È all’esame della Commissione Giustizia della Camera per la conversione il Decreto Sicurezza che inasprisce le regole legate al porto e al trasporto dei coltelli e degli strumenti taglienti in generale. Fra le molte categorie coinvolte per riflesso da una norma tesa ad aumentare la sicurezza ma che così formulata sta ingenerando molta confusione e potrebbe avere pesanti ripercussioni, troviamo cittadini, lavoratori, frequentatori dei boschi, cacciatori in primis, e non ultimo un comparto economico produttivo rilevante. Auspicando una più ragionata e pacata revisione dei contenuti del Decreto che senza snaturarne i fini non colpisca inutilmente chi ne fa un uso proprio e assolutamente legale, anche Federazione Italiana della Caccia con il suo Ufficio Studi Giuridici, sta mettendo a punto una serie di emendamenti migliorativi da proporre.
Nel frattempo, ecco alcune riflessioni e suggerimenti di comportamenti prudenziali in merito raccolti dalla Federcaccia Nucleo di Magenta “Eligio Colombo”.
Nuovo decreto sicurezza e coltelli da caccia – Guida pratica per i cacciatori
Il nuovo decreto sicurezza 2026 interviene in modo deciso anche su coltelli e strumenti da taglio, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’uso delle lame in contesti urbani e criminali. Per chi caccia, il rischio è di essere coinvolto in questa stretta pur utilizzando coltelli come strumenti di lavoro.
Di seguito trovi una sintesi ragionata, pensata per i cacciatori, basata sulle informazioni oggi disponibili e con un’attenzione particolare alla prudenza interpretativa.
Il quadro generale: cosa fa il nuovo decreto
– Decreto-legge in materia di sicurezza pubblica: approvato dal Consiglio dei Ministri a febbraio 2026, interviene su ordine pubblico, reati con armi o strumenti atti ad offendere, manifestazioni, minori, attività di polizia.
– Stretta sui coltelli: il decreto introduce norme specifiche su porto, vendita e sanzioni per coltelli e lame, con particolare attenzione ai coltelli pieghevoli “da strada”.
– Coordinamento con la normativa esistente: resta centrale la Legge 110/1975 e il TULPS; il decreto non crea un mondo nuovo, ma irrigidisce e dettaglia regole già presenti, soprattutto sul porto ingiustificato.
> Punto chiave: il “giustificato motivo” resta il cardine, ma le soglie dimensionali e le categorie tecniche di coltelli diventano più rilevanti e le sanzioni più pesanti.
Le novità principali sui coltelli
2.1 Coltelli pieghevoli con blocco lama
– Soglia critica di 5 cm: per i coltelli pieghevoli con blocco della lama o apertura facilitata (flipper, assistiti, ecc.) il decreto introduce un regime molto più severo sul porto, con divieto generalizzato oltre una certa lunghezza (5 cm) e inasprimento delle pene.
– Porto in luogo pubblico: il porto di questi coltelli, se non coperto da un giustificato motivo, può integrare reato con pene detentive più elevate rispetto al passato.
Per il cacciatore questo significa che il classico pieghevole “tattico” con blocco lama, portato in tasca in città o fuori dal contesto venatorio, diventa un oggetto ad altissimo rischio giuridico.
2.2 Coltelli sopra i 15 cm e registri di vendita
– Registro di vendita: per coltelli con lama oltre una certa lunghezza (indicata in 15 cm nelle bozze e nelle prime analisi), il decreto prevede l’obbligo di registri di vendita, con tracciabilità dell’acquirente.
– Controlli più facili: questo rende più semplice per le forze dell’ordine risalire a chi ha acquistato determinati coltelli, soprattutto in caso di reati o sequestri.
2.3 Minori e vendita online
– Divieto di vendita ai minori: viene rafforzato il divieto di vendita di coltelli ai minori, con particolare attenzione all’e-commerce.
– Responsabilità dei venditori: sono previste sanzioni per chi non verifica l’età o aggira i controlli nelle vendite online.
Porto, trasporto e “giustificato motivo” per il cacciatore
La chiave per non avere problemi resta la distinzione tra porto e trasporto, e la capacità di dimostrare un giustificato motivo.
– Porto: avere il coltello addosso, pronto all’uso (in tasca, alla cintura, nello zaino immediatamente accessibile) in luogo pubblico o aperto al pubblico.
– Trasporto: avere il coltello riposto, non immediatamente utilizzabile (in custodia, in valigia, scarico e separato dal contesto d’uso), ad esempio nel bagagliaio dell’auto mentre ci si sposta verso o da un luogo di caccia.
Il decreto sicurezza non elimina il concetto di giustificato motivo, ma lo inserisce in un contesto più severo: a parità di situazione, oggi il margine di tolleranza è minore e le sanzioni più pesanti.
Coltelli da caccia: cosa cambia in concreto
4.1 Lama fissa vs pieghevole
– Coltelli da caccia a lama fissa: restano strumenti tipicamente legati all’attività venatoria (eviscerazione, scuoiatura, sicurezza del cane, ecc.). In contesto di caccia, con licenza valida e in zona di esercizio, il giustificato motivo è forte.
– Coltelli pieghevoli con blocco lama: sono il vero bersaglio del decreto. Se usati come “coltellino da tasca” in città o fuori dal contesto venatorio, diventano facilmente contestabili, soprattutto oltre i 5 cm di lama.
4.2 Durante l’attività venatoria
Buone pratiche:
– Coltello portato solo quando serve:
In caccia: alla cintura o nello zaino, in zona di caccia, con licenza e documenti in regola.
Fuori caccia: riposto e trasportato, non portato addosso senza motivo.
– Coltello coerente con l’attività: un classico coltello da caccia, non un “tattico” da combattimento, rende più credibile il giustificato motivo.
– Documentazione: avere con sé licenza, tesserino, eventuali permessi e, se possibile, dimostrare la destinazione (riserva, ATC, azienda faunistico-venatoria).
4.3 In auto, al bar, in paese
– In auto: meglio tenere i coltelli in custodia, nel bagagliaio, separati dalle armi e non immediatamente accessibili.
– Al bar o in paese dopo la caccia: evitare di tenere il coltello alla cintura o in tasca; riporlo in auto o in un contenitore chiuso.
– Fuori stagione: se non si va a caccia, non girare con coltelli “importanti” addosso: il giustificato motivo diventa molto più debole.
Sanzioni e rischi per chi sottovaluta il decreto
Il nuovo decreto prevede:
– Inasprimento delle pene per il porto ingiustificato di coltelli “critici” (pieghevoli con blocco lama, lunghezze superiori alle soglie indicate).
– Possibili conseguenze sulla licenza di caccia e sulle armi: una denuncia per porto ingiustificato può essere valutata dalla Prefettura e dalla Questura ai fini dell’affidabilità del soggetto, con rischio di revoca o sospensione delle licenze.
– Maggiore discrezionalità operativa: il decreto rafforza i poteri delle forze dell’ordine, che potranno intervenire in modo più anticipato e severo.
Consigli operativi per i cacciatori
1. Scegli bene il coltello da caccia
– Preferisci: coltelli a lama fissa, di dimensioni proporzionate all’uso venatorio, con estetica chiaramente “da lavoro”.
– Valuta con molta prudenza: pieghevoli con blocco lama, soprattutto se “tattici”, con apertura rapida o aspetto da arma.
Cura il modo in cui lo porti
– In caccia: alla cintura o nello zaino, in zona di esercizio, con documenti in regola.
– In viaggio: in custodia, nel bagagliaio, non addosso.
– In paese o in città: evita il porto; se devi trasportarlo (ad esempio per farlo affilare o riparare), fallo in modo chiaramente “da trasporto” (custodia, borsa, non immediatamente accessibile) e con un motivo spiegabile.
Evita situazioni ambigue
– Niente coltelli in tasca durante manifestazioni, eventi, serate in città.
– Niente esibizioni “goliardiche” al bar o in luoghi pubblici.
– Attenzione particolare se sei con minori o in contesti affollati: il clima normativo è molto meno tollerante.
Aggiornati sui testi ufficiali
Il decreto sicurezza 2026 è in evoluzione interpretativa e potrebbe subire modifiche o chiarimenti applicativi. Prima di trarre conclusioni definitive:
– Consulta il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
– Verifica eventuali circolari del Ministero dell’Interno o della tua Questura/Prefettura.
– In caso di dubbi seri, confrontati con un avvocato esperto in diritto delle armi.
Conclusione: prudenza, professionalità, immagine del mondo venatorio
Per un cacciatore serio, il coltello è uno strumento, non un feticcio. Il nuovo decreto sicurezza non vieta la caccia né gli strumenti necessari, ma rende molto più rischioso tutto ciò che esce dal perimetro del “giustificato motivo” chiaro, dimostrabile e proporzionato.
Essere rigorosi nel modo in cui si scelgono, si portano e si trasportano i coltelli da caccia non è solo un modo per evitare guai legali: è anche un gesto di responsabilità verso l’immagine del mondo venatorio.




































