mercoledì, 05 agosto 2015

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Caccia e Cacciatori: dopo settanta licenze di caccia “forse” depone il fucile

Cacciatore al TramontoCaccia e Cacciatori: dopo ben settanta licenze di caccia Bruno ha “forse” deciso di deporre definitivamente il fucile.

Sulle pagine del Messaggero Veneto si legge la storia di Bruno, un cacciatore di 89 anni che racconta la sua passione per la caccia che non morirà mai ma che, dopo settanta licenze di caccia, sarà costretto a deporre.

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Caccia al cinghiale: "la posta del Sassone" con la carabina Browning 30.06 S.

Caccia al cinghiale:  la posta del Sassone  con la carabina Browning 30.06 S.

Nella caccia al cinghiale in battuta c’è chi sostiene che tutte le poste sono uguali, mentre molti giurano il contrario. A chi dar torto e chi ragione?

E’ innegabile che in qualsiasi bosco alcuni “trottoi” sono molto più frequentati di altri, ma è anche vero che quando un cinghiale è inseguito da una muta famelica di cani si comporta in maniera imprevedibile. Quindi, anche se un cacciatore  avesse sempre la possibilità di scegliersi la posta, non sarebbe  mai sicuro al cento per cento di avere un “faccia a faccia” con il Re della Macchia. Ma su una cosa credo che siamo tutti d’accordo: se vogliamo trascorrere alcune ore in santa pace e goderci una bella braccata maremmana, la posta che la fortuna (o la sfortuna) ci avrà assegnato  al sorteggio “dovrebbe” almeno essere di nostro gradimento. Dico questo perché purtroppo potrebbe capitare che dobbiamo stare ai margini di una larga, quando invece avremmo preferito essere in una stretta cessa tagliafuoco, o magari viceversa. Quante volte poi vi sarà capitato di stare di posta vicino ad un impetuoso ruscello che non ti fa sentire niente, in un punto dove c’è scarsa visibilità, oppure di avere un vicino che ascolta le partite alla radio e che esulta od ogni goal o parata? Tutti hanno le proprie preferenze e simpatie e su questo non si discute.

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Caccia & Cacciatori: l'Arte della Caccia e dell'Antropologia venatoria di Vladimiro Palmieri

Caccia & Cacciatori: l Arte della Caccia e dell Antropologia venatoria di Vladimiro PalmieriCaccia & Cacciatori: Vladimiro Palmieri è un cacciatore, ma soprattutto un “antropologo della caccia” vista da dietro le quinte, una realtà che in Umbria detiene il record italiano di doppiette: una ogni 30 abitanti.

In Umbria c’è un cacciatore ogni 30 abitanti, uno ogni 22 al netto di minorenni e over 70. Un record italiano pressoché inattaccabile (la Toscana è a 43, la Lombardia a 133), una matrice storica che arriva da lontano e tiene il passo della crisi, anche se i “tesserini” hanno subito un calo verticale scendendo a 29mila.

Ma siamo davvero un popolo di cacciatori incalliti, cinici carnivori senza cuore e senz’anima, innamorati solo dei propri cani e dei propri fucili?
Vladimiro Palmieri ha 65 anni, ha imbracciato fin da bambino la doppietta a retrocanna del nonno e ancora macina chilometri sui monti in cerca di fagiani e beccacce.

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Speciale Digiscoping: a caccia di immagini..

Speciale Digiscoping: a caccia di immagini..Digiscoping: Nella mia attività di fotografo ho da sempre avvertito la necessità, accompagnata da una buona dose di curiosità, di esplorare mondi a me estranei o quantomeno affascinanti.

di Stefano Laboragine

Ma mai, sino ad oggi, mi era venuto in mente di documentare una battuta di caccia al cinghiale. Così, ho la fortuna di essere invitato con la mia macchina fotografica da Andrea Tamarri: mente organizzativa della Squadra dei cinghialai dell’Alta Val Savena. Il luogo di ritrovo, prima di pianificare la battuta, è a Castel dell’Alpi, sull’appennino toscoemiliano, località Cà Borelli. Quando arriviamo, il sole ha albeggiato da poco e tra i rami di faggio, sono ancora conservati i primi colori dell’autunno. Appena arrivato, tra gli sguardi curiosi per il mio volto estraneo e per la mia evidente estraneità all’arte venatoria, avverto subito una piacevole umanità: volti giovani e visi schietti di uomini che hanno esperienza e conoscenza delle valli circostanti. Diverse generazioni unite nella condivisione di una passione: il cinghiale, prima ancora della caccia. Da queste parti la caccia va oltre la semplice visione convenzionale che molti hanno di questa attività. Qui assume un sapore antico, custodisce una tradizione che viene tramandata da padre in figlio, ha radici forti nel rispetto e nella cura del territorio e delle bestie che lo abitano.

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Caccia al cinghiale. La cacciarella, romana e non solo..

Caccia al cinghiale. La cacciarella, romana e non solo..

Caccia al Cinghiale: La Cacciarella, non solo la caccia, ma anche un momento conviviale radicato nella tradizione maremmana. Cosa vuol dire organizzare una Cacciarella, ci sono innumerevoli fattori che possono contribuire al risultato finale.

di Saverio Patrizi

La logica consiste nell’accerchiare un determinato bosco, dove si presume siano i cinghiali, posizionare su un lato le poste e sciogliere i cani dalla parte opposta al fine di spingere i selvatici in direzione dei fucili. Spiegato così sembra un gioco da ragazzi, ma purtroppo o per fortuna, la realtà è ben diversa dalla teoria, per prima cosa come facciamo a sapere se in quel determinato appezzamento si trovano i cinghiali? Qui entra in scena la figura dell’Assestatore, si tratta di un esperto che facendo il giro del perimetro verifica e cerca di “contare”, leggendo il linguaggio delle tracce, quanti animali sono entrati e quanti sono usciti, se sappiamo che è una zona ricca di lestre, così si chiamano in gergo maremmano i giacigli dei selvatici, da questa conta e con l’esperienza precedentemente acquisita, sarà possibile determinare se è o meno il caso di scegliere la zona per la giornata di caccia. Al contrario se è un posto di transito, ove i cinghiali si fermano sporadicamente, il compito dell’Assestatore sarà molto più arduo e risulterà fondamentale determinare se sono più fresche le orme a entrare o quelle a uscire, la spia può essere una foglia caduta nella impronta, una piccola ragnatela i bordi più o meno marcati, tutti segnali che il bravo tracciatore sa leggere in maniera infallibile.

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Armi Usate: La cessione di armi fra privati. Scopri come acquistare o vendere le armi usate

Armi Usate: La cessione di armi fra privati. Scopri come acquistare o vendere le armi usateArmi Usate: E’ diventata una pratica assai diffusa visto e considerato che i mezzi di informazione spargono ai quattro venti ogni pensiero, anche il desiderio di vendere un’arma, e la trattativa fra privati è all’ordine del giorno.

di Emanuele Tabasso

Le segnalazioni di compra e vendita sono sempre più frequenti e distribuite sui vari canali che vanno dal semplicissimo passa parola alle riviste specializzate, sia su carta che sul web. Logico quindi che molti privati risolvano tra di loro lo scambio di armi usate, trattando direttamente quotazione e consegna. In Italia un privato non è autorizzato a spedire tali mercanzie e quindi ci si deve accordare per un incontro durante cui passare di mano materialmente l’oggetto del desiderio. E’ successo ancora a noi poco più di un mese addietro grazie a un amico collezionista che s’era ritrovato un doppione di calibro e desiderava monetizzare il di più. Insomma pare quasi di tornare al tempo delle figurine: questa “celo” questa manca, dove la parola strana è la trasposizione scritta di un corretto ce l’ho, ma più pregnante e pronunciata con quel poco di sufficienza, mai malevola, che è più un compiacimento interiore che un’esternazione di possesso.

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Caccia ai Tordi, un passo ricco di soddisfazioni..

Caccia ai Tordi, un passo ricco di soddisfazioni..

Passo dei Tordi: Piatto ricco mi ci ficco.. Così possiamo sintetizzare il passo dei tordi a ottobre, finalmente è stato un anno ricco di soddisfazioni, specialmente per i capannisti puri, che con i loro appostamenti posizionati nei punti strategici e con “tanta passione”, specialmente al nord della nostra penisola, hanno potuto realizzare carnieri importanti.

Anche a chi preferisce dedicarsi a questa caccia negli uliveti o nei punti di passo con appostamenti provvisori, il mese di ottobre ha regalato grandi soddisfazioni. Al Nord, nelle zone montane lombardi, il passo è stato in due momenti separati, un primo periodo ad inizio ottobre, dove sono stai raggiunti ottimi risultati per poi ripetersi a metà mese dove in un paio di giornate il successo venatorio è stato addirittura superiore. Al Centro e al Sud, naturalmente i periodi sono stai sfalsati di alcuni giorni o settimane, sia per la diversa latitudine sia per alcune giornate veramente calde dove il vento di scirocco ha dominato il meteo, bloccando ogni attività migratoria. Poi quando è tornato il vento da nord, in pochi giorni, veramente ricchi, abbiamo osservato un forte passo di tordi, ma anche di colombacci, frosoni, fringuelli e merli.

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Caccia tradizionale: etica, religione e necessità

Caccia tradizionale: etica, religione e necessitàCaccia: Un tour virtuale all’interno di alcune tecniche di caccia antiche, felice commistione fra religione, necessità e tradizione.

Curiosare nelle antiche tradizioni di caccia, che in alcuni casi ancora oggi sopravvivono, regala sempre qualche punto di riflessione nuovo su quella che oggi viene chiamata etica di caccia. Comportamenti che l’osservatore moderno non condivide, taccia come illeciti o immorali, trovano invece una spiegazione piuttosto semplice che prende il nome di religione e più affondo ancora di necessità alimentare. Curiosare nella tradizione venatoria ci consente di affondare lo sguardo fino a quell’epoca nella quale la caccia non era una semplice distrazione, nemmeno uno sport impegnativo e passionale,  ma piuttosto una pratica dal significato più ampio e profondo, uno strumento di sopravvivenza.

Cacciare con l’inganno. Oggi qualcuno non lo considerebbe il modo migliore, eppure c’è stato un tempo in cui si trattava dell’unico modo. Il tempo era quello in cui si cacciava per portare a casa proteine animali e nel quale le cartucce non è che ce ne fossero da regalare. In alcuni paesi dell’Europa, nelle sue estremità più orientali c’è chi questa caccia la pratica ancora, rivolta a grossi animali, gli stambecchi, che vengono spinti con l’uso di levrieri su spuntoni rocciosi.

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