Il buonsenso deve prevalere
Torniamo sul decreto sicurezza perché molti nostri associati, ma anche tanti che vivono il mondo rurale, sono altamente preoccupati dalla eventuale, anche se ci ostiniamo a pensare del prevalere del buonsenso, applicazione da parte della vigilanza della nuova norma. Viene introdotta una restrizione talmente rigida da trasformare un banale coltello pieghevole con blocco della lama, se superiore a 5 centimetri, e lo sono tutti, in un corpo da reato penale.
Amanti della natura
Ma tutti coloro che vivono nella realtà rurale e che sono semplicemente amanti della natura e dei frutti della stessa, hanno da sempre portato con sé un coltellino, e quasi sempre pieghevole proprio perché la lama fosse riposta al sicuro e non avesse a fare danno nel caso di cadute o di piegamenti del corpo. Iniziando dal raccogliere gli asparagi, o lo spinacio selvatico tagliandolo e non estirpandolo, alla raccolta dei vari tipi di funghi, dall’estate fino al tardo autunno, nell’esercizio stesso della caccia.
Rischio procedimento penale
O semplicemente per affettare un po’ di salame o tagliare del formaggio portato con sé per rifocillarsi nelle escursioni e nelle scampagnate in ogni periodo dell’anno. Oggi si rischia un procedimento penale se tale oggetto viene dimenticato in tasca, in auto o in altro luogo, e quindi ritenuto porto d’arma. Ripetiamo, con lama superiore a 5 centimetri, e senza differenziazione di età nel porto dello stesso. Ci auguriamo veramente che nel convertire il decreto si possa ragionare meglio che nella stesura, perché all’eventuale denuncia per porto abusivo di “arma” si accompagnerebbe anche l’esclusione del porto d’armi, quello vero (fonte: Federcaccia Brescia – Cacciapensieri).





































