Panem et circensis
Prima la mancata partecipazione a EOS, ora un comunicato fermo e che provocherà senza dubbio reazioni. L’onorevole Sergio Berlato, presidente di ACR (Associazione per la Cultura Rurale) ha diffuso una lunga nota puntando il dito contro le associazioni venatorie riconosciute: “Il concetto di panem et circensis (pane e spettacoli) è stato coniato nel primo secolo dopo Cristo da Giovenale che descriveva come gli imperatori dell’antica Roma fossero soliti usare dei mezzi di distrazione di massa per evitare che il popolo potesse riflettere sui reali problemi che lo affliggevano. Sono passati numerosi secoli da allora ma sembra che le tecniche di distrazione di massa usate dagli imperatori romani siano purtroppo ancora tremendamente valide. Se vogliamo fare un’analisi su quello che sta accadendo alla caccia in Italia, ci accorgeremo che nulla è cambiato rispetto all’antica Roma. Abbiamo avuto modo di chiedere ai ministeri competenti quale sia il numero reale di coloro che esercitano l’attività venatoria in Italia e quanti, tra costoro, sono iscritti alle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale”.
I dati nel dettaglio
“Ecco i dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Agricoltura in data 30 marzo 2026:
- Federazione italiana della Caccia 212.488
- Associazione nazionale Libera Caccia 63.045
- Enalcaccia 37.624
- Arcicaccia 26.361
- ITALCACCIA 16.809
- ANUU 15.180
- EPS 1.233
- Se ne desume che, al 31 dicembre 2023, i cacciatori iscritti alle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale erano 372.740″.
Coltelli e munizioni in piombo
“Se calcoliamo un ulteriore calo di cacciatori stimato nel 10% annuo dal 2023 al 2025, significherebbe che i cacciatori iscritti alle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale siano attualmente poco più di 300.000. Se venissero portate a compimento le malsane iniziative da parte del Parlamento italiano di convertire in legge il nefasto Decreto legislativo sul divieto dell’uso e del trasporto dei coltelli in Italia, oltre all’emendamento che vieta l’uso e trasporto del munizionamento in piombo in tutte le zone umide d’Italia, oltre al divieto assoluto di caccia nelle aree demaniali marittime di tutta Italia, stimiamo che ci potrebbe essere un’ulteriore emorragia di cacciatori di almeno il 20% degli attuali praticanti l’attività venatoria”.
Prospettive per il futuro
“In questa drammatica situazione per il mondo venatorio italiano con prospettive ancora peggiori per l’immediato futuro, torna di moda il “panem et circensis” e cioè l’arma di distrazione di massa. I dirigenti delle associazioni venatorie riconosciute vi fanno svagare nelle fiere durante le quali dicono che i cacciatori non sono mai contenti e che pretendono troppo, tanto da arrivare addirittura a chiedere che il Parlamento italiano approvi le tante attese modifiche all’infame legge statale n. 157/92 che, dalla sua entrata in vigore, ha costretto oltre un milione di cacciatori a smettere di andare a caccia in Italia. “Panem et circensis”: portiamo i cacciatori a svagarsi un po’ con l’illusione di avere la pancia piena, così smetteranno di pensare di andare a caccia o di andarci in modo dignitoso”.


































