Il Comune di Fossacesia (CH) elogia i cacciatori per il selecontrollo dei cinghiali

Il sindaco ha voluto tributare un riconoscimento pubblico al mondo venatorio e agli agenti della Polizia Provinciale.

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Lombardia

Selecontrollo dei cinghialiIl Comune di Fossacesia, in provincia di Chieti, si è espresso in favore dei cacciatori con un riconoscimento pubblico tributato al selecontrollo. Ecco la nota del sindaco della località abruzzese: “L’Amministrazione Comunale di Fossacesia propone che venga istituito un riconoscimento pubblico nei confronti dei cacciatori abilitati al selecontrollo e della Polizia Provinciale, per il lavoro che svolgono in questo periodo di emergenza per arginare il sovrappopolamento dei cinghiali.

Quindi è giusto esprimere gratitudine a quei cacciatori che, va ricordato, operano volontariamente negli interventi di prelievo dei cinghiali, e agli agenti di Polizia Provinciale, per l’opera che svolgono a tutela dei territori e per la sicurezza pubblica. La loro attività è importante anche perché sono tantissime le segnalazioni che ci pervengono da parte di imprenditori agricoli e automobilisti, con le quali ci vengono ripetutamente denunce sulle scorribande che gli ungolati compiono, distruggendo raccolti, per la loro presenza nei centri abitati e lungo le strade.

Quello che ci preme maggiormente è tutelare, innanzitutto e con la massima urgenza, la sicurezza dei cittadini e i nostri operatori agricoli. L’obiettivo è quello di rendere più tranquilla la percorrenza delle nostre strade, salvaguardare l’incolumità pubblica e sostenere i nostri agricoltori che vedono sempre più danneggiati i loro raccolti”.

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1 COMMENTO

  1. Credo che l’attivita’ venatoria non deve essere difesa da me che vado a caccia, vorrei piu’ controlli anche di notte. Infatti il problema sono gli eventuali bracconieri e chi non segue le norme soprattutto inerenti la sicurezza, ma a parte cio’ pagando molto per presenti poter esercitate questa attivita’ e facendo lavorare l’industria armiera e delle munizioni dovremmo essere maggiormente tutelati. Marce contro la caccia in campagna andrebbero vietate se non a distanza di 200 mt dai cacciatori, se noi dobbiamo avere una distanza di sicurezza si dovrebbe esercitare il proprio diritto a protestare con il controllo pero’ dei vigili urbani e polizia ma senza poter toccare l’arma espresso o tentare di disarmare il cacciatore che del fucile e’ custode.

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