Decreto ministeriale
Il decreto del Ministero dell’Ambiente delle ultime ore ha di fatto declassato lo status di protezione del lupo, delineato con la modifica della Direttiva Habitat dell’Unione Europea lo scorso giugno. Ci sono regioni italiane, come ad esempio le Marche, che hanno già provveduto a stilare il piano di gestione della specie, ma ovviamente ci si potevano aspettare reazioni negative.
Comunità scientifica
È il caso della LAV (Lega Anti Vivisezione) che ha affidato il proprio pensiero a un lungo comunicato: “Nonostante la compatta opposizione della comunità scientifica internazionale e l’assoluta contrarietà dei cittadini italiani, secondo tutti i sondaggi, a questa politica lupicida, il Governo non ha voluto mantenere il massimo grado di tutela possibile per i lupi che vivono sulla penisola. Pur avendo tempo fino a un anno e mezzo per implementare la direttiva di Bruxelles, l’Europa tanto odiata a parole, ha impiegata infatti poco meno di sei mesi per mettere nero su bianco il via libera alla caccia a questi animali. Eppure, il dettato della nostra Costituzione, che dal 2022 ha innalzato la tutela dell’ambiente e degli animali a principio fondativo dell’ordinamento nazionale, avrebbe dovuto vincolare il Governo a discostarsi dalla becera campagna d’odio contro i lupi che ha contagiato l’Europa. Invece, come c’era da aspettarsi, l’attuale classe politica ha dato l’ennesima conferma della sua sudditanza all’irrisoria minoranza di cittadini rappresentati dalla lobby venatoria e allevatoriale, approvando un decreto antidemocratico e antiscientifico solo per racimolare qualche misero voto in più da allevatori e cacciatori”.
Misure preventive incruente
“Ad ogni modo, finché la Legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici, la n. 157 del 1992, continuerà a offrire una “protezione particolare” ai lupi italiani, la sete di sangue dei cacciatori dovrà aspettare. Purtroppo, le minime tutele offerte da questa Legge attualmente sono sotto attacco dal Disegno di Legge “sparatutto” fortemente voluto dal Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida, nei cui emendamenti nelle Commissioni al Senato è già stato proposto da parlamentari della maggioranza, l’abbassamento della protezione dei lupi. Ammazzare i lupi non è solo un atto moralmente indegno e che confligge con la Costituzione, ma non serve nemmeno a diminuire le loro predazioni sugli animali allevati, come già accertato dalla comunità scientifica in tutto il mondo. Sono invece gli allevatori ad essere obbligati a proteggere i loro animali, ai sensi del Decreto Legislativo n. 146 del 2001 che ha recepito in Italia la Direttiva 98/58/CE dell’Unione Europea, e l’unico modo per ottemperare a tale dovere comunitario e nazionale è di implementare misure preventive incruente, come le recinzioni elettrificate, la cui validità è scientificamente comprovata”.


































