Viaggio lontano
Cosa unisce le nostre Alpi alle vette del Tibet? Molto più di quanto possiamo immaginare. Le montagne del mondo parlano la stessa lingua fatta di fragilità, di bellezza e di comunità che resistono. Ed è proprio per questo che venerdì scorso, 17 luglio, Fondazione UNA ha vissuto un’esperienza straordinaria: è volata sul Plateau tibetano per partecipare al 5° Trans-Himalaya Forum. Perché una realtà italiana come Fondazione UNA si spinge così lontano? Perché crede che la tutela della biodiversità non abbia confini. Solo attraverso lo scambio, l’ispirazione reciproca e la collaborazione tra culture diverse è possibile trovare le risposte per prenderci cura del pianeta.
Storie di sostenibilità
Marina Berlinghieri (Responsabile Relazioni Istituzionali) e Corrado Teofili (membro del Comitato Scientifico di Fondazione UNA) hanno portato su questo prestigioso palco internazionale, davanti a oltre 200 delegati, Ministri e membri del World Economic Forum, la voce e il lavoro che la fondazione porta avanti ogni giorno nelle aree interne nostrane. I due hanno raccontato storie di sostenibilità che funzionano:
- Il miracolo cooperativo delle Latterie Turnarie
- I progetti di coesistenza sulle Alpi che aiutano i pastori e possono ispirare la salvaguardia dello straordinario leopardo delle nevi in Tibet
- La seconda vita della lana, da rifiuto a risorsa circolare
Emozioni forti
L’emozione e l’accoglienza sono state incredibili: il Capo della Ricerca sul Turismo del Governo cinese, Dai Bin, ha voluto riprendere pubblicamente le proposte di Fondazione UNA che ha così commentato l’esperienza: “Questo viaggio ci riempie di orgoglio e ci ricorda il nostro perché più profondo: l’essere umano non è un elemento estraneo alla natura, ma il suo custode più prezioso. E oggi questo legame è un po’ più forte, dalle vette italiane a quelle himalayane“.







































