Nessuna passeggiata
Che l’esame del DDL di modifica della attempata legge 157/92, una volta arrivato al Camera, non sarebbe stato passeggiata eravamo in molti a crederlo e a temerlo. Quello, però, che era poco prevedibile e che ha sparigliato ancora di più il complesso tavolo della discussione parlamentare, è stato l’intervento a gamba tesa delle “franche tiratrici” che hanno il nome e cognome di Deborah Bergamini e Rita Dalla Chiesa, entrambe di Forza Italia, il partito di maggioranza (e del vicepremier Tajani) che ha presentato ben 14 emendamenti. In altri termini, si sta ripetendo il “tradimento” perpetrato a suo tempo dal Cavaliere che dopo aver elettoralmente speso parole di apprezzamento per la caccia e per il comparto armiero italiani, cambiò radicalmente posizione grazie all’entrata nel suo partito di una pasionaria che tra un bacio ad un asinello, una passeggiata con un maialino tutto profumato e qualche piagnisteo in televisione, intasca con nonchalance compensi provenienti da chi si occupa esclusivamente di proteggere le razze canine snobbando meticci e figli di.
Fuoco amico
Questo “fuoco amico”, che cede alle richieste più integraliste del miope animalismo nostrano, si sta dimostrando un trappolone che rischia di riportare tutto indietro, con un nuovo passaggio al Senato e con conseguenti ritardi biblici che, prima di tutto, peggiorerebbero ulteriormente la già preoccupante situazione faunistica italiana. E l’aspetto tragico di questo voltafaccia è che la maggior parte dei 14 emendamenti riguarda questioni che, solamente per non voler essere offensivi, si possono definire marginali. Si vorrebbe cancellare la proposta di poter cacciare quella vera e propria piaga ambientale e faunistica che sono i piccioni torraioli, e si chiede di continuare a proibire la caccia all’oca selvatica che è praticata in tutto il mondo perché riguarda una specie in straordinaria crescita ovunque.
Visori notturni
Si usano espressioni di disprezzo riguardo all’uso dei visori notturni per il controllo faunistico (non per la normale attività venatoria) facendo finta di dimenticare che questa è una raccomandazione dell’Ispra che ha motivazioni scientifiche, etiche e di sicurezza. Ma questa è la solita storia che quando l’Ispra o la UE si pronunciano contro la caccia sono da encomiare e da seguire, mentre quando esprimono pareri che gli animalisti ritengono scomodi allora sono da condannare. Oltre la storia dei visori notturni e del ruolo positivo svolto dall’attività venatoria e dai cacciatori nella conservazione e nella gestione della fauna, riconosciuto proprio dall’Ispra, un’altra cosa che ha fatto gridare allo scandalo e al crimine ambientale i “lupofili” italiani è stato il declassamento del livello di protezione del lupo, passato da “rigorosamente protetto” a “protetto”.
Le richieste della comunità scientifica
Un declassamento, si noti bene, che non è un via libera agli abbattimenti e che non è stato chiesto dai cacciatori ma che è stato voluto dall’intera comunità scientifica e politica della UE. Ma anche gli altri emendamenti non sono da meno e somigliano sempre più a una caccia alle streghe d’altri tempi o a una guerra ideologica che è sempre più distante dalle enormi problematiche faunistiche, ambientali, economiche, sanitarie e di sicurezza pubblica causate da popolazioni fuori controllo di numerosissime specie selvatiche. Si, onestamente, ci saremmo aspettati un comportamento ben diverso da una parte della maggioranza alla quale, senza distinzioni, non abbiamo mai fatto mancare il nostro appezzamento e la nostra gratitudine e che ora, ci sta di nuovo voltando le spalle. Ma di una cosa possono star certi: fra qualche mese toccherà a noi e ci ricorderemo (Paolo Sparvoli – presidente ANLC).



































