La realtà delle consuetudini
Ecco compiuto un altro piccolo passo. Sì, certo, il territorio di un’azienda faunistico-venatoria o agri-turistico-venatoria non è minimamente paragonabile ad un terreno demaniale o, comunque, non tutelato da vincoli particolari. Ma se questa realtà, consolidata dalle consuetudini non scritte della civile convivenza delle aree rurali, prima ancora che dalla legge 752 del 1985, viene trasformata in una specie di trionfo, mi sembra che qualcosa stoni leggermente.
Cultura millenaria
Anche perché si riaffermano, a mio avviso in maniera ovvia e superflua, due aspetti che fanno parte della cultura millenaria dei raccoglitori di tartufi che hanno un codice “deontologico” rigorosissimo, essendo i primi gelosi guardiani dell’integrità dell’habitat naturale e che evitano con il massimo rispetto i comportamenti scorretti, che sono riprovevoli e sanzionabili in ogni caso.
No alle polemiche
Nessuna speciosa polemica, per carità! Speriamo solamente che non sia un altro piccolo passo verso quella privatizzazione esasperata che siamo in tanti a temere e che, per quanto ci riguarda, terremo costantemente monitorata (Paolo Sparvoli, presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia).

































