Consiglio Nazionale
Sabato 7 Marzo si è svolto il Consiglio Nazionale di Arci Caccia. Una riunione densa di contenuti che ha avuto al centro l’avvio della campagna congressuale per il XIII Congresso. Un percorso che si concluderà in settembre a Chianciano con l’elezione del nuovo gruppo dirigente. Nella sua relazione il Presidente Maffei ha toccato vari punti di attualità. Soddisfazione è stata espressa per la sentenza del Consiglio di Stato sul CTFVN che ha rinviato alla Corte Costituzionale la decisione sulla legittimità di questo organismo. Di pari passo sono state rimandate al mittente le critiche sollevate sull’argomento da ANLC e Agribio. La composizione del Comitato è sancita per legge e la formazione ridotta, adottata dal Governo, per la nostra associazione, è palesemente illegittima; e per fortuna, dubbi in proposito sembrano averli anche i giudici del Consiglio di Stato.
Le principali preoccupazioni
Preoccupazione, invece, ha destato l’iniziativa animalista della accolta firme della Fondazione Capellino, un’operazione che, dietro la facciata della difesa della ln 157/92, cela l’intento di arrivare alla chiusura della caccia. Così come allarme ha creato la richiesta di una riduzione dell’aliquota iva per la ristorazione legata alla caccia. Un nuovo regalo alle aziende faunistiche ed un nuovo passo verso la privatizzazione della caccia.
Caccia sociale
Il documento politico congressuale, che per scelta dell’assemblea sarà aperto alle integrazioni ed ai suggerimenti provenienti dai territori, pone al centro la difesa della caccia sociale. Un obbiettivo da raggiungersi attraverso il rilancio dell’azione degli ATC, che dovranno raggiungere il traguardo dell’autosufficienza nella produzione di selvaggina attraverso una nuova alleanza con gli agricoltori, incaricati ed incentivati a “fare ambiente” a vantaggio della fauna e della collettività.



































