Una carneficina
Potrebbe essere arrivato a una svolta il giallo dei tre cacciatori uccisi in provincia di Messina lo scorso 28 gennaio, nei boschi di Montagnareale. L’unico indagato, un 52enne che di mestiere fa il bracciante agricolo, avrebbe confessato di essere presente nella zona quella mattina e di aver preso parte alla sparatoria. Carneficina che sarebbe stata la conseguenza di un incidente iniziale. La vicenda è però rimasta avvolta dal mistero.
Facoltà di non rispondere
Nonostante le fonti giudiziarie abbiano dato conferma alla confessione, questa non potrebbe essere usata nel processo perché il 52enne avrebbe parlato prima di essere indagato e senza che fosse presente un avvocato. In effetti, lo stesso indagato ha poi fatto scena muta una volta giunto il legale nel corso del successivo interrogatorio. Nei prossimi giorni ci sarà un nuovo confronto, in attesa che i Ris rivelino i risultati degli esami balistici.
Le prossime settimane
L’avvocato del 52enne, intanto, ha annunciato di voler presentare una denuncia per violazione del segreto istruttorio. Serviranno dunque ancora delle settimane prima di arrivare a un quadro più chiaro di questo oscuro episodio ancora senza un colpevole ufficiale.





































