Una interessante sperimentazione
Nei giorni scorsi una delegazione di Federcaccia Toscana–UCT e dei tecnici degli ATC Siena Nord 03 e Siena Sud 08 ha preso parte a una giornata di test presso l’Azienda Faunistica convenzionata con l’Università della Tuscia. L’iniziativa rientra nel progetto finanziato dai due ATC senesi per il biennio 2026–2027 e dedicato alla sperimentazione di un drone multirotore equipaggiato con termocamera ad alta risoluzione, pensato per migliorare il monitoraggio della fauna e rafforzare la tutela delle attività agricole.
Il valore strategico del progetto
Il presidente di Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani Marco Salvadori ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Questo progetto dimostra come il cacciatore possa essere un operatore qualificato a supporto della gestione faunistica e della ricerca scientifica. Il contributo del mondo venatorio, insieme a quello delle istituzioni e della comunità scientifica, può rafforzare la collaborazione con il mondo agricolo e contribuire concretamente alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità degli agroecosistemi”.
Come funziona il drone
Ad accogliere la delegazione sono stati i ricercatori del Dipartimento DAFNE, tra cui il professor Riccardo Primi, che hanno illustrato caratteristiche e potenzialità operative del sistema. Il drone è in grado di operare a quote comprese tra i 40 e i 60 metri, con trasmissione in tempo reale delle immagini termiche alla stazione di controllo a terra, consentendo di individuare con precisione la presenza di fauna nei campi e nelle aree agricole. Il progetto punta a sperimentare l’impiego della termografia aerea per diversi obiettivi gestionali: prevenire la mortalità accidentale di fauna durante sfalci e trebbiature primaverili-estive, individuando in anticipo le specie presenti negli erbai; migliorare i censimenti faunistici invernali, confrontando i rilievi termici con i dati GPS degli animali radiocollarati; rafforzare gli strumenti di prevenzione dei danni alle colture grazie a una conoscenza più precisa della distribuzione della fauna sul territorio.
Dati scientifici oggettivi
Il contesto agricolo senese, caratterizzato da un mosaico di colture, prati-pascoli e interventi agroambientali, rappresenta un laboratorio ideale per testare una tecnologia che integra telemetria satellitare e rilievo termico, con l’obiettivo di rendere la gestione faunistica sempre più efficace, trasparente e basata su dati scientifici. Il responsabile tecnico di Federcaccia Toscana-UCT Simone Capriotti ha evidenziato l’importanza di questo approccio: “La gestione faunistica moderna deve poggiare su dati scientifici oggettivi. Il lavoro condiviso con il mondo accademico e con gli ATC potrà aiutarci a individuare scelte gestionali sempre più efficaci e sostenibili”.




































