La Toscana ha finito per “monopolizzare” gran parte delle cronache venatorie in quest’ultimo periodo e continua a farlo, come ben testimoniato dall’intervista che il governatore Eugenio Giani ha concesso al quotidiano “La Nazione”. Tante le questioni affrontate, tutte di stretta attualità.
Capanni
Le limitazioni lamentate dai cacciatori in merito ai capanni e i possibili nuovi costi hanno richiesto delle precisazioni da parte di Giani: “Gli appostamenti fissi ricadenti nei territori a caccia programmata fuori dai siti Rete Natura 2000, che sono quasi il 90% del totale, non subiranno variazioni. Le modalità previste nelle aree Rete Natura 2000, in realtà, esistono da molti anni, e sostanzialmente non sono cambiate. Anzi, sono previste variazioni di titolarità in aree dove fino a ieri erano vietate, il che evita la scomparsa di appostamenti storici e favorisce il passaggio. Stessa cosa sui costi: il costo da sostenere alla presentazione della domanda di nuova autorizzazione è quello relativo alla marca da bollo da 16 euro. Nei fatti quindi, non ci sono novità rispetto al passato, anzi il piano tutela tutti gli appostamenti fissi della Regione Toscana”.
Caccia al cinghiale
La risposta del governatore sulla caccia al cinghiale in braccata è la seguente: “Non c’è variazione rispetto al passato, rimane tutto identico. Per gli interventi di controllo, la situazione è addirittura migliorata, soprattutto per la tutela delle produzioni agricole; cioè, sono consentiti tutto l’anno nelle aree a divieto di caccia (o in periodi di caccia chiusa), interventi di controllo numerico anche in braccata fino al 28 febbraio e dal 1° agosto, anche nei siti rete natura 2000 senza vincoli. Dal 1° marzo al 31 luglio, nelle aree coltivate rimane la stessa procedura. Solo fuori (nel bosco per intendersi), nei siti rete natura 2000, nel periodo dal 1 marzo al 31 luglio, per effettuare interventi di controllo ai sensi dell’articolo 37 è necessaria la valutazione di incidenza. Stiamo parlando, di pochissimi interventi annui a livello regionale, aree peraltro generalmente non suscettibili di danni alle coltivazioni. In questo caso comunque, essendo interventi ricorrenti, la Vinca deve essere fatta ogni 5 anni”.
Uso del piombo
Non meno rilevante è l’approfondimento sulle munizioni in piombo del piano faunistico toscano: “Non è stato inserito niente di nuovo. Nel 2021 la Commissione Europea ha emanato il Regolamento Ue 2021/57 per le limitazioni all’uso del piombo nelle aree umide, recepito dai Ministeri nel 2023. Nel Piano sono state trascritte queste indicazioni che i cacciatori toscani conoscono già, in quanto sono le stesse riportate sui due precedenti calendari venatori. Le difficoltà del mondo venatorio nascono dalla definizione di ‘aree umide’ utilizzata nella ‘Convenzione di Ramsar’, che crea incertezza. Per questo si sono susseguite alcune precisazioni emanate dai due ministeri, che non hanno chiarito la questione. La soluzione sarà l’applicazione definitiva della modifica alla Legge 157/92 del novembre 2024, che prevede da parte dei Ministeri l’individuazione cartografica delle aree. La Regione le ha già individuate da tempo”.
Piano faunistico venatorio
Infine, la replica alle paure dei cacciatori toscani: “Il Piano faunistico venatorio regionale è un atto equilibrato che consentirà ai cacciatori toscani di continuare a dedicarsi alla loro passione senza subire variazioni rispetto al passato, tenendo in considerazione alcuni principi fondamentali contenuti nella programmazione che non possono prescindere dal rispetto dell’ambiente, dalla conservazione della fauna selvatica, dalla sostenibilità del prelievo venatorio e soprattutto dalla tutela delle coltivazioni agricole e dall’incolumità delle persone. Per gestire la questione in maniera congrua ed equilibrata è necessario lavorare scientificamente sui dati. La collaborazione che abbiamo da anni con il mondo scientifico, la competenza dei nostri uffici tecnici e l’investimento costante che la Regione adotta per la gestione della fauna e del territorio, ci vengono riconosciuti a livello Nazionale, e su questi principi si basa la nostra forza”.



































