Tasse pagate, ma niente caccia
Arci Caccia esprime piena solidarietà ai cacciatori siciliani dopo la decisione del TAR che ha disposto la chiusura dell’attività venatoria, privando migliaia di appassionati della possibilità di esercitare un’attività per la quale hanno regolarmente pagato le tasse di concessione.
Le parole del presidente Maffei
«È evidente – dichiara il Presidente Nazionale di Arci Caccia, Christian Maffei – che le Regioni debbano dotarsi di Piani Faunistico-Venatori aggiornati e approvati, strumenti indispensabili per programmare una gestione faunistica seria, predisporre calendari venatori corretti e garantire un’attività venatoria fondata su basi scientifiche e giuridiche solide. Ma è altrettanto evidente che le carenze e le inadempienze delle amministrazioni non possono essere scaricate sui cacciatori».
Rispetto delle procedure
«Non è accettabile – prosegue Maffei – che cittadini che hanno rispettato le procedure, sostenuto i costi e pagato regolarmente le tasse di concessione si vedano improvvisamente negare la possibilità di esercitare un’attività legittima a causa di responsabilità che non sono loro. Il rispetto delle regole deve valere per tutti, anche e soprattutto per le istituzioni».
Lo zampino della burocrazia
Arci Caccia chiede che si intervenga per superare rapidamente le criticità amministrative e garantire certezze per il futuro, evitando che a pagare il prezzo delle inefficienze della politica e della burocrazia siano ancora una volta i cacciatori. La caccia ha bisogno di programmazione, competenza e rispetto delle regole, non di improvvisazione e incertezze che finiscono per penalizzare migliaia di cittadini (fonte: Arci Caccia).
































