Lettera alla Regione
Alessandro Moscato, Presidente di CONFAVI Puglia (la sezione regionale della confederazione guidata da Giulia Sottoriva), ha inviato una lettera alla Regione per affrontare la questione della proposta di adesione al Piano di Gestione Nazionale della tortora selvatica. Di seguito il testo.
Andamento della popolazione nidificante
I dati di monitoraggio delle specie agricole elaborati dalla Rete Rurale Nazionale e da LIPU evidenziano che la popolazione nidificante della tortora in Italia ha mostrato una sostanziale stabilità negli ultimi anni, con segnali di miglioramento nel periodo più recente (2021-2024) secondo gli aggiornamenti del Farmland Bird Index. Tali evidenze dimostrano che le politiche di gestione e le limitazioni al prelievo venatorio introdotte negli ultimi anni hanno contribuito a migliorare lo stato di conservazione della specie.
Origine dei soggetti prelevati
Uno studio europeo basato su inanellamenti e ricatture ha evidenziato che una quota rilevante dei soggetti prelevati dai cacciatori italiani proviene da popolazioni nidificanti in Italia, dimostrando che il prelievo interessa prevalentemente individui prodotti nelle aree di nidificazione nazionali. Questo dato rafforza la necessità di una gestione adattativa del prelievo basata su dati demografici aggiornati.
Riduzione del prelievo negli ultimi anni
Negli ultimi anni il prelievo venatorio della specie in Italia ha subito una drastica riduzione, stimata intorno al 90% rispetto ai livelli storici. Pertanto l’impatto attuale della caccia sulla dinamica di popolazione della specie risulta notevolmente ridimensionata rispetto al passato.
Piano di gestione europeo e nazionale
La specie è oggetto del piano di azione internazionale per la conservazione della tortora selvatica 2018-2028 adottato dalla Commissione UE che prevede l’introduzione di sistemi AHM finalizzati a garantire la sostenibilità del prelievo. In attuazione di tale strategia è stato approvato in Italia il Piano di Gestione Nazionale della Tortora Selvatica che contempla la possibilità do consentire il prelievo venatorio della specie anche in pre-apertura per un numero limitato di giornate, subordinatamente al rispetto di specifiche condizioni.
Incidenza del prelievo sulla popolazione
La letteratura e le linee guida europee sulla gestione venatoria prevedono che per specie in condizioni di conservazione non ottimale possano essere autorizzati prelievi estremamente contenuti, purché inferiori a una soglia minima rispetto alla mortalità naturale. Un eventuale prelievo limitato avrebbe quindi un’incidenza percentuale ridotta sulla popolazione complessiva, risultando compatibile con il mantenimento di uno stato di conservazione favorevole.
Miglioramenti agroambientali
Negli ultimi anni in Puglia sono stati attivati interventi di miglioramento ambientale nell’ambito dei PSR regionali, finalizzati alla conservazione degli agro-ecosistemi e alla tutela della biodiversità. Tali misure contribuiscono a migliorare la disponibilità di habitat idonei alla nidificazione e all’alimentazione della specie, rafforzando condizioni per una gestione sostenibile.
Possibilità di gestione adattativa regionale
Alla luce delle indicazioni contenute nel Piano Nazionale e delle esperienze applicative già realizzate in altre regioni, appare possibile prevedere anche per la Puglia:
- Un numero limitato di giornate di pre-apertura (ad esempio 2)
- L’esercizio della caccia solo da appostamento temporaneo
- Un contingente massimo regionale di prelievo
- Un limite giornaliero e stagionale per cacciatore
- L’obbligo di registrazione preventiva dei cacciatori e comunicazione telematica degli abbattimenti
Tale sistema consentirebbe all’amministrazione regionale di monitorare in tempo reale l’andamento dei prelievi e di interrompere subito l’attività venatoria al raggiungimento della soglia prefissata, garantendo quindi un controllo efficace e puntuale.
Conclusioni
Alla luce dei dati e del quadro normativo, un prelievo limitato, monitorato e adattativo della tortora selvatica in Puglia risulterebbe compatibile con gli obiettivi di conservazione della specie, le previsioni del piano nazionale e i principi della Direttiva Uccelli. Pertanto si ritiene che l’amministrazione regionale possa valutare l’introduzione di un regime sperimentale di prelievo contingentato, accompagnato da adeguati strumenti di monitoraggio scientifico.




































