Certezza del calendario
Abbiamo vissuto domenica una giornata di apertura generale alla caccia come da tempo non capitava. Non tanto per il tempo meteorologico o per gli incontri con la selvaggina, quanto per la certezza del calendario venatorio, si impugnato, ma in tempo utile perché il ricorso potesse essere discusso al TAR, e rigettato, e quindi senza i patemi dell’ultimo minuto a cui purtroppo eravamo abituati negli ultimi anni. Questa dovrebbe essere la regola, anche perché le motivazioni poste a supporto delle scelte regionali di discostamento dei pareri ISPRA nel calendario, sono sempre più sostanziali e scientificamente inoppugnabili esse stesse, frutto anche di ricerche sulla fauna selvatica, in specie quella migratoria, attuate da Federcaccia negli ultimi anni, grazie anche alla telemetria satellitare.
Risorse e studi scientifici
Ecco l’importanza della politica venatoria della nostra associazione: impiegare risorse per studi scientifici e per difese in tribunali dai ricorsi anticaccia e a fianco in sostegno delle Regioni. Certo poi la domenica ha avuto il buon esito prima di tutto per la sicurezza, nessun incidente particolare, e per il clima, non ha infatti piovuto come tante volte accade il primo giorno di caccia. Poi i carnieri diventano una questione relativa; a tutti certo piace trovare qualcosa e magari non padellarlo, ma diventa comunque secondario dal rapporto importante e educato fra noi tutti, al rispetto delle colture agricole, al trattamento della selvaggina stessa quando abbattuta. Ed il rispetto per la selvaggina passa anche attraverso meno foto sui social di animali abbattuti e più dei nostri ausiliari, dei nostri appostamenti di terra e di acqua, dei colori dell’autunno o delle splendide albe e tramonti.
Tesserini da caccia
Si è risolta positivamente anche la questione Tesserini di caccia, che tanto ci aveva preoccupato nei primi giorni di settembre essendo ancora mancanti ai due terzi dei cacciatori; il piano B degli uffici regionali, che già avevano predisposto delle copie cartacee degli stessi e concordato con le Associazioni venatorie e con i Comprensori Alpini modalità di distribuzione supplettiva ed integrativa, di fatto non ha avuto pressoché bisogno di essere messo in atto. La ditta incaricata e le Poste per la distribuzione hanno trovato tempi e modi per farli recapitare quasi a tutti, e per i mancanti è stato possibile richiedere copie direttamente agli uffici regionali in UTR (fonte: Federcaccia Brescia – Cacciapensieri).



































