Riforma dell’attività venatoria
Oggi, 3 febbraio, alle 13 in Commissione Agricoltura alla Camera è stata discussa una interrogazione a risposta immediata rivolta dall’on. Borrelli al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per chiedere, alla luce dei dati sugli incidenti di caccia diffusi al termine della stagione venatoria, se “non intenda promuovere iniziative di competenza, di carattere normativo, volte a riformare in senso restrittivo l’esercizio dell’attività venatoria, favorendo al contempo, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, l’adozione di misure di contenimento della fauna selvatica non letali e scientificamente validate”.
La risposta del ministero
Per il Governo ha risposto il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e ForestaleLuigi D’Eramo: “Il MASAF esprime massima attenzione alla sicurezza pubblica e alla tutela dell’incolumità dei cittadini. Il Ministero monitora con rigore i fenomeni di incidentalità e promuove con Regioni e autorità preposte ogni iniziativa utile per rafforzare la sicurezza nelle aree interessate dall’attività venatoria. Recenti studi (Università di Urbino) dimostrano che gli incidenti dovuti all’attività venatoria sono in costante diminuzione nel corso degli anni. L’ultima annata ha visto un forte ridimensionamento. L’esercizio della caccia in Italia è regolato dalla Legge 157/1992 che disciplina la modalità di prelievo venatorio e la protezione della fauna selvatica. Le violazioni della normativa sono perseguite con rigore dalle autorità competenti”.
L’obiettivo del disegno di legge
“Sulla scia della sensibilizzazione circa l’aggiornamento della normativa proveniente dal Parlamento e mi riferisco alla risoluzione approvata durante la scorsa legislatura nell’ambito dell’affare assegnato 337, le forze di maggioranza hanno presentato un disegno di legge in materia, attualmente all’esame della Commissione Agricoltura del Senato. Tale esigenza nasce dalla necessità di adeguare la normativa al mutato scenario. Il disegno di legge ha l’obiettivo di mediare le esigenze connesse alla tutela della natura con quelle connesse alle attività antropiche, comprese quelle produttive, senza trascurare tradizioni, aspetti economici, ricreativi e sociali”.
Monitoraggio delle popolazioni
“La riforma riconosce l’importanza di un confronto tra interessi diversi che deve svolgersi nel luogo appropriato, il Parlamento appunto. Occorre sempre un monitoraggio costante delle popolazioni, un ripristino dell’habitat naturale e programmi di gestione promossi dall’ISPRA e condivisi dalle Regioni, cui la Legge affida la gestione della fauna. Occorre anche considerare il ruolo dell’uomo nella regolazione della biodiversità, laddove i dati scientifici attestino il sovrappopolamento di alcune specie. In tale contesto particolare rilievo assume il ruolo del Comitato faunistico venatorio nazionale. Il Comitato favorisce un confronto costruttivo e trasparente, contribuendo ad orientare le scelte legislative. A seguito dell’approvazione del disegno di legge, il Governo potrà contribuire ancora meglio a tutelare il diritto costituzionale all’esercizio di attività lecite, come quella venatoria, garantendo la sicurezza dei cittadini tramite adeguati sistemi di controllo e sanzioni”.




































