Tu Sei Qui: Rubriche di Caccia Caccia e Cacciatori

Caccia & Cacciatori: l'Arte della Caccia e dell'Antropologia venatoria di Vladimiro Palmieri

Caccia & Cacciatori: l Arte della Caccia e dell Antropologia venatoria di Vladimiro PalmieriCaccia & Cacciatori: Vladimiro Palmieri è un cacciatore, ma soprattutto un “antropologo della caccia” vista da dietro le quinte, una realtà che in Umbria detiene il record italiano di doppiette: una ogni 30 abitanti.

In Umbria c’è un cacciatore ogni 30 abitanti, uno ogni 22 al netto di minorenni e over 70. Un record italiano pressoché inattaccabile (la Toscana è a 43, la Lombardia a 133), una matrice storica che arriva da lontano e tiene il passo della crisi, anche se i “tesserini” hanno subito un calo verticale scendendo a 29mila.

Ma siamo davvero un popolo di cacciatori incalliti, cinici carnivori senza cuore e senz’anima, innamorati solo dei propri cani e dei propri fucili?
Vladimiro Palmieri ha 65 anni, ha imbracciato fin da bambino la doppietta a retrocanna del nonno e ancora macina chilometri sui monti in cerca di fagiani e beccacce.

Leggi tutto...

Speciale Digiscoping: a caccia di immagini..

Speciale Digiscoping: a caccia di immagini..Digiscoping: Nella mia attività di fotografo ho da sempre avvertito la necessità, accompagnata da una buona dose di curiosità, di esplorare mondi a me estranei o quantomeno affascinanti.

di Stefano Laboragine

Ma mai, sino ad oggi, mi era venuto in mente di documentare una battuta di caccia al cinghiale. Così, ho la fortuna di essere invitato con la mia macchina fotografica da Andrea Tamarri: mente organizzativa della Squadra dei cinghialai dell’Alta Val Savena. Il luogo di ritrovo, prima di pianificare la battuta, è a Castel dell’Alpi, sull’appennino toscoemiliano, località Cà Borelli. Quando arriviamo, il sole ha albeggiato da poco e tra i rami di faggio, sono ancora conservati i primi colori dell’autunno. Appena arrivato, tra gli sguardi curiosi per il mio volto estraneo e per la mia evidente estraneità all’arte venatoria, avverto subito una piacevole umanità: volti giovani e visi schietti di uomini che hanno esperienza e conoscenza delle valli circostanti. Diverse generazioni unite nella condivisione di una passione: il cinghiale, prima ancora della caccia. Da queste parti la caccia va oltre la semplice visione convenzionale che molti hanno di questa attività. Qui assume un sapore antico, custodisce una tradizione che viene tramandata da padre in figlio, ha radici forti nel rispetto e nella cura del territorio e delle bestie che lo abitano.

Leggi tutto...

Caccia al cinghiale. La cacciarella, romana e non solo..

Caccia al cinghiale. La cacciarella, romana e non solo..

Caccia al Cinghiale: La Cacciarella, non solo la caccia, ma anche un momento conviviale radicato nella tradizione maremmana. Cosa vuol dire organizzare una Cacciarella, ci sono innumerevoli fattori che possono contribuire al risultato finale.

di Saverio Patrizi

La logica consiste nell’accerchiare un determinato bosco, dove si presume siano i cinghiali, posizionare su un lato le poste e sciogliere i cani dalla parte opposta al fine di spingere i selvatici in direzione dei fucili. Spiegato così sembra un gioco da ragazzi, ma purtroppo o per fortuna, la realtà è ben diversa dalla teoria, per prima cosa come facciamo a sapere se in quel determinato appezzamento si trovano i cinghiali? Qui entra in scena la figura dell’Assestatore, si tratta di un esperto che facendo il giro del perimetro verifica e cerca di “contare”, leggendo il linguaggio delle tracce, quanti animali sono entrati e quanti sono usciti, se sappiamo che è una zona ricca di lestre, così si chiamano in gergo maremmano i giacigli dei selvatici, da questa conta e con l’esperienza precedentemente acquisita, sarà possibile determinare se è o meno il caso di scegliere la zona per la giornata di caccia. Al contrario se è un posto di transito, ove i cinghiali si fermano sporadicamente, il compito dell’Assestatore sarà molto più arduo e risulterà fondamentale determinare se sono più fresche le orme a entrare o quelle a uscire, la spia può essere una foglia caduta nella impronta, una piccola ragnatela i bordi più o meno marcati, tutti segnali che il bravo tracciatore sa leggere in maniera infallibile.

Leggi tutto...

Armi Usate: La cessione di armi fra privati. Scopri come acquistare o vendere le armi usate

Armi Usate: La cessione di armi fra privati. Scopri come acquistare o vendere le armi usateArmi Usate: E’ diventata una pratica assai diffusa visto e considerato che i mezzi di informazione spargono ai quattro venti ogni pensiero, anche il desiderio di vendere un’arma, e la trattativa fra privati è all’ordine del giorno.

di Emanuele Tabasso

Le segnalazioni di compra e vendita sono sempre più frequenti e distribuite sui vari canali che vanno dal semplicissimo passa parola alle riviste specializzate, sia su carta che sul web. Logico quindi che molti privati risolvano tra di loro lo scambio di armi usate, trattando direttamente quotazione e consegna. In Italia un privato non è autorizzato a spedire tali mercanzie e quindi ci si deve accordare per un incontro durante cui passare di mano materialmente l’oggetto del desiderio. E’ successo ancora a noi poco più di un mese addietro grazie a un amico collezionista che s’era ritrovato un doppione di calibro e desiderava monetizzare il di più. Insomma pare quasi di tornare al tempo delle figurine: questa “celo” questa manca, dove la parola strana è la trasposizione scritta di un corretto ce l’ho, ma più pregnante e pronunciata con quel poco di sufficienza, mai malevola, che è più un compiacimento interiore che un’esternazione di possesso.

Leggi tutto...

Caccia ai Tordi, un passo ricco di soddisfazioni..

Caccia ai Tordi, un passo ricco di soddisfazioni..

Passo dei Tordi: Piatto ricco mi ci ficco.. Così possiamo sintetizzare il passo dei tordi a ottobre, finalmente è stato un anno ricco di soddisfazioni, specialmente per i capannisti puri, che con i loro appostamenti posizionati nei punti strategici e con “tanta passione”, specialmente al nord della nostra penisola, hanno potuto realizzare carnieri importanti.

Anche a chi preferisce dedicarsi a questa caccia negli uliveti o nei punti di passo con appostamenti provvisori, il mese di ottobre ha regalato grandi soddisfazioni. Al Nord, nelle zone montane lombardi, il passo è stato in due momenti separati, un primo periodo ad inizio ottobre, dove sono stai raggiunti ottimi risultati per poi ripetersi a metà mese dove in un paio di giornate il successo venatorio è stato addirittura superiore. Al Centro e al Sud, naturalmente i periodi sono stai sfalsati di alcuni giorni o settimane, sia per la diversa latitudine sia per alcune giornate veramente calde dove il vento di scirocco ha dominato il meteo, bloccando ogni attività migratoria. Poi quando è tornato il vento da nord, in pochi giorni, veramente ricchi, abbiamo osservato un forte passo di tordi, ma anche di colombacci, frosoni, fringuelli e merli.

Leggi tutto...

Caccia tradizionale: etica, religione e necessità

Caccia tradizionale: etica, religione e necessitàCaccia: Un tour virtuale all’interno di alcune tecniche di caccia antiche, felice commistione fra religione, necessità e tradizione.

Curiosare nelle antiche tradizioni di caccia, che in alcuni casi ancora oggi sopravvivono, regala sempre qualche punto di riflessione nuovo su quella che oggi viene chiamata etica di caccia. Comportamenti che l’osservatore moderno non condivide, taccia come illeciti o immorali, trovano invece una spiegazione piuttosto semplice che prende il nome di religione e più affondo ancora di necessità alimentare. Curiosare nella tradizione venatoria ci consente di affondare lo sguardo fino a quell’epoca nella quale la caccia non era una semplice distrazione, nemmeno uno sport impegnativo e passionale,  ma piuttosto una pratica dal significato più ampio e profondo, uno strumento di sopravvivenza.

Cacciare con l’inganno. Oggi qualcuno non lo considerebbe il modo migliore, eppure c’è stato un tempo in cui si trattava dell’unico modo. Il tempo era quello in cui si cacciava per portare a casa proteine animali e nel quale le cartucce non è che ce ne fossero da regalare. In alcuni paesi dell’Europa, nelle sue estremità più orientali c’è chi questa caccia la pratica ancora, rivolta a grossi animali, gli stambecchi, che vengono spinti con l’uso di levrieri su spuntoni rocciosi.

Leggi tutto...

Starne: come e perché censirle

Starne: come e perché censirle

Starne: Un tempo regine delle pianure coltivate, oggi le starne stanno lentamente scomparendo. Per mettere un freno alla situazione basterebbero censimenti attenti e piani di prelievo ben meditati. Ecco come si potrebbe fare.

Le starne stanno scomparendo, e questa non è una novità, eppure sembra che in pochi se ne rendano conto o siano interessati a quella che dovrebbe essere considerata una vera e propria catastrofe.  La prima domanda che viene da porsi è perché? Facile. I motivi sono almeno tre. Desiderano ambienti sani nei quali vivere, e non sempre quelli che possiamo offrirgli lo sono. Sono piuttosto avvelenati dai pesticidi, da sostanze chimiche e dall’inquinamento che distruggono entomofauna, ossia la presenza di tutti quegli insetti che sono nutrimento fondamentale per la salvaguardia della specie. Le macchine e l’industrializzazione hanno stravolto il mondo dell’agricoltura così come lo conoscevamo una trentina di anni fa. Tutto deve essere a portata di macchina, tutto deve essere semplice da raggiungere e comodo da arare, innaffiare e tagliare. Non c’è più spazio per tutti quei luoghi che erano un tempo luogo di rifugio delle starne: filari d’alberi, siepi, boschetti che erano belli da vedersi ma anche fonte di legna per i contadini e di foraggio per gli animali.

Leggi tutto...

Passo migratorio. Ecco come cambiano le specie migratrici

Passo migratorio. Ecco come cambiano le specie migratriciPasso Migratorio e i misteri della migrazione: le differenze fisiche fra volatili migratori e stanziali e magia evolutiva del selvatico che per sopravvivere percorre ogni anno milioni di chilometri in volo.

E’ una costante che accompagna la vita degli uccelli che ogni anno, se migratori, si spostano da un luogo all’altro del globo per trovare condizioni ideali per la loro sopravvivenza. Chi ritiene però che quello della migrazione sia un fenomeno immutabile sbaglia. Le abitudini dei volatili cambiano condizionate da diversi fattori: il clima annuale tanto per cominciare, le necessità contingenti e la genetica sono elementi da non sottovalutare. Se il fenomeno della migrazione fosse preciso e immutabili non si sprecherebbero tante parole per spiegarlo, non lo studierebbe con tanta attenzione e soprattutto i cacciatori ad ogni cambio stagionale non chiamerebbero insistentemente i propri colleghi, residenti più a nord, per conoscere il flusso della migrazione, in attesa che li raggiunga. Esistono invece annate di buon passo e annate tristemente deserte, e per quanto ci si sforzi di comprenderne a pieno i motivi, ancora la migrazione degli uccelli è fenomeno in buona dose misterioso e magico.

Leggi tutto...

Pagina 3 di 21

Feed RSS: Leggi le news venatorie
Banner
Banner
Banner