Una nuova sentenza
A distanza di appena 24 ore la Sicilia fornisce il secondo spunto consecutivo per quel che concerne le sentenze più interessanti in tema di porto d’armi e detenzione di munizioni. Dopo il caso del cacciatore che ha riottenuto la licenza negata a causa di alcuni parenti pregiudicati, stavolta è stato il turno di un uomo condannato per non aver versato il mantenimento alla ex moglie e ai figli piccoli. La Prefettura di Agrigento ha infatti disposto il divieto che poi è stato annullato dal TAR Sicilia con questa motivazione: non c’è una ragione che colleghi il comportamento contestato con l’abuso delle armi.
Contestazione della difesa
Il divieto della Prefettura risale al 2024. La contestazione della difesa dell’uomo è presto detta: il no sarebbe arrivato recependo soltanto la proposta dei Carabinieri e senza andare ad approfondire la personalità e quanto contestato. Vale la pena aggiungere come il mancato versamento del mantenimento abbia avuto come conseguenza l’affidamento in prova ai servizi sociali. I giudici amministrativi sono partiti proprio da quest’ultimo presupposto.
Cosa farà ora la Prefettura
Per il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, la condanna ricevuta dall’uomo non è tra quelle che comportano il divieto automatico relativo ad armi e munizioni. La Prefettura, poi, avrebbe dovuto spiegare perché l’uomo risulterebbe inaffidabile da questo punto di vista in seguito ai mancati versamenti del mantenimento. Il ricorso è stato dunque accolto dal TAR, con il conseguente annullamento del divieto, anche se la stessa Prefettura potrà ora riesaminare il caso.


































