Una capacità sorprendente
Se c’è una dote peculiare, quasi invidiabile, dei corvi è la loro capacità di intuire sempre dove si trovano i resti delle prede appena uccise dai grandi carnivori, lupi in primis. È una capacità sorprendente e che nel celebre Parco di Yellowstone trova la sua espressione migliore. Dopo avere applicato dei collari GPS proprio ai lupi di quest’area naturale americana, i ricercatori della University of Veterinary Medicine di Vienna e del Max Planck Institute of Animal Behavior di Radolfzell (Germania) hanno deciso di fare lo stesso con i corvi imperiali.
“Mappe” mentali
Nel dettaglio, sono stati dotati di questa tecnologia 69 volatili, seguiti per due inverni di fila, informazioni poi incrociate con quelle di 20 lupi. Si è così scoperto che i corvi seguono i grandi carnivori per distanze molto lunghe, c’è stato addirittura il caso di un singolo uccello che non ha mai perso contatto con un branco per un’ora. La conclusione è sensazionale: i corvi riescono a crearsi una mappa mentale delle zone dove le probabilità di predazione da parte del lupo sono più alte.
Una memoria invidiabile
Non è un caso che gli stessi lupi abbiano delle preferenze per i loro attacchi (soprattutto il fondovalle pianeggiante), di conseguenza i corvi hanno imparato queste abitudini e sanno dove poter “bazzicare” per poi approfittare degli avanzi. Si sta parlando di una memoria che fa invidia a quella proverbiale degli elefanti: i ricercatori si sono resi conto, in particolare, che diversi corvi oggetto dello studio hanno percorso 150 chilometri in volo prima di raggiungere la zona tanto sospirata. Sarà forse arrivato il momento di rivalutare questa specie, troppo spesso legata a una cattiva reputazione per via del suo verso rauco e del piumaggio tetro?




































