Giornata della Memoria
Quella del 27 gennaio non è mai stata e mai sarà una giornata normale. Oltre a rappresentare una data simbolica per la musica (è il giorno in cui è nato Mozart ed è morto Verdi tanto per intenderci), è soprattutto il momento in cui ricorre la Giornata della Memoria. Una giornata in cui le strumentalizzazioni non dovrebbero trovare alcuno spazio e invece le eccezioni che confermano la regola ci sono anche in questo caso. Alla redazione di Caccia Passione è arrivata, puntuale come sempre, la segnalazione da parte di Stefano Castellani, cacciatore romano con grande visibilità sul web (è tra i principali influencer della caccia).
Profilo antispecista
Castellani ha voluto porre l’accento su un episodio increscioso, la pubblicazione social di un post che non ha alcun senso di esistere. Questo il suo commento: “Ieri 27 Gennaio, giorno di un triste ricordo per l’umanità, aprendo i social mi sono imbattuto in un profilo antispecista e sono rimasto sorpreso da quanto pubblicato con tanta superficialità: la foto di un maialino col pigiama a righe dietro un filo spinato, chiaro richiamo agli orrori dell’Olocausto“.
Inappropriato e irrispettoso
Castellani ha aggiunto: “Possiamo essere contrari a tutto, avere le nostre idee, le nostre opinioni, i nostri miti. Possiamo scegliere di nutrirci come meglio crediamo ed essere etichettati come onnivori, vegani, vegetariani e chi più ne ha più ne metta. Possiamo scegliere di non rispettare le idee altrui, di combatterle ed ostacolarle all’infinito ma c’è un limite da rispettare. Fermo restando il fatto che l’allevamento intensivo è quanto di più lontano possa esserci dal mio punto di vista, ritengo che paragonare quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale alla pratica dell’allevamento intensivo odierno, sia inappropriato ed irrispettoso nei confronti di chi ha vissuto l’orrore della persecuzione nazista“.
Non sono le armi a ferire
Le conclusioni sono nette: “Paragonare l’olocausto agli allevamenti intensivi (per quanto gli animali siano a tutti gli effetti esseri senzienti), va oltre ogni limite e fa lecitamente sorgere dei dubbi sulla pericolosità di determinati soggetti a dimostrazione che non sono le armi a ferire ma la pericolosità di un’ideologia alla deriva“.




































