giovedì, 18 dicembre 2014

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Tu Sei Qui: Rubriche di Caccia Caccia e Cacciatori

Caccia alle Anatre al passo, indicazioni per l’uso per la caccia alle anatre..

Caccia alle Anatre al passo, indicazioni per l’uso per la caccia alle anatre..

Caccia alle Anatre: Abbiamo più volte parlato della caccia alle Anatre come una dei tipi di caccia più diffusi nel mondo e forse uno dei preferiti dai cacciatori; le motivazioni sono fondamentalmente legate ai luoghi, piacevoli, solitari e silenziosi in cui si pratica questo tipo di caccia.

Gli scenari per la caccia alle anatre sono infatti legati agli splendidi luoghi che le anatre sono solite scegliere per riposarsi e trovare nutrimento durante gli spostamenti migratori.

Dobbiamo convenire però che la caccia alle anatre diviene con gli anni più difficoltosa a causa del numero sempre minore degli esemplari tra le popolazioni di anatidi, nonché dei sempre maggiori vincoli ambientali che precludono alla caccia molte zone umide, soprattutto in Italia, preferite dalle popolazioni di anatidi.

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Franchi: Naturalmente...Caccia

Franchi: Naturalmente...Caccia

Cari Amici della Franchi, siamo nel bel mezzo della stagione estiva, ma tra non molto, abbandonati “pinne ed occhiali…..”,  torneremo a strizzare l’occhio alla stagione venatoria.

Nel cambiare la stagione cambieranno i colori, quelli estivi lasceranno posto piano piano a quelli autunnali e poi a quelli invernali. Franchi vuole augurare ad ogni cacciatore una stagione venatoria all’insegna di una caccia attenta, prudente e nel rispetto delle regole.

Il “Cacciatore Franchi”, pone alla base dell’esperienza venatoria la natura, vale a dire quell’insieme di regole, non scritte, che regola la vita e le giornate di tutti noi. Ciascun cacciatore ha il dovere morale di attenersi a tali regole al fine di esercitare la propria passione in maniera corretta verso se stesso, verso gli altri,  verso la fauna e l’ambiente, senza i quali non esisterebbe più la caccia. Non a caso i nomi scelti per i nuovi fucili di Franchi sono Affinity e Feeling, proprio per rievocare quei sentimenti di appartenenza che legano l’uomo alla  natura.

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CAMBIARE? SI, CON FRANCHI..

CAMBIARE?  SI, CON FRANCHI..

FRANCHI: Si sente molto parlare di un mercato della caccia in crisi di identità. Alla Franchi non la pensano così, anzi sostengono che l’attività venatoria non è in crisi, è solamente pronta a cambiare. Ecco perché questo prestigioso marchio si è rinnovato.

Lo stesso colore arancione che lo contraddistingue, viene definito il colore “delle rivoluzioni gentili” del cambiamento, del movimento, dell’energia e dell’emancipazione.  In poche parole, il colore di chi ha una mente, aperta, brillante e giovane non chiaramente dal punto di vista dell’età, ma piuttosto della personalità.

Avrete certamente notato, o perlomeno ne avrete sentito parlare, di alcune urla provenienti dallo stand Franchi durante le fiere di Vicenza e di Brescia. Questi URLI arrivavano da giovani cacciatori, che hanno partecipato ai provini per la selezione dei nuovi volti di First Emotions per il 2014, il nuovo programma di Sky sul canale caccia e pesca e che accompagneranno Alberto Rizzini nelle sue avventure di caccia.

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Caccia: Rischio radioattività nella selvaggina, cosa sapere e come evitarlo

Caccia: Rischio radioattività nella selvaggina, cosa sapere e come evitarlo

Caccia & Cacciatori: La vicenda dei cinghiali radioattivi scoperti in Valsesia ha riacceso i riflettori su una delle problematiche più temute e imprevedibili del mondo venatorio: il rischio di abbattere, mangiare e far consumare selvaggina radioattiva, cioè contaminata da radiazioni  e in un livello superiore a quello consentito.

C’è da dire che il rischio radioattività riguarda non solo la selvaggina, ma tutto l’ecosistema coinvolto dal rischio di contaminazione e dunque funghi, frutti di bosco e altri prodotti presenti sulle superfici boschive, le più a rischio in fatto di assorbimento di radioattività. I cinghiali della Valsesia esaminati lo scorso marzo sembravano contenere una quantità di cesio 137 superiore ai livelli consentiti e quindi “potenzialmente” rischiosa per la salute umana. La causa di questa contaminazione viene fatta risalire da molti alla radioattività proveniente dalla centrale nucleare di Chernobyl, dove il 26 aprile del 1986 si verificò l’incidente atomico più grave del XX secolo.

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Caccia alla lepre, esperienza faticosa, ma indimenticabile..

Caccia alla lepre, esperienza faticosa, ma indimenticabile..

Caccia alla Lepre: E’ una delle cacce più entusiasmanti che esistano e si contende persino il primato delle emozioni assieme a quella del cinghiale.

Stiamo parlando della caccia alla lepre, vera e propria arte venatoria  che da decenni appassiona migliaia di cacciatori. Questa tipologia di caccia vanta una lunghissima tradizione che coinvolge tantissime generazioni di cacciatori: bisnonni,  nonni,  fino a figli e nipoti. I cacciatori di lunga data parlano della caccia alla lepre come di un’esperienza indimenticabile e ricca di colpi di scena. Gli imprevisti tipici di questa caccia suscitano, infatti, tantissime emozioni,  le quali,  il più delle volte, si trasformano in ricordi indelebili. Chi ha avuto la fortuna di cimentarsi nella caccia alla lepre dice di non essere più riuscito a dimenticarla e di averla voluta ripetere per tutto il resto della sua vita di cacciatore. Oltre alle emozioni, però, la caccia alla lepre regala anche tanta fatica, anzi viene comunemente definita come una delle cacce più faticose e stressanti del mondo venatorio.

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Andare a caccia per la prima volta, testimonianze, curiosità e informazioni utili.

Andare a caccia per la prima volta, testimonianze, curiosità e informazioni utili.Andare a caccia per la prima volta è un po’ come vivere quella famosa “prima volta”.  Emozioni, ansia da prestazione, timore di non riuscire, sono tutte sensazioni e sentimenti che si provano proprio durante tutte le cose che si fanno per la prima volta.

Andare a caccia la prima volta significa essenzialmente partecipare a una battuta e sparare la prima cartuccia. L’esperienza, sicuramente, rappresenta un grande punto di svolta nella vita del neo cacciatore, che si trova  a vivere ( in senso venatorio) un cambiamento importante nella sua vita. Le prime esperienze di caccia, secondo le testimonianze degli stessi cacciatori, vengono vissute molto precocemente, un po’ come quell’altra “prima volta”. In genere, i cacciatori professionali, o appassionati, sono figli o nipoti “d’arte”  che da adolescenti accompagnavano  padri, nonni o zii durante le loro battute. Frequenti anche i casi in cui la prima volta a caccia è stata vissuta durante l’infanzia, tra i tre ed i sei anni.

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Una vita da cacciatore: due giorni a curare malati, cinque a cacciare

Piero Cilotti - Una vita da cacciatoreUna vita da cacciatore: intervista al professor Piero Cilotti, chirurgo oculista e cacciatore dall’età di tre anni; due giorni a curare malati, cinque a cacciare.

Intervista di Stefano Lorenzetto per Il Giornale, al professor Piero Cilotti, chirurgo oculista e cacciatore dall'età di 3 anni: metà della vita col fucile. La braccata? Il solengo? Lo scaccione? La tesa? Il padule? Il cosciale? Ma come diavolo parla questo benedetto uomo che non si rade dal 1959, da quand'era studente universitario, e ora si ritrova col volto foderato da una barba alla Nicola Bombacci, bianca anziché nera per via dei 76 anni? Il professor Piero Cilotti, nato a Pisa, laureato in medicina nel 1961 con 110 e lode, tesi pubblicata e borsa di studio per il miglior lavoro sul liposarcoma dell'orbita oculare, poteva diventare il più famoso chirurgo oculista d'Italia, come Rosario Brancato, professore emerito del San Raffaele di Milano, luminare dell'oftalmologia che mosse i primi passi con lui. Ma non ha mai voluto entrare in ruolo. La cattedra universitaria lo avrebbe distolto dalla sua vocazione primigenia, quella cui ha dedicato l'intera esistenza: la caccia.

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Caccia con Cartucce senza Piombo. E' Possibile??

Caccia con Cartucce senza Piombo. E  Possibile??Cartucce senza piombo: La questione dei rischi legati all’uso delle cartucce in piombo è ancora molto dibattuta. Anzi, sta dando vita ad un’ annosa e quasi irrisolvibile presa di posizione tra gli ambientalisti e cacciatori.

Non sappiamo a cosa porterà questa infinita querelle. Naturalmente si spera che non porti al divieto assoluto di praticare l’attività venatoria. Per ora, infatti, le munizioni al piombo sono vietate in tutte quelle condizioni che rientrano nella tutela della fauna acquatica migratoria, come previsto dall’accordo Aewa sottoscritto anche dall’Italia nel 1996 e recepito nel 2006. Il Decreto  17 ottobre 2007 del Ministero dell’Ambiente ha poi stabilito che il divieto vale nelle zone speciali di conservazione (ZSC) e nelle zone di protezione speciale (ZPS), ovvero le cosiddette zone umide ( fiumi, laghi, stagni, acquitrini non bonificati, zone marittime di caccia, ecc.). Fin qui il quadro della normativa nazionale.

Per il resto, il divieto all’uso delle munizioni in piombo viene disciplinato, sempre secondo autorizzazione normativa, dalle Regioni e dalle Province autonome, che con apposite delibere possono decidere di vietare l’uso delle munizioni in piombo.

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