Il bello e il cattivo tempo
Paolo Sparvoli, numero uno dell’Associazione Nazionale Libera Caccia, ha affidato a una nota le sue ultime considerazioni in materia venatoria: “Sono anni che l’ISPRA sta facendo il bello e il cattivo tempo in tema di caccia, spesso non prendendo in alcuna considerazione dati provenienti da altri organismi scientifici e senza produrre studi autonomi. Basti pensare che l’ultima stima sulla popolazione del lupo in Italia risale a quasi sei anni fa e ad oggi non si hanno nemmeno proiezioni scientifiche attendibili“.
Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale
Il comunicato prosegue: “Ebbene, è tempo che dopo la sua ricostituzione, il Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale faccia sentire, forte e chiara, la sua autorevolissima voce in materia di gestione faunistica e di politica venatoria, ridimensionando il ruolo di strapotere dell’Istituto come, peraltro, già confermato dal Consiglio di Stato“.
Necessità di trasparenza
Le conclusioni sono affidate a un auspicio: “L’ISPRA, infatti, ha dimostrato da tempo di essere fin troppo asservito alle pressioni di una certa politica, ideologicamente avversa all’attività venatoria, e sempre pronta ad inasprire regolamenti e calendari. L’istituto fa parte del CTFVN ed è al suo interno che deve operare in maniera trasparente, collaborativa e il più possibile tecnico-scientifica, senza pontificare e senza dettare dogmi“.



































