Vicenza, bocciato il ricorso animalista: la vigilanza venatoria è legittima

ENPA e LAC avevano contestato il regolamento, in particolare la presunta esclusione delle guardie zoofile.

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Vigilanza venatoria

Vigilanza venatoriaLa Prima Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha respinto il ricorso presentato dalla Lega per l’Abolizione della Caccia ed Ente Nazionale Protezione Animali in merito al regolamento della provincia di Vicenza per la vigilanza venatoria. Queste norme sono state approvate nel 2012 e secondo le due associazioni erano almeno sei i motivi per annullarle.

Anzitutto, LAC ed ENPA avrebbero considerato incompetente la Provincia di Vicenza, oltre all’impossibilità per questo ente locale di estendere i propri poteri alla vigilanza venatoria. Le associazioni animaliste hanno poi contestato l’illegittimità dell’articolo 2 del regolamento, quello sulle guardie giurate volontarie e la loro nomina, la mancata inclusione di quelle delle associazioni ambientaliste, la residenza nel Vicentino per diventare guardia e la mancata contemplazione delle guardie zoofile. I giudici amministrativi hanno smontato tutte queste motivazioni.

In effetti, per il TAR la Provincia è competente, come anche non può mancare il requisito della residenza in provincia di Vicenza. Inoltre, anche se non si fa riferimento alle associazioni ambientaliste e alle loro guardie, non è mai stata intenzione del regolamento escludere gli appartenenti alla LAC. Il ricorso è stato quindi respinto e le due associazioni dovranno rimborsare le spese giudiziarie (circa 2mila euro), oltre agli oneri accessori.

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