Striscia la Bugia.. L’Editoriale di Federico Cusimano

I due simpatici conduttori Ficarra e Picone, miei concittadini per altro, di Striscia la Notizia usano dire sempre alla fine di ogni servizio: “se qualcuno ha qualcosa da dire noi siamo qui”. E invece per quanto riguarda la caccia e le nostre argomentazioni “lì” non ci sono stati...

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federico cusimano
Federico Cusimano durante una battuta di caccia.

I due simpatici conduttori Ficarra e Picone, miei concittadini per altro, di Striscia la Notizia usano dire sempre alla fine di ogni servizio: “se qualcuno ha qualcosa da dire noi siamo qui”. E invece per quanto riguarda la caccia e le nostre argomentazioni “lì” non ci sono stati. Abbiamo assistito in questi ultimi tempi ad un attacco inaudito nei confronti della caccia e dei cacciatori da parte del solito sedicente inviato Edoardo Stoppa. Questa volta in Africa, per parlare di caccia grossa e di Safari. I servizi erano pieni di bugie, inesattezze, falsità e chi più ne ha più ne metta. Mischiando ad arte tra caccia legale, su base scientifica e indispensabile per la gestione delle specie e per l’economia di quei posti, con attività di bieco bracconaggio. Onestamente non pretendiamo che Stoppa o altri la vedano come noi, siamo aperti a qualsiasi tipo di critica e da giornalisti navigati sappiamo bene che la Verità viene spesso e volentieri “interpretata”  a secondo di chi la racconta. Quindi nulla quaestio relativamente ai servizi. Non pretendo che un bugiardo rinsavisca e dica le cose come stanno. Se volessimo pensare inoltre che Striscia per bocca di Stoppa sia in buonafede allora è l’ignoranza che ha prevalso su tutto.

La questione,  quindi,  è semplicemente dare il diritto di replica! Abbiamo scritto alla redazione di Striscia la Notizia subito dopo la messa in onda dei servizi chiedendo di dire la nostra. Se lo avessero fatto avremmo potuto controbattere argomento su argomento, dato su dato. Avremmo spiegato, tra l’altro, che nei paesi africani in cui la caccia è consentita il numero degli animali è cresciuto sensibilmente e che gli stessi paesi, e le popolazioni, hanno tratto e traggono enormi benefici ambientali ed economici per il flusso di denaro che i cacciatori di tutto il mondo portano.  Al contrario in quei paesi in cui la caccia è chiusa orami da oltre quarant’anni, vedi Kenya, molte specie stanno diventando a rischio di estinzione.  Avremmo detto che la carne di tutti gli animali cacciati viene interamente utilizzata anche per sfamare interi villaggi, per dare delle proteine nobili a bambini che muoiono di fame. Avremmo avuto l’opportunità di ribadire che grazie alla caccia oggi molti bambini possono andare a scuola, possono avere un futuro migliore, possono divenire protagonisti di un cambiamento per quei paesi. Certo far vedere una povera Zebra azzoppata malamente da un tiratore infelice, soffermarsi su quelle immagini, fa molto effetto nella pubblica opinione, ma dietro ogni safari ci sono tali e tanti interessi economico e sociali per quei paesi che sarebbe stato giusto metterli sul piatto della bilancia.

Sarebbe bastato soltanto che il conduttore avesse letto i rapporti ufficiali di un crescente numero di biologi dell’Università dello  Zimbabwe relativi agli studi effettuati nei 23 stati africani in cui è consentita la caccia per capire che allo stato attuale non esiste nessuna alternativa credibile alla caccia correttamente gestita per la salvaguardia della specie e la conservazione degli ecosistemi. Sarebbe bastato chiedere ai parchi, agli scout, agli operatori del settore, ai governi, per comprendere che le uniche risorse per poter combattere il bracconaggio provengono dalla caccia legale e dai cacciatori. Certo detto così sarebbe stato facile, ma allora avrebbero dovuto dire la verità!

Non siamo così presuntuosi da credere di avere tutte le risposte e tutte le soluzioni, ma almeno noi ci stiamo provando, con fatica, facendo errori, giorno dopo giorno. Tu Striscia la Notizia che stai facendo? Tu Edoardo Stoppa che stai facendo? Dateci una soluzione oppure siete, come io penso che siate, parte del problema!

Federico Cusimano

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