Termini bislacchi
La questione dell’utilizzo di arco e frecce per la caccia al cinghiale in Trentino Alto Adige ha suscitato un ampio dibattito che ha portato persino a coniare termini bislacchi per descrivere questa attività. Si sta parlando, ad esempio, di “Ordinanza Robin Hood” con evidente allusione al celebre eroe popolare britannico che utilizzava questi strumenti, ma non certo per prelevare gli ungulati. L’onorevole ed eurodeputato Sergio Berlato (Fratelli d’Italia) ha commentato la vicenda ai microfoni di EU Video News.
Sessione plenaria
Berlato è intervenuto a margine della sessione plenaria al Parlamento europeo di Strasburgo: “C’è una discussione in atto per quanto riguarda l’iniziativa di alcune regioni o province autonome di utilizzare l’arco nell’attività venatoria e nell’attività di controllo della fauna selvatica. È già previsto sia dalla normativa comunitaria e anche dalla Legge Statale 157 del 1992 che le azioni di prelievo o controllo della fauna selvatica possano essere fatte con i mezzi consentiti dalla legge. L’arco è uno strumento consentito per legge che viene utilizzato sia per il prelievo venatorio che per il controllo della fauna selvatica”.
Sperimentazione dal prossimo anno
Con il provvedimento adottato dalla Giunta provinciale di Trento è stata introdotta la possibilità di utilizzare l’arco come mezzo di controllo del cinghiale, a titolo sperimentale (la sperimentazione inizierà dal 2027), per migliorare l’efficacia dell’azione di controllo, tenendo conto che l’arco può rappresentare uno strumento alternativo laddove l’utilizzo di un’arma da fuoco può risultare inopportuno per via del disturbo che può arrecare ad altre specie anche in stagioni particolari come quella riproduttiva.


































