Una scommessa vinta
Mentre il pubblico continua ad affluire, anche in una domenica di festa e di sole, per visitare gli stand ed esercitarsi al tiro, EOS-European outdoor show con Fiere di Parma e Fondazione UNA guardano già al futuro. “La scommessa di Parma è vinta”, spiega Maurizio Zipponi, presidente di Fondazione UNA. “Questi due giorni sono l’inizio di un percorso e sto già pensando all’anno prossimo. Abbiamo occasione di allargare a centri concentrici ad altri mondi vicini a noi. L’alleanza con Coldiretti è ormai strategica, non è più un semplice incontro in un evento fieristico: agricoltore e cacciatore sono i primi presìdi della natura e della biodiversità. Ho l’ambizione che Parma diventi il primo centro europeo per la società civile su questi temi. Posso anche dire che siamo usciti dall’angolo, la caccia non è più solo antica attività consegnata ai ricordi, ma moderna salvaguardia e presidio ambientale”.
Cacciatori e curiosi
Zipponi ha proseguito: “Tra i visitatori, su 10 persone 5 non sono cacciatori, ma curiosi: vuol dire che abbiamo sfondato un muro di incomunicabilità. Basti vedere il numero di donne e giovani che sono target totalmente nuovi. La prima evidenza che comincia a emergere è che se non c’è almeno l’attività venatoria il territorio viene abbandonato. Che su 250 specie del nostro patrimonio faunistico, la caccia è permessa su una quarantina e per appena tre mesi all’anno, mentre il cacciatore cura il territorio per 12 mesi all’anno. E poi che la filiera della carne di selvaggina non è più il cinghiale in umido, ma costituisce la base con caratteristiche organolettiche importanti per una nicchia di altissima cucina. L’Italia vince nelle nicchie di grande qualità”.
Esperienze sul territorio
Il convegno “Sicurezza alimentare e gestione delle carni selvatiche: esperienze a confronto in Italia”, moderato da Luca Pellicioli, ATS Bergamo, comitato scientifico Fondazione UNA, serve proprio a fare il punto sulla filiera partendo dalle molte esperienze sviluppate sul territorio. Dalla partecipazione di Sara Botti dell’Università di Milano, Pier Luigi Fedele, colonnello dei carabinieri Forestali di Parma e Piacenza, Roberta Lucarelli, Azienda Servizi sanitari di Trento, Rosaria Lucchini dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie, Vincenzo Veneziano, dell’Università di Napoli e Lucia Santini, dell’AFV “Sant’Uberto” emerge che l’obiettivo deve essere l’armonizzazione e la messa in rete degli elementi positivi, con attenzione alle criticità, per arrivare alla gestione più corretta di un patrimonio di immenso valore.




































