Soluzioni che vanno per la maggiore
Cinghiali, sempre cinghiali, fortissimamente cinghiali. L’emergenza ungulati non riguarda soltanto l’Italia, se ci si sposta di qualche chilometro dal confine, si scopre che anche in Svizzera il problema è molto sentito. D’altronde, con una popolazione di 30mila selvatici nei vari cantoni e i danni pesanti all’agricoltura, non si può stare tranquilli. Le soluzioni che stanno andando per la maggiore – e che potrebbero essere replicate dalle nostre parti vista la vicinanza geografica – suonano un po’ singolari.
Spari e rumori fastidiosi
Invece che intensificare gli abbattimenti (a cui, comunque, non si rinuncerà), il Canton Zurigo si sta affidando sempre più alle cosiddette misure preventive, in particolare i rumori e gli odori. Da queste parti sta avendo un discreto “successo” l’impianto di altoparlanti che diffonde rumori di spari e altri suoni che dovrebbero spaventare i cinghiali. Allo stesso tempo viene considerata molto efficace l’immissione di sostanze dall’odore acre e pungente, in grado di allontanare gli ungulati.
La spesa complessiva
Secondo l’Ufficio Caccia, proprio l’attività venatoria non può essere più considerato l’unico rimedio utile in questo senso, di conseguenza ci sarà un impegno economico non indifferente per promuovere anche le altre misure. Si parla di circa 250mila franchi svizzeri (275mila euro per la precisione). Vedremo presto le stesse soluzioni anche in Italia? Chi vivrà vedrà.

































