mandibola per conoscere l’età del cinghialeCaccia al Cinghiale: Guardami in bocca e ti dirò quanti anni ho. Questo potrebbe essere lo slogan per pubblicizzare il grosso potenziale relativo all’esame mandibolare del cinghiale.

Oltre allo stato di salute la mandibola di un cinghiale può dirci tantissime cose sulla sua età e sullo suo stato generale al momento della cattura. In base alla presenza di denti da latte, o denti definitivi è infatti semplice comprendere se il cinghiale ha pochi mesi di vita o è già un esemplare adulto.  Se stai pensando che l’esame mandibolare sia una cosa per pochi, che solo uno specialista può portare avanti ti stai sbagliando: determinare l’età di un cinghiale è piuttosto semplice e potrebbe rivelarsi davvero utile. Scopriamo perché e come è possibile portare avanti un esame casalingo in poche mosse.

La mandibola del cinghiale. Chiunque, con a disposizione la mandibola di un cinghiale, ha la possibilità di analizzare alcuni di quei denti che comunemente i professionisti del settore chiamano “denti chiave”.

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Caccia al Capriolo: il prelievo delle femmine

Caccia al Capriolo: il prelievo delle femmine

Caccia affascinante e complicata, quella al capriolo segue regole antiche dettate dalla tradizione e dall’esperienza dei cacciatori. Oggi, grazie anche ad una maggiore conoscenza biologica della specie, la caccia di selezione è riuscita ad individuare i periodi migliori durante i quali praticare questa attività venatoria ricca di sorprese e di emozione.

Specie nell’Italia nord est la caccia alla femmina del capriolo ha sempre trovato pochi estimatori e una grande reticenza; si preferiva dar la caccia agli esemplari maschi o giovani, ma la femmina matura della razza, in quanto per sua propria natura madre perennemente, era in un certo senso tutelata e protetta. Per quanto questo atteggiamento sia piuttosto comprensibile, ha creato non pochi problemi fra i vari gruppi di caprioli disseminati sul territorio italiano. Si riteneva infatti che nella sola femmina risiedessero tutte le possibilità riproduttive del gruppo, dimenticando totalmente la fondamentale funzione del maschio, che veniva prelevato con maggiore leggerezza. E’ stato lo studio con base biologica dei gruppi di caprioli a regalare un nuovo volto alla caccia di selezione.

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