Il ritorno del lupo nel territorio mantovano
Negli ultimi anni il territorio mantovano è stato interessato dal ritorno del lupo (Canis lupus), specie che sta progressivamente ricolonizzando ampie porzioni dell’Europa continentale. La presenza della specie in pianura rappresenta un elemento di particolare rilevanza ecologica, poiché testimonia la capacità del lupo di adattarsi anche a contesti ambientali complessi e fortemente antropizzati. All’interno del SIC IT20B0012, della Riserva Naturale “Complesso Morenico di Castellaro Lagusello” e nelle aree limitrofe circostanti è stato confermato un nucleo riproduttivo stabile, monitorato in modo sistematico nel periodo aprile–dicembre 2025.
L’area di studio
L’area oggetto di monitoraggio comprende la Riserva Naturale “Complesso Morenico di Castellaro Lagusello”, estesa su circa 139 ettari e situata nei comuni di Monzambano e Cavriana, il SIC IT20B0012 e le aree limitrofe. Il territorio si caratterizza per un mosaico ambientale di elevato valore naturalistico, che include zone umide lacustri e canneti, boschi mesofili e querceti termofili, praterie aride collinari e ambienti agricoli tradizionali. Questa eterogeneità, tipica della conca intermorenica dell’anfiteatro morenico gardesano, favorisce una ricca biodiversità e crea condizioni idonee anche alla presenza di un grande mammifero territoriale come il lupo.
Metodologia di monitoraggio
Le attività di monitoraggio sono state condotte secondo protocolli nazionali condivisi, che prevedono la classificazione dei dati in base al grado di certezza (dati certi – C1; dati confermati da esperto – C2). L’approccio adottato ha integrato raccolta di segnalazioni puntiformi, percorsi campione e videofototrappolaggio. La raccolta delle segnalazioni ha consentito di verificare e archiviare osservazioni dirette e indirette della specie, costruendo una banca dati strutturata a supporto delle attività di controllo e approfondimento. I percorsi campione, svolti con cadenza regolare, hanno permesso il rilevamento sistematico di segni di presenza quali marcature e resti alimentari. Il videofototrappolaggio, effettuato mediante sette dispositivi attivi per complessivi 1.974 giorni di funzionamento, ha rappresentato lo strumento principale di acquisizione dei dati, consentendo di documentare in modo oggettivo presenza, composizione del gruppo, trend e comportamento, riducendo al minimo il disturbo diretto sugli animali.
Risultati generali del monitoraggio
Nel periodo considerato sono stati raccolti complessivamente 443 segni di presenza, di cui il 92% classificati come dati certi e l’8% come dati confermati da esperto. La quasi totalità delle informazioni (circa il 98%) deriva da attività sistematiche di monitoraggio, a conferma dell’efficacia del protocollo applicato. L’andamento stagionale dei rilevamenti mostra un incremento nei mesi estivi, coerente con la fase di maggiore mobilità dei giovani dell’anno e con la frequentazione delle aree utilizzate dal nucleo familiare nel periodo riproduttivo.




































