ATC lombardi
Sono di questi ultimi giorni decreti regionali che sanciscono in alcuni Ambiti Territoriali la chiusura dell’attività venatoria alla lepre. Scelte per un verso del tutto legittime, se adeguatamente motivate. Ed il punto è proprio questo; per Arci Caccia Lombardia, il frettoloso avvallo dei dirigenti regionali manca del necessario approfondimento e non può essere semplicemente imputato al rilevamento di mixomatosi (ha-Myxovirus ceppo Toledo). La scelta adottata da alcuni ambiti (2 per ora) di sospendere (a meno di un mese dall’apertura) la caccia alla lepre, non solo sembrerebbe illogica (vedi PSA per la quale viceversa è stato aumentato lo sforzo di caccia per contrastarne la diffusione) ma andrebbe indagata con maggiore attenzione. Cosa c’è realmente dietro la chiusura della caccia alla lepre?
Riproduzione difficile
È probabile che la gestione di questo selvatico, che vanta un notevole numero di praticanti, abbia profonde lacune: in parte certamente causate dal territorio, che in alcuni casi può rendere difficile la riproduzione, ma molto spesso ci si trova di fronte a piani di abbattimento approssimativi e non basati su censimenti periodici e di più anni. Come si pone rimedio? Semplicemente ricorrendo ad immissioni per ripopolamento, quindi, in previsione della possibile chiusura di importazioni dall’estero, magicamente si ricorre alla chiusura della caccia. Questo non risolve però il problema principale: la gestione. Eppure una grande associazione venatoria nazionale negli anni scorsi ha finanziato in Lombardia un progetto mirato per creare i presupposti scientifici e pratici per una corretta gestione della lepre: se questi sono i risultati …………
Repetita juvant, di seguito ci permettiamo di riportare alcuni dettagli finali del progetto terminato nel 2023.
Strategie raccomandate
Le risultanze del Progetto Lepre forniscono agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) linee guida chiare e basate su evidenze scientifiche per invertire il trend di declino della specie. Il focus della gestione consigliata si sposta decisamente dal concetto di “riproduzione artificiale” alla qualificazione ambientale del territorio e alla razionalizzazione dei prelievi.
Le principali strategie raccomandate per gli ATC includono:
1. Revisione dei Criteri di Ripopolamento
• Privilegiare la provenienza locale: Lo studio ha dimostrato che le lepri di cattura locale (traslocate da ZRC gestite correttamente) mostrano tassi di sopravvivenza e di adattamento nettamente superiori rispetto ai capi d’allevamento o a quelli importati dall’estero.
• Rischio Sanitario: Limitare o monitorare rigorosamente le immissioni dall’estero riduce l’introduzione di patogeni critici (come la mixomatosi, che periodicamente costringe gli ATC a chiusure anticipate della caccia per tutelare i contingenti rimasti).
2. Miglioramenti Ambientali e Gestione degli Habitat
• Accordi con gli agricoltori: Gli ATC sono invitati a promuovere la piantumazione di siepi, fasce inerbite stabili e colture a perdere per ricreare zone di rifugio e di alimentazione differenziata, contrastando gli effetti negativi del moderno assetto agricolo intensivo (monocolture).
• Caratterizzazione delle ZRC: Monitorare le Zone di Ripopolamento e Cattura non solo numericamente, ma valutando l’effettiva idoneità ecologica e la presenza di risorse nel corso di tutto l’anno.
3. Gestione della Pressione Venatoria e Censimenti Scientifici
• Piani di prelievo su dati certi: Strutturare i carnieri stagionali basandosi su rigorosi censimenti primaverili ed estivi tramite tecniche standardizzate.
• Flessibilità e chiusure tempestive: Gli ATC devono applicare indici di prelievo sostenibili (es. legati al raggiungimento di precise percentuali dei capi censiti) ed essere pronti a sospendere la caccia in caso di andamenti demografici negativi o emergenze sanitarie.
4. Controllo Selettivo dei Predatori
• Contenimento della volpe e dei corvidi: Nelle aree sensibili e destinate alla riproduzione dei lagomorfi, gli ATC devono attivare piani di controllo autorizzati ed efficienti dei predatori opportunisti per aumentare il tasso di sopravvivenza dei leprotti.
Arci Caccia Lombardia chiede che Regione analizzi a fondo le scelte degli ambiti di caccia dando indicazioni omogenee e non avvallando tout court proposte di chiusura (fonte: Arci Caccia).
































